Scompigliata(anche dentro)


22 aprile. Cielo azzurrissimo, alberi in fiore, polline che svolazza come se fosse neve, sole pieno… Eppure a stento arriviamo ai 10 gradi. C’è un vento gelido che prepotentemente ci spinge dove vuole lui, sbuffa e soffia senza sosta. Andiamo avanti così da giorni. Eppure non mi dispiace. Ci voleva un po’ di disordine, qualcuno che mi scompigliasse senza chiedere scusa o che mi trascinasse in giro dandomi l’illusione di poter essere sinuosa e leggera come una foglia che ondeggia nell’aria( dopo Pasqua sentirsi portar via dal vento è quasi rassicurante, ci si sente precari e per niente ciccioni).

In realtà la Pasqua non mi ha lasciato solo qualche fetta di casatiello ,briciole di cioccolata e qualche chilo di troppo(ero già partita bella piazzata, diciamolo) … Mi ha lasciata anche malaticcia. Son onesta, I miei anticorpi hanno fatto il loro dovere quindi niente febbre, tosse o raffreddore ma in compenso ero deboluccia, stanca, col mal di testa perenne e poi il mal di ossa. Non ho nemmeno raggiunto il quarto di secolo e ho mal di ossa. Che finaccia gente.

Comunque questo non mi ha impedito di fare ciò che dovevo: mettevo come al solito il naso fuori casa la mattina prestissimo per tornare la sera tardi con la sola voglia di mettermi comoda, nel mentre possiamo metterci tutto ciò che è quotidianità senza che stia qui a elencarvi cose noiose che si sanno.

Il vento come dicevo non ci ha abbandonata mai, fedelissimo, un compagno di viaggio dispettoso e forse burbero ma con cui ormai ,avevo capito, era meglio non discutere. Aggrappata al mio giacchetto passeggiavo a passo incerto, con vento a favore oppure contro (cit.); l’aria era fredda di quella che secca la pelle e raggrinzisce le labbra, arrossa le guance e fa sentire piccoli i brividi lungo il corpo. Portava con sé storie, voci lontane,rumori rubati chissà dove, profumi intensi… E me. Ogni tanto mi piace farmi trascinare come se non fossi io a decidere a che passo andare ma adeguandomi a quello che sembra più opportuno. Si portava via i miei pensieri, il mio profumo, le mie incertezze,il mio malessere passeggero come a volermi spezzettare e dissolvere in giro, pezzo pezzo. Non ho opposto resistenza, mi andava bene così. Sorridevo al vento perché invece questo mi andava. E quando tutto si fermerà, il sole tornerà a far sentire il suo calore e l’aria sarà immobile mi ricorderò di quando tutto era agitazione e movimento e un po’ di questo essere scombussolata lo porterò con me; mi ricomporrò e sarà tutto diverso ma uguale.

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Tempo irrequieto, tu anche.


Vento che sembra spazzare via tutto. Un cielo intangibile, un’ immensa distesa grigiorossastra che grava su di noi. L’aria è calda. O forse solo opprimente.
Ti svegli e sei già stanca. Fatichi a fare tutto. Anche tenere gli occhi aperti diventa faticoso. Bevi acqua ed hai ancora sete. Il vento ti ha fatto venire mal di testa ma in realtà ti senti spossata, colta da un malessere diffuso. Sei irrequieta.
Sbatte una porta,forse un cancello; qualcosa cade. La finestra cigola,produce un rumore metallico,stridente. Fa avanti ed indietro ritmicamente e il rumore diventa quasi automatico,continuo.
Dei fogli cadono,le foto si spostano,nulla sembra voler restare al suo posto; nemmeno te vorresti stare lì ma in realtà non vorresti nemmeno andare altrove. Il sole non c’è eppure non è buio;una strana luce accarezza tutto ciò che ti circonda.
Una giornata di merda che coincide con un umore di merda. Ma non può essere solo una coincidenza. È come se tu sentissi il tempo in modo diverso: non lo subisci pssivamente, lo assimili e lo fai tuo. La sua agitazione diventa tua,la sua insoddisfazione anche.
Qualcosa tintinna. Gli occhi sono due fessure. Lavi la faccia con acqua ghiacciata e faticosamente ti trascini di nuovo al tuo posto slittando sulle mattonelle, non devi nemmeno alzare i piedi.
La finestra cigola di nuovo, insistentemente;non ne puoi più. Sbuffi così forte che sembri esasperata molto più del vento che soffia e sbuffa a sua volta da questa mattina.
Ecco: andate proprio a braccetto te e le condizioni atmosferiche oggi.

Se non mi trovate…beh non cercatemi 😄


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Il mio mare ♡

Smartphone a casa. Sole. Mare. Sabbia. Vento. La mia lettura del momento.
Stop.
Io direi che in certi casi la mancanza di casa non la si sente proprio.
Chiunque mi avesse cercata ieri di sicuro non ha pensato che fossi qui! E il consiglio per tutti è stato : se non mi trovate…beh smettetela di cercarmi 😉

Nessuno mi pettina bene come il vento


Roma ieri si è svegliata sotto una tempesta di vento. Alda Merini diceva “Nessuno mi pettina bene come il vento”. Insomma… A me scompiglia e dona un’aria svampita-stravolta che accentua il mio essere spettinata abituale. Ma nemmeno Roma è abituata a tutto questo vento. Era una perfetta giornata di ottobre romano: un sole pieno che scalda quasi timidamente, un cielo azzurrissimo, da sembrare finto, e questi nuvoloni immensi che vanno e vengono ,ci superano velocemente spinti via dal vento come se non avessero tempo per soffermarsi su di noi e stare lì ad ombreggiare il nostro cammino. Dopo tutto il caldo dei giorni precedenti fa piacere l’aria fresca che ci colpisce in pieno volto, quasi voglia schiaffeggiarci. Il mondo ieri si osservava a occhi socchiusi, come se fossimo in un onirico dormiveglia: il vento ovattava i nostri sensi. Non si fa mai vedere in faccia, arriva improvvisamente e altrettanto veloce si allontana, però lo sentiamo a pieno! In giornate come ieri ci si sente così leggeri in balia di una così prepotente tempesta soleggiata…

Oggi invece l’autunno, che ieri ci ha salutato caoticamente, sembra aver lasciato il posto a un’anticipo di inverno: il tempo pazzo sembra confuso tanto quanto me su ciò che deve fare della propria vita in questo periodo 😛