Domenica invisibile


Piove. Piove tantissimo. E la temperatura è di quelle piacevoli per cui ti riesci a infilare il jeans lungo, aderente, senza fatica. Spero di aver reso (poeticamente) l’idea.

Piove ed è buio. Dalle finestre accostate entra rumore di acqua, scrosciante. Il temporale ogni tanto ha la meglio anche sulla luce: la lampadina sembra farmi l’occhiolino.

I tuoni fanno tremare i vetri, altre volte invece son più mansueti e borbottano da lontano.

Sono in casa e non ho voglia di fare nulla di ciò che dovrei. Depenno gli appunti in agenda e li sostituisco con altro. Come se la pioggia fosse una scusa più che valida per far finta che la giornata di oggi sia un extra, qualcosa di non vero ma tremendamente necessario.

Mi siedo a terra, gambe incrociate, schiena poggiata al muro, un libro sulle gambe. Non è nemmeno un granché come lettura però mi son ripromessa di terminarla, manca così poco alla fine ed è un buon giorno per archiviare un brutto libro.

 

 

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Le passioni sbiadiscono come il ricordo di chi era con noi ad alimentarle?


Ero immersa in une delle mie pause lettura, quei momenti che mi prendo durante la giornata per interrompere ciò che stavo facendo (oggi era studiare) e concedermi dieci minuti per riprendere fiato leggendo uno o due capitoli del libro che mi fa compagnia in questi giorni… Mentre leggevo son incappata in questa frase :

“[…] Ora che non stiamo insieme Chi si occuperà di tutte quelle parti di noi che diciotto anni fa è stato l’altro a inventare, che per anni è stato l’altro a tenere in vita?”

Ed ho interrotto la lettura per rifletterci un po’ su, è una delle domande che mi pongo spesso anche io. Quando frequentiamo qualcuno, che sia per amore o amicizia, le vite finiscono per intrecciarsi e sebbene ognuno mantenga la propria unicità e personalità si finisce comunque a conoscere le passioni dell’altro, si entra in punta di piedi in nuovi mondi e si scoprono interessi diversi dai nostri che poco a poco finiscono per essere anche nostri. E’ un processo lento, non avviene sempre e non accade perché si è obbligati o costretti, semplicemente si viene inglobati dalla quotidianità altrui e così scopriamo cose che non avremmo mai fatto probabilmente se non avessimo conosciuto quella persona. Ma quando l’amicizia o l’amore finiscono che accade a quelle passioni che ci avevano accomunato? Svaniscono come la relazione che ci univa? O rimangono con noi come a ricordarci per sempre quella persona che ormai abbiamo in qualche modo perso?

Personalmente non so bene come funzioni. Mi chiedo spesso se nelle vite altrui sia riuscita a lasciare un piccolo segno del mio passaggio, un qualcosa di positivo che faccia ripensare a me con un sorriso o che dopo le liti e i malumori riesca comunque a far sospirare un “beh, per quel che è durato è stata comunque uno spasso”.

Ho sempre temuto che in realtà le passioni condivise lo fossero solo per finta, per necessità. Sapete quelli che pur di farti contenta ti dicono che gli piace quello che fai, quello che pensi ed iniziano con l’imitarti solo per stare con te, per far finta di essere compatibili? Brrr, da brivido. Qualche volta mi è anche successo: pensavo di aver trovato qualcuno con cui condividere passioni e pensieri in tranquillità ed invece ho scoperto che era tutta finzione, sotto sotto c’era solo voglia di conquistare la mia attenzione, copiare, primeggiare o nei peggiori dei casi c’era invidia… Eh si, ho frequentato brutte persone, che tocca fa’?! Mi facevo abbindolare con poco, ora son solo più diffidente.

Personalmente io conservo passioni che ho scoperto di avere grazie a mie amicizie passate; interessi nuovi che pian piano mi hanno incuriosita e ho reso miei, approcciandomi alla novità in un modo tutto mio. E quando mi capita di fare qualcosa che prima apparteneva a un noi mi ritrovo a pensare “ti sarebbe piaciuto, chissà se sei venuto anche tu qui…” e tra me e me sorriso, per quell’attimo lì i rancori svaniscono, le liti vengono dimenticate, i torti subiti accantonati, rimane solo un po’ curiosità malinconica e sì, quel momento lì mi vien da pensare “beh, ci siamo divertite tanto, è stato uno spasso, malgrado tutto”.

Non sempre però son riuscita a portare avanti ciò che mi legava a qualcun altro e così è rimasta nel passato una parte di me che non era solo mia ma anche di qualcun altro e che non ha trovato modo di farcela da sola. Non l’ho dimenticata, semplicemente l’ho messa da parte per far spazio ad altro, penso che nulla possa durare per sempre ed è giusto rinunciare a qualcosa che non abbia più ragione d’esistere.

Quindi per rispondere alla domanda del libro direi che sebbene alcune parti di noi siano state messe insieme da altri siamo perfettamente in grado di coltivarle da soli, senza ostacoli o paure; di altre invece faremo a meno, come quando si tagliano i rami secchi per permettere ai nuovi germogli di crescere allo stesso modo permettiamo a noi stessi di evolverci di trovare nuovi input e nuovi mondi da scoprire. L’importante secondo me è non annullarsi mai per nessuno e ricordarsi che siamo sempre un io pensante ed autonomo anche quando si è parte di un noi, dobbiamo saper conservare noi stessi e così facendo non ci ritroveremo mai troppo persi, sapremo sempre da dove ricominciare o come continuare, perché no?!

 

P.S.  Io mi chiedo spesso se tu leggi ancora dopo quella volta che ti ho trascinato in libreria e travolto dal mio entusiasmo ti eri fatto convincere a comprare qualcosa dicendomi “Da quando parlo con te ho iniziato a pensare che la lettura non sia poi così noiosa”. E tu leggi ancora Vanity Fair come eravamo solite fare il mercoledì ad ogni sua uscita e trovi ancora soprannomi alle persone come facevamo sempre in una sorta di linguaggio in codice per cui finivamo per non ricordarci più quali fossero i nomi veri? E tu, sì proprio tu, vedi ancora i film da maschiaccio che mi piacciono tanto, quelli con le armi da fuoco e gli inseguimenti, le battute malvagie e i buoni che son quasi cattivi ai quali ti eri convertita con entusiasmo e grande stupore? Queste sono alcune delle più frequenti domande che mi pongo io quando ripenso alle mie frequentazioni passate; ovviamente non hanno risposta certa e quindi mi piace pensare che sia del tutto affermativa o quasi. 🙂

 

Book Buying


tenor

Grazie a  Elisa sul mio blog si riparla di tag e  in particolare del delicato rapporto donna-acquisto di libri. Domande e risposte a voi!

(Lettura consigliata per chi volesse scoprire qualche curiosità a riguardo, ovvio.)

  1. Dove acquisti i tuoi libri? Ovunque. Davvero. In libreria, banalmente, oppure su un qualunque sito online, che siano legati a librerie o privati, infine citerei mercatini e bancarelle in cui mi imbatto lungo il cammino. Se c’è un posto dove si vendono libri io sicuramente lo troverò.
  2. Hai mai preordinato un libro e nel caso, l’hai fatto in un negozio o online? Preordinato mai che io ricordi, anche perché non ho mai avuto la smania di avere assolutamente un libro subito e prima degli altri.
  3. In media, quanti libri compri al mese? Varia  molto dal periodo e dalle offerte 😛 Se ci sono sconti particolari o trovo qualche libro che cercavo da lungo periodo nei siti di libri usati, beh, difficile non cedere alla tentazione. Comunque leggo molto anche libri prestati da amici, biblioteche o altro per cui alla fine più di un libro o due al mese non compro.
  4. Usi la biblioteca locale? Si, ne ho parlato spesso del mio rapporto con le biblioteche. E’ un ambiente che ho imparato a conoscere da bambina e da allora non ho mai smesso di frequentare. Attualmente sono iscritta a 3 biblioteche differenti!
  5. Cosa ne pensi dei charity shop/libri di seconda mano? Mi piace leggere libri usati e acquistarli. Se son tenuti in buono stato,senza sottolineature a penna o pagine strappate li compro senza problemi. Li trovo convenienti, innanzitutto, e poi mi piace trovare dediche tra le pagine dei libri che leggo o magari qualche vecchio segnalibro, insomma qualunque tipo di segno che indichi il passaggio di un precedente lettore-sognatore. Acquisto soprattutto online i libri usati.
  6. Tieni i libri che hai letto e quelli che vuoi leggere insieme sullo stesso scaffale? No li separo, ho uno scaffale a parte per quelli che devo ancora leggere e li metto in ordine di grandezza o comunque in base a chi me li ha prestati invece tengo nel comodino quelli iniziati ma momentaneamente abbandonati. Sono una precisina, lo so, lo so. 😛
  7. Hai intenzione di leggere tutti i libri che hai? Ci provo. Alcuni libri che ho sono miei acquisti, altri regali ma non è detto che siano tutte letture piacevoli. L’idea è di leggerli tutti ma se una volta iniziati mi accorgo che sono noiosi o non mi piacciono per qualunque altro motivo, beh, rimarranno tra i “non letti”. La vita è troppo breve per leggere libri che non ci piacciono.
  8. Cosa fai con i libri che hai e che pensi non leggerai mai o che non ti piaceranno? Li conservo tutti in linea di massima. Raramente mi è capitato di vendere qualche libro… In realtà compro solo ciò che mi piace e non sbaglio facilmente. Invece i libri che mi regalano li conservo anche se non mi piacciono perché mi spiace disfarmene. Sono un po’ troppo sentimentale?
  9. Hai mai regalato libri? Si molte volte. Ai miei genitori sempre, da sempre, per molte occasioni(compleanni, Natale, festa del papà…) Agli amici idem, mi capita spesso. Però solo se so che è un libro che possa effettivamente piacere o che comunque conosco e reputo quindi adatto per quella particolare persona,altrimenti evito perché non mi piace regalare libri a casaccio tanto per non farsi trovare a mani vuote. Quando regalo un libro c’è uno studio dietro 🙂
  10. Pensi di comprare troppi libri? Non troppi perché una gran parte li prendo in prestito. Compro i libri in base alla necessità del momento e mi reputo anche una brava con il risparmiare: tra offerte, buoni sconto, punti accumulati e ricerche online spesso mi  porto a casa libri a prezzi veramente irrisori 😀 Per cui non ho nulla da rimproverarmi!

Fine del questionare. Lettori lascio a voi la parola! Se volete le 10 domande sono tutte vostre.

Buona giornata.

 

 

Linee storte


wp-1489091135419.gifSiamo le linee storte che tracciamo sui libri…

Righe nette ed imperfette allo stesso tempo, che sottolineano e abbracciano le parole di cui diventeremo custodi.
Libri di scuola, tomi universitari, letture di piacere, fogli stampati, in ognuno di loro lasciamo un segno del nostro passaggio e loro ci restituiscono un pezzo di noi.

E tu cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?


Ieri sera commentando un suo post Snowbetta mi ha posto una domanda interessante “E tu cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?”. L’ho trovata una domanda curiosa, di quelle che non ti vengono poste spesso per cui non hai una risposta già collaudata da dare, devi pensarci un po’ prima di dire la tua.

E così le ho raccontato velocemente della me che cerca di isolarsi dal mondo pur rimanendone saldamente incollata.

Quando voglio restare sola spengo il telefono e può rimanere chiuso in cassetto anche per giorni interi,dipende da quanto tempo io abbia bisogno per rimuginare su qualcosa che mi ha portato a chiudermi a riccio. Isolarsi del tutto non è mai semplice ma spegnere il telefono è liberatorio, nessun trillo, nessuna informazione inutile, nessun messaggio inopportuno né consigli non richiesti,solo il silenzio! Adoro.

Altrimenti quando voglio isolarmi mi metto a leggere; ci sono libri che riescono a catturare del tutto la mia attenzione, mi ritrovo a non pensare ad altro se non alla storia che sto vivendo in quel momento. Siamo solo io e le parole dell’autore,nessun altro. E’ una sensazione piacevole. Inoltre quando leggo non sento rumori, non percepisco le persone che mi circondano, riesco a isolarmi alla perfezione ed infatti un buon libro è la mia via di fuga in diverse occasioni: bus, treni,panchine nel parco,corridoi universitari… Ovunque in qualunque momento. Il mio rifugio portatile.

Aggiungerei anche i film. Per isolarmi dal mondo mi accoccolo sul mio letto,tv, cuffie e dvd. Ho una serie di film preferiti, i miei visti  e rivisti irrinunciabili che mi aiutano a trovare una mia dimensione solitaria. Ho titoli per ogni emozione: che io abbia voglia di ridere, di piangere senza sosta, di sorridere o riflettere non importa, c’è un film adatto ad ogni mia situazione psicologica(se così si può dire). Mi basterà mettere il disco nel lettore dvd e godermi quella sensazione piacevole che solo un film che ami sa dare; non puoi sbagliare, gli attori sono i tuoi migliori amici in quel momento e sai che ti diranno ciò che ti aspetti di sentire!

Infine direi che c’è un solo luogo in cui effettivamente riesco a lasciarmi andare totalmente, in cui l’isolamento è completo ed è casa di mia nonna. Quando vado lì mi sento lontana dalla me stessa di tutti giorni, è come se lasciassi veramente i problemi a casa mia, insieme ai fastidi,al caos e alla routine. Ecco, casa di mia nonna mi permette l’isolamento totale,quello più sincero e rigenerante. Ma ahimè siamo lontane e quindi avviene giusto qualche volta l’anno.

Ed ora viene il bello! Snowbetta ha dato il via allo SnowTag  e per partecipare dovrete solo rispondere a questa domanda “Cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?”. Ci sono giornate in cui non si ha voglia di parlare con nessuno, magari troppi pensieri affollano la testa, qualcuno ci ha dato noia, abbiamo avuto discussioni o semplicemente ci si è svegliati con la luna storta… Insomma voi come vi isolate?

Liberi di partecipare tutti voi che leggete! Io ho detto abbastanza per oggi 🙂

 

Nascondersi


Per affrontare certe domeniche ci vuole un comodo leggings nero e la felpa due taglie più grande, ricordo di un viaggio bellissimo. Come se nascondendoti dentro una mega felpa potessi risolvere tutti i problemi con te stessa (e magari dopo anche quelli con il mondo). Fatto sta che ti metti comoda,rannicchiata in quel’eccesso di tessuto convinta che nulla possa toccarti lì sotto,che possa bastare quello per stare meglio,per nasconderti. E per noia o per puro caso inizi a leggere un nuovo libro che diventa il tuo compagno di viaggio,sta lì e ti dice le cose giuste al momento giusto, rimanendo sempre in silenzio, non interrompendo mai il tuo flusso di pensieri. I libri sono grandi amici proprio per questo. Sai anche che a volte a fare di un libro un buon libro è la casualità: un mix inspiegabile tra ciò che c’è scritto e ciò che in realtà non è da nessuna parte ma a te lo comunica lo stesso,come se tu ti mettessi a fare aggiunte ad un’opera di per sé già conclusa e diventa così un lavoro a quattro mani, collaborazione non richiesta né ufficializzata tra te e l’autore. Il non detto fa la differenza. Quindi ci sei tu,la tua felpa,il Kindle: un trio insospettabile ma invidiabile. E così anche questa triste domenica volge al temine, una triste domenica in allegra compagnia.

“In una notte di stelle la parte più vera di noi cerca di farsi spazio, anche se spesso ci affrettiamo a convincerci che sia stato solo un gioco o un sogno campato per aria.”  

Alessandro D’avenia, L’arte di essere fragili

 

Nei tuoi occhi


Sapete come funzionano certe cose,no? Inizia tutto per curiosità,poi scopri che ti piace ciò che dice e come lo dice, inevitabilmente finisce che ti fa innamorare! E quando ormai dopo anni di rapporto stabile pensi di aver trovato quello che fa per te ecco che lui ti delude, ti spezza il cuore. Non dà spiegazioni e scompare. Però dopo qualche anno di silenzio torna,si rifà vivo e sebbene tu sia ancora scottata decici sentire cosa ha da dire. E lui riesce a riaccendere in te la passione. 

Ed è cosi che è andata tra me e Sparks. L’unico scrittore in grado di parlare d’amore, amore intenso, zuccheroso, travolgente e a volte struggente ma mai rendendolo melenso o pesante. Insomma l’uomo che è riuscito a farmi apprezzare i romanzi d’amore contemporanei creando in me una tacita ammirazione per quello che è  l’uomo nascosto dietro questi scritti. Sono onesta, i suoi ultimi due romanzi mi avevano fatto storcere il naso, mancavano della magia a cui lui ci aveva sempre abituati, erano noiosii e poco credibili. Invece con questo ultimo romanzo è tornato! Eccome se lo ha fatto. Scorrevole,dolce, attuale, divertente e piacevole. Insomma una di quelle storie belle che leggi volentieri senza dover pensare ad altro se non a stare bene. 

Ogni tanto vanno lette storie così e lui è uno dei pochi che sa ancora parlare di passione e sentimenti senza dover catturare il pubblico con pagine a luci rosse e amplessi dettagliati come invece accade nei libretti che vanno tanto di moda adesso. Ultimamente si è persa l’abilità del raccontare i sentimenti con leggerezza e bellezza. Ma per fortuna Sparks è tornato! Ed io mi coccolo ancora un po’ tra le pagine del suo romanzo, giusto il tempo di arrivare alla fine della storia e riaccendere in me le aspettative sull’amore, sulla possibilità di in incontro casuale che mi cambi la vita inciampando in qualcuno che ti capisca e apprezzi chiacchierate con te… Questo fino a che una volta catapultata nella routine risbatterò il muso contro la realtà e maledirò il mio caro Sparks ricordandomi con mio grande disappunto che la vita non è come un suo romanzo, anzi!

In alcuni periodi fa bene immergersi in letture meno impegnative e più sognanti,così da riuscire ad illuderci per benino e lasciare che il cinismo bazzichi per un po’ altrove. Ma non troppo eh,  giusto il tempo di in romanzo😄 

A proposito,mi trovate anche su goodreads se volete!