Polvere di stelle


Una manciata di polvere d’oro rosa sulle palpebre, il luccichio di quei brillantini impercettibili che illuminano lo sguardo riflettendo la luce ad ogni movimento. E ti ci vedi bene a luccicare, come se la luce venisse da altrove, non dal makeup, ma da più lontano. Da dove solo tu sai. Da chi ti ha regalato quella polvere di stelle come se fosse tua da sempre. 

Sbattere le ciglia con la giusta intenzione può fare la differenza? Non hai tempo per verificare o imparare.

Sei malinconicamente felice, quel sentimento complesso che solo un brillante rosa cipria sa raccontare.

I colori bisogna saperli usare. I dettagli bisogna saperli apprezzare. Di questo sei certa!

Annunci

Sere D’estate


Lo smalto rosso che luccica ad ogni movimento, gesticola tanto, la mano si muove imperterrita come a disegnare nell’aria uno schema di quel fiume di parole che sta pronunciando. Con l’altra mano tiene a mezz’aria una fetta di pizza, fragrante e ben condita a giudicare dal modo pericoloso con cui tende verso il basso. Il rossetto sbiadisce ma il sorriso è sincero. Sono una coppia di amiche, occupano un tavolo piccolino ma caotico, assorte dalle loro risate e da quel continuo parlottare complice.  Parlano veloce e mangiano piano. Il vento leggero rinfresca l’aria, l’umidità della sera è scesa, si sente sulla pelle nuda delle braccia…

Una delle mie sere d’estate è andata più o meno così. Troppo intensa per metterla per iscritto, troppo bella per farla scappar via come se nulla fosse. Alcune sere d’estate sono condite di perfezione imperfetta, sono belle per via di qualcosa che non si può spiegare, c’è, lo hai sentito e questo basta.

Le sere d’estate finiscono con una lenta passeggiata a notte fonda, con la promessa di esserci sempre e l’ultima risata che si perde in uno sbadiglio silenzioso.

La luce flebile dei lampioni accarezza due sagome barcollanti, l’euforia rende instabili.

 

 

Sorrisi dall’alto


Questa sera tornavo a casa e come al solito camminavo con gli occhi all’insù, pensando ai fatti miei e scrutando il cielo limpido che pian piano cambiava colore diventando ad ogni mio passo un po’ più cupo. E lassù ho trovato uno spicchio di luna, luminosissimo, sembrava un sorriso. Per un attimo ho pensato che fosse lì proprio per me e le mie labbra a loro volta hanno ricambiato il sorriso, senza pensarci su due volte.

È stato un venerdì soleggiato di quelli che ti svegli la mattina e sai già che è la giornata giusta per indossare il jeans dell’azzurro più sgargiante che hai. Un pomeriggio a Villa Torlonia con l’Amica che non vedi da dieci giorni(pochi ma tantissimi). Sedute all’ombra di un albero, con le gambe rigorosamente al sole perché sì,fa caldo ma non così tanto. Chiacchiere, racconti, risate, domande e confronti, un’infinità di parole chiassose portate via dal vento leggero che carezza la pelle e scompiglia i capelli ribelli. È vero che ci si sente tutti i giorni ma certe cose vanno dette di persona, non c’è niente da fare. Ed è così che si fa in fretta sera e bisogna tornare a casa ma non prima di un ultima coccola: 

– Sai di cosa avrei voglia adesso…? -Oh si, un gelato!!! -Esatto. 

Probabilmente la luna sorride per tutti questi motivi. E perché son buffa con le labbra tinte di un rossetto sbiadito che ancora porta i segni di un cono fior di latte e cioccolato extra dark, buono davvero, da leccarsi… le labbra per l’appunto. Allora di rimando sorrido anche io, d’altronde son contenta e per oggi direi va benissimo così. 

Ridi che ti passa


Ci sono giorni in cui canti,canti tanto,tutto il giorno; canticchi le canzoni del momento,le tue canzoni preferite e anche le canzoni di cui non consoci il testo,perché no?

E poi ridi,per davvero,di quelle risate che ti svuotano la testa e riempiono il cuore. Sorridi anche con gli occhi.

Decidi che puoi benissimo essere allegra e la parte difficile di te,quella scontrosa,annoiata,spaventata,preoccupata può essere messa in un angolo.

Parli,ascolti,ti racconti e ti perdi a pensare ad altro,con il rischio che qualcuno ti sorprenda altrove.

Le giornate così finiscono con te davanti ad uno specchio,in procinto di struccarti: ti osservi e noti la matita nera sbavata all’angolo dell’occhio, le labbra che sono ancora vagamente rosse,le occhiaie che iniziano ad avere la meglio sul fondotinta…  Il dischetto imbevuto di acqua micellare si porta via brillantini,mascara,rossetto, lentamente come se fosse un’ultima carezza. Ora siete rimaste davvero solo tu e il riflesso di te stessa,nessuno è lasciato in un angolo.

Ma te lo concedi un ultimo sorriso,che domani sarà un altro giorno (difficile) e per giunta lunedì!!

 

Menta, zucchero,vaniglia


Per le occasioni speciali.

Un augurio e un invito allo stesso tempo. È un piccolo barattolino nero, all’interno contiene il luccicchio di cui hai bisogno. Scrubs dorato che promette di lasciare le labbra morbide e invitanti(o era invidiabili?) Zucchero,menta,vaniglia, questi sono gli ingredienti. Lo prendi con il  dito come se fosse un gioco per bambine e ne passi un leggero strato sulle labbra. Sai già che non resisterai e finirai per mangiarlo con aria colpevole e divertita. Ti conosci bene, come ti conosce chi te lo ha regalato.

È un’occasione speciale oggi? Non direi. O forse sì. Lo è ogni qual volta decidi di sorridere. Ogni qual volta ti concedi una coccola zuccherosa. Ed oggi è quel giorno. Una piccola attenzione che renderà migliore la serata. 

Ne prendi un altro po’. Riponi Il barattolino al suo posto e sorridi. Le occasioni speciali verranno. Le risate non mancheranno. 

Racconti di Incontri


La pioggia scende fitta fitta, leggera. Di quella che sembra impalpabile ma in realtà ti bagna fin dentro le ossa! Ha iniziato all’improvviso, ovviamente. C’era un tiepido sole, qualche nuvola bianca in cielo, tanto che avevi deciso di sederti sui gradini a scrivere degli appunti. Poi di colpo si alza il vento, le nuvole diventano un muro nero,compatto. E scende l’acqua. Raccogli di corsa le tue cose e ti rifugi sotto il portico. La tua lezione non inizierà prima della prossima mezz’ora quindi non ti resta che aspettare lì. Ti stringi nel tuo giacchetto di pelle, avvolta più e più volte nella sciarpona. Sei poggiata ad una parete e guardi l’acqua scivolare su tutto. 

Ma ecco che una voce ti riporta alla realtà. Chiedono se hai da accendere. Tu non fumi ma ti volti lo stesso verso il tuo interlocutore, distrattamente. Ed eccolo là, un tipo medio alto, moro con gli occhi grigi. Sorride. È solo. E tu non fumi. Non fumi ma hai un accendino in borsa, ehehe. Ti appresti a rispondergli si, certo, aspetta che lo cerco. Ed inizi a maledire la pioggia perché per la fretta di correre al riparo hai infilato tutto in borsa alla rinfusa ed ora è solo caos. Faticosamente raccogli l’accendino dal fondo della borsa e glielo porgi sperando che lui sia ancora lì. C’è, eccome se c’è. Accende la sigaretta con gesto naturale, bello. Bello lui. Ti sorride di nuovo restituendoti l’accendino. Ti guarda come se volesse aggiungere qualcosa ma invece va via ringraziando. Sospiri e chiudi la borsa prima che esploda. Ci penserai dopo a sistemarla. Ma ecco di nuovo quella voce. Sta volta ti giri velocemente. Il tipo è tornato. Lo sapevi che doveva dirti qualcosa. Sicuramente è qui per chiedere la tua mano. Sisi sarà per questo. Lo aveva notato anche lui che poteva essere amore. Era un incontro perfetto per far iniziare una storia seria. Colpo di fulmine.Ah ma sentiamo che ha da dire. Sorride come prima. Accidenti a lui. E chiede scusa, ti disturbo di nuovo. Vorrei sapere se sapresti indicarmi la facoltà di lettere. Lo sai,certo. E non puoi fare a meno di pensare che se è qui e non sa dove andare probabilmente non studia in questa università. Cerca la facoltà di lettere,Sicuramente va dalla ragazza a farle una sorpresa. Puah. Dovrà incontrare qualcuno. Gliela indichi a malincuore, dai le indicazioni allungando il tempo di permanenza insieme. E poi vi salutate. Ennesimo sorriso, ciao ciao con la manina. Si tira su il colletto del cappotto e taglia la pioggia, incamminandosi a passo svelto. Continui ad avere un’espressione sognante. Accarezzi l’idea di seguirlo e vedere dove va ma per fortuna ritorni nella vita reale e scrollando la testa sorridi di te stessa. Hai letto troppi libri e lo si nota in queste occasioni, la fantasia galoppante prende il sopravvento e pochi elementi come pioggia,sigarette ed uno sconosciuto diventano tutt’altroComunque hai fatto il pieno di sorrisi, che non è cosa da poco. Possiamo riternerci lo stesso soddisfatti?! 

P.S. Jane Austen diceva 

“L’immaginazione delle donne è molto rapida: balza in un attimo dall’ammirazione all’amore, dall’amore al matrimonio.” 

E niente io non me la sento di darle torto nemmeno questa volta, non dopo questo post 😉

Scrivo poco perché…


..eh, perché mi divido tra pranzi con i parenti,pranzi che sanno di sorrisi tirati e chiacchiere di circostanza ma anche di abbracci sinceri e buffetti sulle guance(dipende); tra libri letti e quelli da leggere, ora ad esempio passo il tempo tra le pagine del Diario di Virginia Woolf; mi divido tra l’aria fresca di montagna e quella salata del mare. Insomma la vacanza è a metà strada e sebbene non abbia tempo da passare di fronte a un pc fotografo attimi, non nero su bianco sta volta. Diciamo che i colori non ci mancano.