Grano saraceno e cioccolata


“… In questo inverno incolore

Caffè nero bollente… “

Una mattinata grigia, tipica invernale. Canticchio mentalmente Fiorella Mannoia mentre aspetto che sia pronto il mio caffè. Apro il barattolo dei biscotti e penso che il profumo dei Mulino Bianco sia qualcosa di indescrivibile, rimette al mondo. Il profumo arriva dritto allo stomaco ancor prima che al naso ! Immediato. Mi vien quasi voglia di immergermi nel barattolo e sentirmi al sicuro, accoccolandomi tra quegli amici fragranti e invitanti… Poi mi ricordo quanti biscotti io abbia già mangiato nella vita, e beh, col caz… ehm… insomma, impensabile che io riesca ad entrare nel barattolo (come pure in una 38!!). Ma chissene frega. giphy

Anche perché I biscotti a colazione sono una fase imprescindibile della giornata: uno tira l’altro e tutti insieme tirano su me. Accompagnati con del buon caffè macchiato, in tazza grandissima ovvio.

Dunque, Barattolo pieno di ghiottonerie, grazie! Perché mi hai dato modo di ricordarmi che a volte il conforto lo si può trovare nello cose più impensabili e a me i biscotti riportano alla memoria tante cose belle. Sarò eccentrica io, o forse son solo fortunata… 🙂

La colazione è il pasto più importante della giornata, è risaputo, ma alcune colazioni le ricordiamo come le più importanti della vita e bastano un po’ di farina integrale e cioccolato ben amalgamati per rievocarle.

Buona giornata! Vi auguro di incontrare biscotti degni di nota nella vita… A buon intenditor… 

 

 

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Pulizie di fine anno


Me ne sto seduta a terra, scompigliata di fronte a un cestino pieno di cartacce; circondata da fogli, penne, cassetti rovesciati, agende. E’ fine anno ed io mi dedico alle pulizie. Riordino per paura di star ferma; in realtà ho anche paura di dimenticare, da sempre. Allora per esorcizzarla me ne sto qui seduta a ripercorrere il mio anno, fatto di appunti, date, scontrini, libri e incontri-scontri. O semplicemente Vita. Ci lamentiamo sempre del negativo, viviamo nel maiunagioia, eppure, quando arriva il momento dei bilanci a me vengono sempre in mente le cose belle per prime. Le foto migliori, gli istanti più divertenti; sarà che le cose negative pesano e restano ancorate sul fondo mentre la felicità è briosa, leggera, impalpabile e si diffonde volando.

A Capodanno si volta pagina e si riparte da capo, sempre noi ma con annualità differente. Per alcuni è solo questione di numeri, io con quei segni non son mai andata d’accordo, quindi non può essere solo contabilità, non mi va di ridurre tutto a lista sterile di avvenimenti. A me piace pensare che le mie giornate non siano schematizzabili: il mio anno non è facilmente etichettabile, è un fitto intreccio di emozioni e avvenimenti che non possono essere decontestualizzati, hanno senso solo se rimangono uniti tra loro; un intreccio di bellezza e tristezza, delusioni e conquiste. Non vorrei che per la foga di voltar pagina buttassimo via ciò che ancora serve; io ad esempio so che anche i ricordi più pesanti (quelli incastrati sul fondo) vanno custoditi. 

Il Capodanno è cambiamento rimanendo immutati, è volersi dare una possibilità; sfruttiamo l’occasione per fare progetti senza sembrare dei sognatori mai cresciuti. In questo periodo dell’anno tutto è concesso o così pare. Non so cosa aspettarmi, non dall’anno 2018 di per sè ma dalla me del 2018; so per certo che avrà bisogno di ciò che ho imparato fino a qui, da qualcosa bisognerà pur partire, per il resto chissà…

Dunque, che sia fatto di festeggiamenti o vissuto in solitaria, io vi auguro una buona fine e miglior inizio!

Grazie per questo anno di parole, risate, confessioni e chiacchiere.

Un weekend a km di distanza 


Forse è vero che i viaggi si fanno e non si raccontano…

Come potrei spiegarvi lo stupore di trovarmi di fronte allo scoglio su cui si erge Polignano a Mare, io lì così piccola in confronto all’immensità del mare che prendeva i colori del blu più intensi, il verde più brillante; il vento che portava alle orecchie il rumore inconfondibile di quell’acqua di cui mi riempivo gli occhi mentre respiravo a pieni polmoni l’aria salmastra. La mia espressione felice, con bocca piegata in un mega sorriso e al tempo stesso un “ooh che bello” sussurrato al vento. Indescrivibile.22219271_10210498245798694_1216536277_o Come pure lo è la passeggiata tra i vicoli di un bianco accecante, nella parte vecchia, dove si sentiva l’odore del mare senza vederlo. Gli angoli più disparati arrecavano scritte e poesie messe lì quasi ad accompagnare il mio lento avventurarmi tra le case per raggiungere i balconcini a strapiombo su quel mare irruento.

 

20170930_162519.jpgE come potrei dirvi il divertimento e la curiosità provata a passeggiare per le viuzze di Alberobello, in quell’estremità del paese in cui tutto è bianco e grigio e i Trulli la fanno da padroni sovrastando i quartieri sottostanti? Siete mai entrati in un Trullo? È incredibile quanto siano grandi e accoglienti, colmi di ogni genere di prodotto gastronomico o artigianale, non semplici souvenir.

Allo stesso modo non saprei dove iniziare per dirvi di Matera: la città dei sassi. Roccia ovunque, case e casette arroccate sul costone della collina, circondate dal silenzio e un flebile rumore d’acqua che proviene dal fiumiciattolo che languidamente la circonda. Ci si allontana dal centro moderno per essere catapultati in un mondo lontano dal tempo. Un sole bollente scalda le rocce che brillano infuocate. Un sali e  scendi non indifferente per curiosare in ogni anfratto, viuzza o pertugio che si affaccia sul nulla e al contempo su tutto.22251283_10210498131235830_1917522865_o

Come posso descrivere due giorni di viaggio in cui ho visto così tanto di bello da non trovare il modo di esprimerlo? Queste poche parole non rendono assolutamente l’idea. Sono contenta. Davvero. E nemmeno le foto riescono a colmare ciò che ho vissuto, sono solo una parte dell’insieme.

Ogni piccolo spostamento che faccio sento che mi cambia e arricchisce, è gratificante. Incide positivamente a prescindere dai km percorsi. Viaggiare è qualcosa che non si impara, ognuno lo fa a modo suo. Importante è riuscire a coglierne la magia: ecco, quella me la porto via con me ogni volta.

Una bimba cresciuta


La sveglia impostata alle 6 e 45. Presto ma non prestissimo. Poi la colazione veloce, sta volta senza perdere tempo a fare zapping tra serie tv sulla Swat Americana e le news di SkyTg24. Una passata leggera di mascara e niente capelli accroccati alla meno peggio. Lenti a contatto e via gli occhiali. Raccogli libri penne e quaderni ma non per metterti a studiare in terrazzo al sole, no, devi correre al prendere il treno e poi l’autobus e poi percorrere l’ormai abituale strada che ti porterà là dove tutto ha sempre inizio: la tua facoltà universitaria. I corsi sono ricominciati e sei di nuovo studente h24 che si divide tra lezioni, chiacchierate, nuove conoscenze e vecchi incontri, sorrisi finti e risate vere, momenti di noia,panico e poi euforia! È un mix indescrivibile di sensazioni. E stamattina eri in ansia, un po’ come quando tornavi a scuola dopo le vacanze, lo sai cosa ti aspetta, non vai in un posto nuovo, ma tu non ti senti mai abbastanza pronta, abbastanza preparata, abbastanza all’altezza. Ed era quel tipo di ansia che provavi da bambina, niente di improponibile ma un leggero fastidio che ti pesava sul cuore e nella pancia. Mi son ricordata di quanto mi spaventasse il rientro a scuola dopo settimane di pausa, mi sembrava che non fossi più capace a scrivere o studiare, a stare attenta o magari che potessi non ritrovare più gli amici di sempre.Sicuramente allora non avrei mai pensato possibile ricordare certi momenti con un sorriso appena accennato e invece eccomi qua a ripensare con divertimento e un pizzico di nostalgia alla me piccina,imbronciata e quasi spaventata di anni fa. E la me imbronciata,quasi spaventata e cresciuta(ma non troppo) di oggi fa un occhiolino a quella di ieri perché le situazioni son cambiate ma certe attitudini rimangono immutate e tra bimbe preoccupate bisogna farsi forza. ❤  

Vena artistica non pervenuta


Quando ero a scuola, ai tempi delle medie, la mia professoressa di arte disse che noi ragazze eravamo avvantaggiate dal punto di vista creativo, perché sapevamo truccarci e giocavamo con i colori,sperimentavamo da sempre… Inutile dire che a Arte ero una chiavica e che mai come allora mi son sentita solidale con gli uomini, perché oh, niente,con i trucchi non avevo dimestichezza. E in questi due lustri e mezzo davvero poco è cambiato.

1Non so se usate Instagram, io abbastanza e in certi periodi perdo ore del mio tempo a guardare video dalla durata di un minuto scarso in cui gente cambia letteralmente faccia con il solo ausilio del giusto make up e della vena artistica. Io li guardo come se fosse magia. Da quando poi è partita la moda del contouring applicato ad ogni sporgenza del corpo, che ve lo dico a fare, meglio degli effetti speciali del cinema.

Trovo sorprendente come con gesti semplici, veloci, decisi loro riescano a creare cose così belle, sentendosi a loro agio.

Io dalle medie mi sento risuonare in testa la frase della prof e mi rammarico di non avere la vena artistica. Sono così, una tipa acqua e sapone ma non per scelta,perbacco!!

Non so nulla di pennelli da mille nomi e forme, spugnette, terre; mi trucco con le dita come si faceva da bambine,un ombrettino neutro,linea di matita, mascara e ciao. Fine dei giochi. I miei trucchi stanno tutti in una mano,volendo…

Forzatamente semplice. Però son affascinata dal mondo del trucco, da tutto quel brillare, l’abilità dello sfumare più colori insieme per rendere lo sguardo interessante, il viso luminoso, le labbra più importanti con il rossetto abbinato ad altri di diversi colori,formule,densità…

3.gifIo nemmeno mi ci so vedere con il rossetto. Ho trovato solo di recente un colore che mi sembra portabile, piacevole, con cui esco di casa volentieri senza sentirmi appariscente. Ed è diventato il mio miglior amico, vero. Però per il resto, boh, non son capace a far nulla.

In quegli anni una tipa di classe mi disse che secondo lei sarei potuta migliorare tanto ma non mi applicavo abbastanza, somigliavo a Ugly Betty secondo lei, “Bada bene,lei è carinissima se vogliamo dirla tutta ma non lo scopri da subito perché si concia male,molto male”. E può anche darsi che sia vero eh, però non fa mai piacere sentirselo dire a quell’età,soprattutto quando usi la parola carinissima pronunciata con quel suono stridulo e falso. Ora potrei anche riderci su perché in fondo ho una consapevolezza diversa di me stessa, ma in quegli anni… mmmm…

Ovviamente ha continuato a stuzzicarmi finché non mi son presa la mia rivincita, facendola piangere davanti a tutti in una giornata qualunque quando ha tentato di trattarmi male per l’ennesima volta, mi son bastate due paroline dette bene senza nemmeno alzare la voce,perché “Bada bene, sono simpaticissima e carinissima eh, ma non lo scopri finché non mi fai arrabbiare” 😁

Ora ho divagato… E quindi niente, in conclusione che dico? La tipa si era sbagliata, non son migliorata abbastanza nel trucco, ho da sempre saputo abbinare meglio le parole tra loro che i colori dell’ombretto,perché ho sempre sostenuto che le parole fossero importanti, un’arma validissima che forse non giova all’estetica come un trucco ben fatto ma sicuramente utilissima per far piangere le bimbe cattive e strappare qualche sorriso ogni tanto, e per oggi rigorosamente senza rossetto, nature!!!! giphy (1).gif

 

Il cielo d’Irlanda


Parlare di un viaggio è sempre molto difficile. Raccontare un viaggio è complicato: torni e sei pervaso da un’euforia incontrollata,vorresti che tutti sapessero,capissero e non sai come spiegarti al meglio. Non saprei come riuscire a trasmettervi ciò che ho visto nel cielo d’Irlanda o meglio cosa ho vissuto sotto il cielo d’Irlanda. Sono stata cinque giorni a Dublino;dopo tre ore di volo ero immersa in questa variopinta città,colorata, disomogenea, abitata da persone di ogni tipo. Valigia in una mano e cartina nell’altra alla ricerca del mio Hotel-prima- e delle cose da vedere-poi- per spuntare dalla mia lista passo dopo passo ogni casella del mio programma, levarmi ogni sfizio,dare forma a ciò che per mesi avevo sognato di vedere.

Come raccontarvi e trasmettervi la magia di una camminata di 10 km lungo la scogliera Irlandese,immersa nel verde in un sentiero a picco sul mare?

Ma mi è complicato anche farvi capire quanto difficile sia stato amare questa città. A primo impatto mi aveva lasciato perplessa ma giorno dopo giorno,ora dopo ora,è riuscita a conquistarmi. 

Il cielo d’Irlanda è qualcosa di speciale: soleggiato e azzurrissimo,attraversato da qualche soffice nuvola bianca, nel giro di poco tempo si trasforma in una distesa immensa di nuvole grigie, lasciandoci in ombra,se non sotto la pioggia. 

L’Irlanda è il paese in cui ho ricevuto il maggior numero di sorrisi e saluti cortesi; a Dublino ho conosciuto persone accoglienti e disponibili,pronte ad offrirti il loro aiuto ancor prima che tu glielo chiedessi. E qualche burbero,certo che sì, ma sono stati nulla in confronto ai più simpatici.

Ho messo alla prova il mio inglese per scoprire che non è poi così pessimo e ancor di più ho messo alla prova me stessa. Ho accumulato qualche figuraccia e avuto tempo per gli imprevisti, immancabili e fatto scorta di buffi aneddoti. Ho comprato qualche souvenir,assimilato ogni attimo, curiosato nel passato della città e vissuto ciò che di bello il presente offriva. Osservato la vita che scorreva intorno a me e provare per un po’ a essere meno Italiana e unirmi ai cittadini del luogo,capire come vivono,provare a vedere la città con i loro occhi anche se poi per noi turisti ogni luogo offre qualcosa in più.

Viaggiare è questo. È tornare a casa con la consapevolezza che quel posto lo hai spulciato a fondo, con la certezza che ti ha arricchita e soprattutto che ti mancherà. Perché al momento dei saluti,con 12 gradi scarsi e il vento gelido che ti sompiglia vorresti urlare Grazie! alla città che ti ha accolta,che ti ha fatto compagnia e ti ha ospitata facendoti sentire la benvenuta. 

Ciò che abbiamo visto sotto il cielo d’Irlanda non lo scorderemo mai. 💕

Una delle mie ultime foto🍀

Sa di buono, sa di ricordi


Orecchio destro. Orecchio sinistro. Al centro del collo,dietro il collo all’attaccatura dei capelli. Il profumo è una passione. Bisogna saperlo dosare. Un rito ormai meccanico ma a cui non si rinuncia.

La stanza è piena del nuovo aroma: un profumo fresco, estivo,delicato ma non dolce. Sa di limone,citronella. Sa d’estate. Sa di buono

È consapevole del fatto che le ricorderà sempre un luogo,una persona, un momento. E probabilmente, a boccetta finita, continuerà a comprarlo non solo perché le piace ma soprattutto per non dimenticare.