Non so se ha senso ma tant’è …


Nei libri spesso ho letto la frase si torceva le mani ed è un gesto legato all’ansia, alla disperazione, al disagio che stava vivendo il personaggio in quel momento. 

Da ragazzina ho sempre avuto difficoltà a immaginarmi questo gesto di torcersi  le mani, non capivo cosa fosse; le ruotava su se stesse? O forse le legava? I polsi che movimento dovevano fare? 

In realtà crescendo ho avuto ben chiaro il significato di questa espressione: le mani che si stritolano tra di loro, le tormenti come se spremendole potesse uscirne del conforto, magari una soluzione ai problemi.

È un gesto che sorprendentemente mi son trovata a riconoscere negli altri e a fare io stessa. Stritoli le mani tra di loro nell’attimo in cui ti manca il respiro, non sai più che fare, cosa dire e pensare e tutto ciò che ti logora dentro trova una via di fuga in quel gesto nervoso e involontario.

Forse è l’equivalente del pizzicotto per chi sogna: l’uno ti sveglia e riporta a realtà; il torscersi le mani ti fa capire che non puoi dissolverti nel nulla, che sei ancora legato a un corpo, vai ricaricato come se fossi un carillon : respira! 

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Writing


Oggi ho fatto una cosa che raramente mi capita di fare : ho acceso Spotify, cercato una playlist dal titolo evocativo writing e mi son messa su le cuffiette. Solitamente scrivo senza badare al sottofondo: che io sia per strada, in treno, in casa, sola o in mezzo al frastuono non ha importanza, le mie idee sovrastano i rumori in maniera prepotente.

Oggi non è stato così, sentivo il bisogno di compagnia, di un sottofondo vago, musicale, sconosciuto. Così ho deciso che una playlist piena di canzoni a me ignote mi sarebbe stata d’aiuto. Il volume moderato, quasi al minimo; la stanza illuminata dalla lampadina della scrivania; la tastiera del pc che ticchettava senza convinzione.

Nemmeno a dirlo, son incappata in una cartella piena di musiche delicate e malinconiche. Grazie signor internet, tu sì che a volte sai capirmi.

Scrivere è venuto subito più facile, le parole danzavano davanti ai miei occhi a ritmo di musica; avevano bisogno di una spintarella oggi. In certi periodi è dura far chiarezza, si è in pieno conflitto, con la vita, con gli altri, con se stessi. Non resta che ballarci su. O quantomeno dondolarsi a ritmo ( è il massimo movimento che so fare! Concedetemelo)

 

(No)Word(s)


Sapete perché mi piace scrivere? Perché presuppone un informarsi, un aggiornarsi, una ricerca continua e dissacrante di termini, notizie, dati certi o incerti e poi il lavoro di assemblaggio, il modo tutto personale con cui questo insieme di parole prende forma e va a creare la propria idea, il proprio modo di raccontare la storia.

Questo vale sia per i post personali che per gli articoli più seri. C’è sempre uno studio dietro, un’elaborazione che porta alla scoperta di qualcosa di nuovo. Anche un semplice sinonimo può fare la differenza, per l’articolo e per l’archivio mentale della persona che lo scrive.

Ci si arricchisce creando.

E questo è tutto molto bello fino a quando non ti ritrovi su Word a buttar giù righe e righe di un articolo da spedire entro la scadenza imminente, pensi – cerchi – elabori immersa nella serietà del momento fino a quando non rileggi l’ultimo paragrafo scritto e ti accorgi che inavvertitamente il computer ti ha evidenziato una correzione, scrivevi di fretta e avrai invertito delle lettere così che lui ha pensato bene di correggere il tuo impreciso “andiamo sul banale” in un elegantissimo “andiamo sull’anale!”.4p6uyda

Quanto è bello scrivere e scoprire che anche Word si prende gioco di te, eh? EH?

Questo è ciò che accade quando ti prendi troppo sul serio.

Storie di una povera scribacchina.

Ridete pure ma con moderazione, vi prego!!

E non è ancora settembre


Calma apparente. Tutto fermo, nessun particolar sentimento che accompagna queste attese silenziose.

Poi eccola, la novità che smuove la staticità dell’inizio settimana. 

Novità e cambiamenti. Indecisione e tormento. Pensieri che si rincorrono;  tu chiudi gli occhi e salti nel vuoto. Non sai dove atterrerai ma hai decisamente voglia di scoprirlo. Qualcosa accadrà e non potrà essere peggio del nulla che improgionava le giornate precedenti. 

Che poi le grandi decisioni solitamente si rimandano a settembre. Questa volta non è ancora finito Agosto e abbiamo già di che occuparci. Una sorta di cambiamento nel cambiamento. 

Dita incrociate. 

Storia di una penna


Ad inizio anno, 1 Gennaio 2017, ho inaugurato la mia nuova agenda. Mi si presentavano davanti molti fogli bianchi, con sottili righe grigie a segnare il percorso da seguire, decorate solo da il susseguirsi di numeri e nomi della settimana, dei mesi. Si prestava a diventare la mia compagna di viaggio: pian piano le pagine son diventate stropicciate a furia di reggere il peso delle mie parole, scrivo con mano pesante tanto che le mie frasi lasciano un segno anche sulle altre pagine , dove non arriva l’inchiostro ma solo il segno.

Ogni mese è stato diverso dall’altro fino ad ora e ogni appunto simile al precedente. Unica costante era la mia penna blu, inchiostro gel, tratto spesso e rapido allo stesso tempo. Con la punta a sfera che rincorreva la mia mano e seguiva la pioggia delle mie parole senza titubare mai. Oggi mentre scrivevo ha pian piano smesso di sputare inchiostro e da blu intenso il tratto si è fatto pian piano più sbiadito fino a scomparire e lasciare la mia parola a metà, incompleta e silenziosa. Fine della penna. Quante ne ha raccontate? L’avevo acquistata proprio la prima settimana del nuovo anno e da allora era sempre lei la mia prescelta, la compagna a cui affidare i miei pensieri da fissare su carta, anche nelle occasioni in cui di scrivere non avevo voglia e allora sintetizzavo il tutto in una parola o due, per lasciare un segno anche di quelle giornate un po’ vuote ma allo stesso tempo vissute. E’ stata la penna di quasi sei mesi interi con cui ho raccontato alla me del futuro cosa accadeva nel mio 2017, con grafia composta ed elegante o con tratti veloci e sconclusionati,quasi illeggibili (tranne per me ovvio, perché chi non sa leggere la sua scrittura è un asino di natura, questo è assodato dai tempi che furono!!) La stessa penna con cui ho confidato ciò che mi tormentava senza dover aprire bocca, senza dover essere costretta di dirlo ad alta voce che ero felice o terrorizzata, lo strumento con cui ho scritto strafalcioni e tracciato linee nette per rimediare all’errore pur tenendolo sempre sott’occhio. La mia compagna di scarabocchi e stelline disegnate nei momenti di noia, frecce e biglietti di auguri.

Oh, se ne fanno di cose in sei mesi con una penna. 

Ma oggi l’ho dovuta buttare… Mentre scrivevo Impro.. vv… i… s… ha smesso di fare da tramite tra me e l’agenda. Ed allora ho scartato una nuova penna, diversa ma uguale, dal tratto ancora più intenso e deciso, la punta più spessa. E’ stata questa nuova penna che ha preso in mano la situazione ed ha abbracciato le lettere scolorite  per riallacciarci al filo del discorso e così… Impro.. vv… i… sazione! Improvvisazione ,la parola è ora completa. Opaca all’inizio, sbiadita nel centro, decisa sul finale. E fa sorridere pensare che la prima scritta con la mia nuova penna sia stata proprio AZIONE.

Dunque, si parte: azione!

once-upon-a-time-719174_1920Nuova penna, vecchia agenda, altri racconti. Durerà fino a dicembre? Lo scopriremo solo… scrivendo 😉 Ma quella sarà sicuramente un’altra storia.

 

Bene fino a qui.


[…] mumble mumble […]

Pensavo che non ha senso questo blog. Tutto questo scrivere ad una prima occhiata potrebbe sembrare superfluo,inutile esibizionismo; insomma, ma chissenefrega se sono al mare,se viaggio, se le nuvole mi sembrano giraffe o chicchi di caffè,se penso questo o quello di politica,attualità o quant’altro. Non trasmetto informazioni essenziali. Non è nulla. Avevo pensato per un attimo di chiudere. Non perché non stessi bene qui,anzi… Però mi mancava qualcosa che non so identificare. Poi mi è caduto l’occhio sulla mia Bio di Twitter “…Scrivo su un blog ma non ho nulla da insegnarvi,leggetemi a cuor leggero!” E beh è cambiato tutto. Perché quella è una grande verità: io non scrivo per fare sfoggio di erudizione,per seguire una sorta di missione intellettuale o cose del genere. Scrivo perché mi piace e se non ho nulla da dire non lo metto nero su bianco. Quindi no,non chiudo il blog proprio perché mi va di condividere le mie idee e mi piace leggere le vostre. E’ stato un pensiero assurdo. Però l’indecisione è stata grande. Probabilmente cambierò la grafica appena avrò tempo e modificherò qualche cosa nei miei post. Se un posto che ritieni casa non lo senti più tuo è il caso di rimboccarsi le maniche e renderlo nuovamente accogliente. Sì,scrivo volentieri, senza secondi fini. Non è la mia vita la scrittura ma è una delle tante sfaccettature del mio essere e non posso tagliarla fuori dalle mie giornate.

Quello che ho imparato dal blog è che è importante come si scrive,cosa si scrive e il parere di chi legge ma molto di più è importante chi scrive, non per egoismo, ma perché si deve scrivere a cuor leggero senza paura o peggio,finzione… E a me sembra di esser andata bene fino a qui per cui non avrebbe senso non continuare. *Per essere rinsavita mi sono meritata un sincero Pat pat  sulla spalla. Per me … Da me*🙂

siti

Shhh, è un segreto!


Segreti,chi non ne ha?!

Ne esistono di diversi tipi: alcuni li condividiamo con i parenti,segreti di famiglia; alcuni sono segreti che abbiamo deciso di confidare ai nostri amici,qualche bravata,qualche forte emozione,qualche pensiero confuso che trova spazio tra le chiacchiere spensierate; altri sono segreti che teniamo per noi,nessuno potrebbe capirli,nessuno è degno di sentirli o abbastanza forte per tenere tutto per sé… Che poi segreto è una parola immensa: può voler dire qualunque cosa,racchiude in sé una marea di parole non dette, è lo scrigno in cui sono racchiuse tutte le nostre losche (o non) pensate o attività. È una gran parola,ammettiamolo!

Beh, nel mio quadernino non scrivo niente di compromettente 🙂 La copertina dice “Big things come in small packages” ed in verità è proprio una bella frase secondo me: io tra quelle pagine a righe appunto idee,incipit,frasi che poi diventano articoli settimanali o i miei post sul blog;ci piazzo note sui libri letti e post it*che quelli li appiccico ovunque,anche in posti più strambi* Insomma, un acquisto fatto per vezzeggiare un po’ la mia anima Blogger! 

Oh,comunque ho anche agende e quaderni più sobri eeeh!! 😄 Però qualche stronzata ogni tanto bisogna comprarla,per spezzare la monotonia.