Fortunata!


Sono stata al cinema venerdì. Io e la mia amica abbiamo visto Fortunata, l’ultimo film di Sergio Castellitto scritto da Margaret Mazzantini. Due ore intense alla fine delle quali siamo uscite dalla sala e guardandoci abbiamo rotto il silenzio solo per dirci “Non lo so. Bello eh, ma non lo so”. Questa è stata la nostra reazione più immediata e dopo quasi tre giorni mi sento pronta a dirvi la mia.

Fortunata non è un film come gli altri, è uno di quei lavori cinematografici che ti coinvolgono a pieno per due ore e tu lo capisci subito che stai assistendo ad uno spettacolo fuori dal comune, che stai guardando qualcosa di bello però una volta finito ti manca qualcosa, non sai cosa dire, non sai cosa pensare. Ti rendi conto solo dopo.

Sapete cosa ha di speciale questo film? Che è reale, vero, crudo. Si nota la mano della Mazzantini dietro la trama, il suo modo di raccontare la vita per quello che è senza mezzi termini, senza nascondere nulla, lasciando gli orrori in bella vista accanto ai sentimenti più profondi, le paure più grandi, il degrado più pungente. E’ tutto lì, messo in mostra. E l’abilità di Castellitto entra in gioco proprio quando decide di rappresentare la realtà a colori vivi, Roma nella sua periferia più  irrequieta, multietnica, pericolosa e allo stesso tempo simpatica, a suo modo solidale. Torpignattara diventa il nostro palcoscenico, il luogo dove tutto accade. Fortunata è la protagonista della storia: una donna che ne racchiude in sé tante altre, è selvaggia e combattiva come solo la vita può renderti. Ha un figlia altrettanto impegnativa, altrettanto selvaggia. E poi un ex marito, della peggior specie. Uno psicologo che dovrebbe aiutarla con la figlia ed invece le incasina la vita con l’illusione di alleggerirgliela. Un migliore amico fraterno che di problemi ne ha tanti e lei li fa tutti suoi, perché per sognare non serve altro che determinazione ed un pizzico di incoscienza oltre che buona compagnia. Ma d’altronde quando non hai nulla da perdere cosa vuoi che sia un po’ di tempo speso a reinventarsi in grande? Ogni protagonista ha il suo microcosmo da raccontare, la sua versione della vita da portare in scena per poi lasciare il posto a Fortunata che di fortuna ne ha solo una: (soprav)vive. E’ un film in cui tutto è in continuo movimento, la telecamera corre, cammina, riprende scene in picchiata dall’altro, riemerge dal basso, cambia prospettiva, ci vuol coinvolgere a 360′. Si urla, piange, sputa, si ride, ci sono i lunghi silenzi e nulla è lasciato al caso. E’ un film sopra le righe, è disincanto, caos, disperazione ed emozione. E sapete perché mi ha lasciata confusa e disorientata? Perché è un film senza morale preconfezionata, non ha la pretesa di insegnarci nulla, non ha l’arroganza di dire “dovresti capire questo” e soprattutto non addolcisce la pillola, vuole solo raccontare la verità così come la si vive ogni giorno e la grandiosità sta proprio nella loro abilità a rendere vero quello che è la finzione cinematografica: seduti in sala vi dimenticherete di Stefano Accorsi, Jasmine Trinca, Edoardo Pesce, Alessandro Borghi; voi vedrete solo delle personalità complesse da odiare, temere, comprendere ma non degli attori. E’ il film di una donna e le sue relazioni: con la vita, con la famiglia, con gli uomini, con se stessa, con i soldi e con i sogni. Una donna che cerca di star dietro a tutto e che ne esce col sorriso, scendendo a patti con quello che era e con quello che è diventata. Forse perché basta a se stessa e di questo è fortunata!

Al rientro a casa mentre mi ripetevo  bello, ma non lo so ho riconosciuto la periferia di Castellitto proprio alla fermata del bus, all’ombra di un immenso palazzo dove riecheggiava nell’aria lo stesso dialetto inconfondibile. Quante come Fortunata si nascondono dietro quelle finestre? Ciò che accade ai margini della società sembra non riguardarci, uno scontro tra noi e loro come se non vivessimo tutti sotto lo stesso cielo, come se bastasse attraversare la strada e cambiare quartiere per poter far finta che non esistano e che i loro problemi non siano anche nostri. Arriva dopo la consapevolezza di ciò che si è visto.

E’ un film che prova a dare voce agli ultimi e colpevolizza lo Stato, le regole che non funzionano e solo in apparenza ci rendono un popolo civile, che punta dito contro tutti noi, indifferenti e distanti, presi dalle nostre quotidianità e che ignoriamo l’intensità di ciò che ci circonda. Ha detto bene Castellitto definendo Fortunata come la nostra guerriera di Torpignattara: quella interpretata magistralmente da Jasmine Trinca è una belva che ruggisce e il suo ruggire dovrebbe smuovere le coscienze di chi la osserva comodamente seduto in una poltroncina del cinema.

Quindi sì, secondo me vale la pena vederlo e farsi trascinare nell’oblio.

Voi lo avete visto, che ne pensate?

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Bravi tutti, nessuno escluso.

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Réclame


Una volta l’anno permettetevi di tediarvi con un break pubblicitario. Sarò rapida ed indolore, almeno spero, non sono mai stata portata per queste cose però mi faceva piacere ricordarvi dell’esistenza di Youpopcorn.net .

E’ un sito su cui scrivo una volta  a settimana circa, non vi lascio sempre il memo con i miei articoli perché mi scocciano i continui rimandi a link e pagine varie. Però oggi faccio eccezione solo per ricordarvi che potete seguirci su facebook e sul sito web per non perdervi nessun articolo e magari rimanere aggiornati sul mondo dell’arte,musica,spettacolo,televisione e cucina. C’è un po’ di tutto ed è un progetto di cui mi fa piacere far parte, nel mio piccolo. E’ un modo come un altro per mettersi alla prova e loro mi danno modo di dire la mia in maniera divertente e stimolante.

Se avrete voglia di andare a leggere vi lascio il link al mio articolo su Elena Ferrante e la sua Tetralogia “L’amica Geniale”, libri che ho letto e per niente amato,non so voi.

E vi lascio anche l’articolo sulla serie tv di Rai 1 I bastardi di Pizzofalcone.   L’avete seguita la prima stagione?

FINE, ho detto tutto ciò che c’era da dire. Come sono andata? Rapida e indolore,come promesso, no? 😀

Bene,non resta che augurarvi buona lettura.

Ciao Ciao!

 

Nei tuoi occhi


Sapete come funzionano certe cose,no? Inizia tutto per curiosità,poi scopri che ti piace ciò che dice e come lo dice, inevitabilmente finisce che ti fa innamorare! E quando ormai dopo anni di rapporto stabile pensi di aver trovato quello che fa per te ecco che lui ti delude, ti spezza il cuore. Non dà spiegazioni e scompare. Però dopo qualche anno di silenzio torna,si rifà vivo e sebbene tu sia ancora scottata decici sentire cosa ha da dire. E lui riesce a riaccendere in te la passione. 

Ed è cosi che è andata tra me e Sparks. L’unico scrittore in grado di parlare d’amore, amore intenso, zuccheroso, travolgente e a volte struggente ma mai rendendolo melenso o pesante. Insomma l’uomo che è riuscito a farmi apprezzare i romanzi d’amore contemporanei creando in me una tacita ammirazione per quello che è  l’uomo nascosto dietro questi scritti. Sono onesta, i suoi ultimi due romanzi mi avevano fatto storcere il naso, mancavano della magia a cui lui ci aveva sempre abituati, erano noiosii e poco credibili. Invece con questo ultimo romanzo è tornato! Eccome se lo ha fatto. Scorrevole,dolce, attuale, divertente e piacevole. Insomma una di quelle storie belle che leggi volentieri senza dover pensare ad altro se non a stare bene. 

Ogni tanto vanno lette storie così e lui è uno dei pochi che sa ancora parlare di passione e sentimenti senza dover catturare il pubblico con pagine a luci rosse e amplessi dettagliati come invece accade nei libretti che vanno tanto di moda adesso. Ultimamente si è persa l’abilità del raccontare i sentimenti con leggerezza e bellezza. Ma per fortuna Sparks è tornato! Ed io mi coccolo ancora un po’ tra le pagine del suo romanzo, giusto il tempo di arrivare alla fine della storia e riaccendere in me le aspettative sull’amore, sulla possibilità di in incontro casuale che mi cambi la vita inciampando in qualcuno che ti capisca e apprezzi chiacchierate con te… Questo fino a che una volta catapultata nella routine risbatterò il muso contro la realtà e maledirò il mio caro Sparks ricordandomi con mio grande disappunto che la vita non è come un suo romanzo, anzi!

In alcuni periodi fa bene immergersi in letture meno impegnative e più sognanti,così da riuscire ad illuderci per benino e lasciare che il cinismo bazzichi per un po’ altrove. Ma non troppo eh,  giusto il tempo di in romanzo😄 

A proposito,mi trovate anche su goodreads se volete!

Io dopo questa lettura.


Alcuni libri ti entrano dentro. Non sei tu a sentirti parte della storia, no, solo le storie narrate che si fanno spazio tra i tuoi organi,fra i tuoi sentimenti,fra il tuo vissuto e si piazzano lì,per non andarsene. I libri così anche da chiusi ti osservano,hanno un peso nella tua giornata.

E’ difficile da spiegare ma io avevo proprio un peso sul cuore mentre andavo avanti con la lettura e capitolo dopo capitolo venivo rapita dal racconto;anche nel momento in cui interrompevo la lettura rimaneva aperta la storia,la mia mente ritornava sempre lì. Assurdo,con tutto quello che avevo da fare…

Non si può fare una recensione di questo libro,scritto bene,lineare,divertente a tratti emozionante… Tutte cose scontate. Non è una classica storia d’amore, è una storia di vita di amicizia di sofferenza. E’ qualcosa che va letto e assimilato. Non fatevelo spiegare da me. Leggetelo.

Date una chance a Will e Louisa, vi sconvolgerà scoprire quanto un libro possa cambiare la vostra routine. Non solo per quello che c’è scritto ma soprattutto per tutto ciò che comporta,per quello che di non scritto emerge dalle parole stampate e vi rimane dentro.

E non so che altro dire se non quello che ho scritto in questo post vago e forse poco chiaro,perché io ho appena concluso il libro e sono qui con il magone che mi assale e gli occhi lucidi ad abbracciare un libro terminato in due giorni o poco meno. Perché quando una storia trasmette un’emozione c’è sempre una reazione, non si rimane indifferenti.

Non è un romanzo d’amore classico,non è patetico né scontato. E’ solo da scovare e leggere.

Io prima di te è sicuramente uno dei libri più belli letti fino ad oggi e sono grata a Jojo Moyes per la delicatezza con cui ha creato il romanzo e perché non avrei cambiato una virgola di questa sua storia: perfetta nella rapidità con cui vengono raccontati alcuni avvenimenti,perfetta la sintonia che si crea e come viene presentata quella labile linea che separa in maniera precaria due condizioni simili e differenti ovvero l’essere effettivamente paralizzati e la paralisi della vita dovuta alla paura o all’abitudine;perfetti quei piccoli dettagli che sembrano essere messi lì a caso ma che in realtà hanno un loro peso ed occupano un loro spazio; non cambierei nemmeno il finale perché dopo queste quasi 400 pagine penso che non si possa criticare ma solo provare a capire;si può non essere d’accordo ma sicuramente non si può discutere su quello che accade.Va accettato ed assimilato.

Chi lo ha letto o lo leggerà mi saprà dire. ♡ ioprimadite.jpg

Carofiglio gratifica di essere lettori


Il 30 marzo sono andata alla presentazione del nuovo libro di Gianrico Carofiglio, Passeggeri Notturni. Sono rimasta colpita da quest’uomo, pacato,ironico,simpatico. Poter ascoltare l’autore che parla del suo libro è sempre un’occasione da non perdere, a mio avviso. Carofiglio ,come forse già sapete, è un autore che ho scoperto da qualche mese ma di cui sono rimasta profondamente colpita: ho letto diversi suoi scritti,romanzi e saggi, trovandoli impeccabili nello stile e nelle idee. E l’incontro non ha fatto che confermare l’idea che avevo di questo scrittore, ne sono rimasta affascinata. Penso di amarlo! (eheheh si,tendo ad esagerare)

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Fatto sta che anche il libro mi è piaciuto molto,non l’ho divorato in poche giornate ma l’ho assaporato lentamente. Si tratta di 30 racconti brevi,di tre pagine l’uno.

Vi lascio —->il mio articolo<— uscito due settimane fa su Youpopcorn.net in cui faccio un resoconto dell’incontro, di ciò che l’autore ci ha detto del suo lavoro e del suo libro ma soprattutto provo a convincervi a leggerlo 😉

Buona lettura!

web

Reanding Challenge: tiriamo le somme


L’anno scorso vi avevo parlato della sfida di lettura con me stessa ; vi avevo postato questa foto con elenco di 52 titoli da leggere e depennare nel giro di 12 mesi…wpid-reading-challenge.jpg.jpeg

Beh io mi sono messa in gioco ed ad una settimana dalla fine del dodicesimo mese mi tocca dire di aver leggermente fallito. Sono a quota 36 libri (più 4 letture in corso,tutte a metà dalla fine; probabilmente due riuscirò a portarle a termine prima del 2016) su un totale di 52 previsti.

I miei impegni hanno avuto la meglio sulla lettura, l’università sicuramente ha fatto la sua parte nel sabotarmi! Comunque mi ritengo soddisfatta del mio risultato…Ho letto bei libri quest’anno,ho scoperto nuovi autori e con la scusa della sfida ho approfittato per acquistare qualche libro in più del dovuto 😛

Su Goodreads sono arrivata troppo tardi per poter aggiornare e conteggiare le letture del 2015. Sconvolta leggo status di gente che ha letto addirittura 100 e più libri,mi chiedo come sia possibile,che vita conducono,non so,un po’ li invidio.

Per questo 2016 non ho ancora trovato una Sfida-con-me-stessa sulla falsariga di quella del 2015, continuo a cercare; anzi se avete qualche idea o ne avete trovate di interessanti avvertitemi ché sono curiosa!

A1Per ora ho deciso di partecipare ad una sfida-Giveaway trovata sul blog LeparolesegretediGaia : 12 libri,uno per ogni mese del 2016. Se vi va di partecipare al link trovate le indicazioni per iscrivervi alla sfida ufficiale, prevede delle recensioni,condivisioni e per ogni mese che conquistate avrete possibilità di essere poi successivamente estratte per vincere uno dei premi. La lista dei premi è ancora in continua elaborazione… Iscrivendovi verrete avvertiti tramite email di ogni progresso della sfida e tappe concluse.

A me piace questa idea della sfida mensile: non è eccessivamente impegnativa, le categorie previste non sembrano impossibili, le recensioni da scrivere sono di non più di 100 parole; è una sfida originale e poi l’idea dei premi a estrazione finale è divertente 🙂 Inoltre non si è obbligati a partecipare ogni mese.

Ho messo il banner nella mia pagina iniziale poiché proprio oggi ho deciso di provarci ed iscrivermi. Voi partecipereste?

Non avevo mai iniziato Challenge prima di quest’anno, l’ho trovato un’incentivo in più alla lettura; non mi ha condizionata molto, non avendo scadenze da rispettare i 36 libri letti sono stati spalmati senza problemi nell’arco di tutto l’anno, con periodi più proficui di altri.

Ora Continuo la mia ricerca di una Reading Challenge interessante, intanto inizio a studiarmi la lista dei miei libri da leggere per poter scegliere la lettura di Gennaio, Primo libro di una nuova saga. Qualcosa in mente già ce l’ho 😉

sito

9 giorni di Gilly Macmillan: consigli di lettura!


Buongiorno!!

Oggi vi voglio consigliare un libro. Grazie alla  Newton Compton Editori ho avuto l’opportunità di leggere in anteprima il Thriller d’esordio di Gilly Macmillan, 9 giorni . In Italia uscirà l’8 ottobre ma è già stato tradotto in quattordici paesi riscontrando molto successo.

9giorniBen, bambino di soli otto anni, improvvisamente scompare. E la madre non riesce a darsi una spiegazione: come è potuto succedere? Dove si trova ora il suo bambino e soprattutto con chi? Quella di Rachel è stata una leggerezza che le costerà caro: come è possibile che suo figlio sia potuto sparire mentre era con lei? Non avrebbe dovuto MAI perderlo d’occhio. Lui si fidava di lei. 

A raccontarci questa storia sono proprio Rachel e L’ispettore James Clemo, che si occuperà delle indagini. L’alternarsi di queste due prospettive diverse ci permetterà di entrare in punta di piedi nell’intimità della famiglia di Rachel e allo stesso tempo di seguire meticolosamente le indagini. Un thriller dal sapore intimistico in cui tutti sono sospettati, nessuno escluso, fino all’ultima pagina del libro in un crescendo di suspense ed adrenalina.

Un bambino che scompare, l’ansia struggente dei familiari, l’assalto invadente dell’opinione pubblica : nulla è lasciato sospeso, tutto descritto nei dettagli ed è questo che rende il racconto una storia credibile, a tal punto da poterla paragonare a una storia reale, di quelle d’attualità che tutti noi seguiamo quotidianamente tramite diversi mezzi d’informazione.

Ed è importante notare come la scrittrice si soffermi molto su quella che è la rilevanza dei mass media e dell’opinione pubblica nelle nostre vite: incidono pesantemente sul nostro modo di vedere le cose, di giudicare fatti,avvenimenti e comportamenti.

Insomma,libro che consiglio agli amanti del genere: un thriller psicologico,che mantiene sempre viva la curiosità e non annoia, non ci sono punti morti.

Ma è una storia che mi sento di consigliare anche a chi non è solito avventurarsi in queste letture: è un buon primo-approccio al genere, una lettura che non vi annoierà ma soprattutto non vi risulterà troppo impegnativa. Vale la pena tentare.

In Italia, come dicevo, sarà disponibile dall’8 ottobre, ma su Amazon è già possibile prenotare la versione Kindle.

Qui invece potrete trovare il profilo Twitter dell’autrice (per i più curiosi 🙂 Io do’ sempre una sbirciata)

Allora che dite vi lascerete travolgere da questa storia? Scoprirete cosa è successo a Ben? Contro chi punterete il dito accusatore?