Il mio San Valentino


L’email che trilla, penso all’ennesima notifica inutile, non aspetto messaggi importanti.

La apro distrattamente ed invece scopro che oggi è San Valentino e che Ibs.it mi omaggia di una carta regalo per festeggiare la giornata dell’amore con me. Con cuoricini annessi, of course.

Mi scappa un mezzo sorriso. Le mie labbra riscoprono la curvatura all’insù.

Corro a spulciare il loro sito online, riempio il carrello di libri e poi farò una cernita. Ora sono troppo euforica per decidere con criterio.

Festeggio l’amore corrisposto: io amo la libreria Ibs.it e loro amano me, evidentemente. Gli sarò immensamente grata e prometto di fare buon uso della loro Happy Card.

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Ed Happy lo sono stata veramente, mi ci voleva uno sprazzo di gioiosità. Non è una cifra esorbitante, intendiamoci, però era un regalo inaspettato che la lettrice (single) incallita che risiede dentro me ha apprezzato! Mi si son comprati con poco, se così vogliamo dire 😛

Mi sento in dovere di sostenere che Il mio San Valentino è differente. (Con risata compiaciuta annessa)

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2 Gennaio 2018


Lo smalto rosso sbeccato è il simbolo silenzioso della festosità che ci lasciamo alle spalle. Vien via con un colpo di acetone, lasciando un alone impercettibile; ma noi sappiamo che c’è stato. Una Yankee Candle color vinaccia si scioglie lentamente al calore della fiamma; dolce odore di frutti rossi si sparge per la stanza; passa dal naso per avvolgerti all’interno. Una coccola invernale. La lampada della scrivania è accesa, i fogli sono sparsi ovunque, i libri aperti. Una coperta blu notte è posata sulle gambe accavallate. 2 Gennaio 2018. La quotidianità che si stiracchia e riprende vita. 

” Mia cara Riccioletta, in questa nostra terra arida se vuoi trovare un po’ di poesia ti conviene iniziare a scriverne!” 

Dal libro in lettura quest’oggi, La verità ,vi spiego,sull’amore di Enrica Tesio.

Mai citazione mi sembrò più appropriata 🙂

Pulizie di fine anno


Me ne sto seduta a terra, scompigliata di fronte a un cestino pieno di cartacce; circondata da fogli, penne, cassetti rovesciati, agende. E’ fine anno ed io mi dedico alle pulizie. Riordino per paura di star ferma; in realtà ho anche paura di dimenticare, da sempre. Allora per esorcizzarla me ne sto qui seduta a ripercorrere il mio anno, fatto di appunti, date, scontrini, libri e incontri-scontri. O semplicemente Vita. Ci lamentiamo sempre del negativo, viviamo nel maiunagioia, eppure, quando arriva il momento dei bilanci a me vengono sempre in mente le cose belle per prime. Le foto migliori, gli istanti più divertenti; sarà che le cose negative pesano e restano ancorate sul fondo mentre la felicità è briosa, leggera, impalpabile e si diffonde volando.

A Capodanno si volta pagina e si riparte da capo, sempre noi ma con annualità differente. Per alcuni è solo questione di numeri, io con quei segni non son mai andata d’accordo, quindi non può essere solo contabilità, non mi va di ridurre tutto a lista sterile di avvenimenti. A me piace pensare che le mie giornate non siano schematizzabili: il mio anno non è facilmente etichettabile, è un fitto intreccio di emozioni e avvenimenti che non possono essere decontestualizzati, hanno senso solo se rimangono uniti tra loro; un intreccio di bellezza e tristezza, delusioni e conquiste. Non vorrei che per la foga di voltar pagina buttassimo via ciò che ancora serve; io ad esempio so che anche i ricordi più pesanti (quelli incastrati sul fondo) vanno custoditi. 

Il Capodanno è cambiamento rimanendo immutati, è volersi dare una possibilità; sfruttiamo l’occasione per fare progetti senza sembrare dei sognatori mai cresciuti. In questo periodo dell’anno tutto è concesso o così pare. Non so cosa aspettarmi, non dall’anno 2018 di per sè ma dalla me del 2018; so per certo che avrà bisogno di ciò che ho imparato fino a qui, da qualcosa bisognerà pur partire, per il resto chissà…

Dunque, che sia fatto di festeggiamenti o vissuto in solitaria, io vi auguro una buona fine e miglior inizio!

Grazie per questo anno di parole, risate, confessioni e chiacchiere.

Sussurrando parole altrui


Voi leggete mai ad alta voce? Sussurrando le parole, non necessariamente urlandole ad una platea immaginaria.

Io no. Leggo a mente, come si suol dire: gli occhi vispi che accarezzano silenziosamente le parole, sfiorandole ed assaporandole al giusto ritmo, intonandole solo nella mia testa., sentendole così solamente mie. Oggi però mi sono imbattuta in un passaggio del libro di Alessandro D’avenia, Ogni storia è una storia d’amore, in cui si parlava di Guido Gozzano e Amalia Guglielminetti ed ho sentito la necessità di dare voce alle loro parole: non mi è bastato assaporarle con la mente, le volevo soppesare una a una, sentirne il sapore e l’effetto che facevano una volta uscite dal libro e arrivate all’orecchio. Ho scoperto che il loro non era un amore convenzionale ma un unicum creato appositamente per far coincidere i cuori di due poeti in maniera più o meno corretta. L’amore si sa non è perfezione e questo libro me lo sta insegnando pagina dopo pagina: si può amare in modi diversi, ogni storia è a sé ma non per questo l’amore vale meno. Non conoscevo questi due autori prima di incontrarli nel libro di D’avenia e come loro ignoravo molti altri che nello stesso vengono citati, è il bello della lettura conoscere qualcosa di nuovo e curioso; devo dire però solo con questa coppia ho sentito la necessità di parlare, di dare voce alle lettere che si scambiavano, forse per dare una forma a questo flebile e strano amore; o semplicemente perché non riuscivo a tenere solo per me quello che stavo apprendendo, andava assimilato diversamente. Un corpo è troppo poco per contenere i sentimenti di due amanti.

imagesComunque ne ho preso nota, approfondirò la conoscenza di questi due innamorati stravaganti, così abili nello scrivere e nel rincorrersi. Per adesso li ho cercati su Google, dopo esser entrata con invadenza nella loro corrispondenza d’epoca mi sembrava il minimo riuscire a dar loro un volto.

 

Peccato non aver trovato foto di qualità migliore ma da quel poco che si vede non erano male: le parole con cui li ho conosciuti gli calzano a pennello, secondo me 🙂

A zonzo nella Nuvola


Mi dicono sempre che sono una tipa che sta con la testa tra le nuvole, una che si è persa nel suo mondo senza farne ritorno se non a intermittenza. Così oggi ne ho approfittato e nella Nuvola c’ho camminato! Sì, sì avete letto bene.

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Sono stata alla Fiera della piccola e media editoria, Più libri più liberi, che come ogni anno si terrà a Roma zona Eur per ben 5 giorni questo dicembre. Ma la vera novità è la nuova sede in cui si svolge l’evento: quest’anno siamo stati accolti nel Roma Convention Center, ovvero la tanto discussa struttura che ospita la famosa Nuvola di Fusksas.

Vi dirò, a colpo d’occhio sembra ‘na ciofeca ma in realtà ha il suo perché. L’edificio è costituito da pareti vetrate, altissime che danno l’idea di esser un tutt’ uno col cielo ed al piano superiore campeggia questa immensa struttura luminosa e ondeggiante che ricorda un po’ una nuvola.

All’interno della struttura c’è un’ampia sala congressi ma si districa in altri grandi spazi sottostanti per cui ti ritrovi a camminare immerso in questa nuvola di ferro senza per forza entrarci veramente. Molto scenica, molto buffa. Una strana bellezza.

Nel complesso la fiera del libro è stata come ogni anno un girovagare interessante; ho acquistato un solo volumetto contenente le lettere che Virginia Woolf scrisse alle amiche. È uno dei pacchetti de’ L’orma Editore e non ho resistito ad un’edizione così curata nel dettaglio seppur piccina. Insomma, ho portato con me giusto un ricordino della giornata.

La mia passeggiata tra le nuvole è stata sorprendente: ho passato mezza giornata sospesa tra il cielo terso di Roma e una miriade di libri colorati.

Una piacevole parentesi in queste giornate irrequiete.

Non so se ha senso ma tant’è …


Nei libri spesso ho letto la frase si torceva le mani ed è un gesto legato all’ansia, alla disperazione, al disagio che stava vivendo il personaggio in quel momento. 

Da ragazzina ho sempre avuto difficoltà a immaginarmi questo gesto di torcersi  le mani, non capivo cosa fosse; le ruotava su se stesse? O forse le legava? I polsi che movimento dovevano fare? 

In realtà crescendo ho avuto ben chiaro il significato di questa espressione: le mani che si stritolano tra di loro, le tormenti come se spremendole potesse uscirne del conforto, magari una soluzione ai problemi.

È un gesto che sorprendentemente mi son trovata a riconoscere negli altri e a fare io stessa. Stritoli le mani tra di loro nell’attimo in cui ti manca il respiro, non sai più che fare, cosa dire e pensare e tutto ciò che ti logora dentro trova una via di fuga in quel gesto nervoso e involontario.

Forse è l’equivalente del pizzicotto per chi sogna: l’uno ti sveglia e riporta a realtà; il torscersi le mani ti fa capire che non puoi dissolverti nel nulla, che sei ancora legato a un corpo, vai ricaricato come se fossi un carillon : respira! 

Oltre le pagine


Oggi a Milano presso la Fondazione Feltrinelli è stato presentato il cortometraggio realizzato da Paolo Genovese dal titolo “Oltre le pagine”.

Mi è piaciuto molto come Genovese ha introdotto il suo lavoro: il cinema che incontra la letteratura ed i lettori. Il video è stato creato con l’intento celebrare in qualche modo la lettura e incuriosire le persone, o perché no, convincerle a regalare un libro a Natale.

Le storie racchiuse nei libri sono le stesse per tutti ma quello che cambia è il modo in cui ognuno di noi proietta i propri sentimenti in ciò che legge.

 “I libri hanno il potere di intrattenerci, di emozionarci, di divertirci, di farci commuovere. Quante storie diverse possono raccontare? “

I libri in questo cortometraggio diventano veicolo di emozioni, se così vogliamo dire 🙂 

Sulle pagine social de’ La Feltrinelli troverete il video della diretta con gli interventi del regista e altri ospiti. 

Ma per ora, datemi retta, regalatevi 4 minuti d’amore e guardate questo video. Adoro Genovese e anche questa volta, secondo me, ha guardato le cose dalla giusta prospettiva ♡ 

Forse ho detto anche troppo; a me è piaciuto molto, spero colpisca anche voi.