Messa a fuoco


Mettere a fuoco certe giornate è impegnativo

Vedi ciò che ti circonda ma non sai delinearne i confini… È tutto fin troppo movimentato malgrado sia tutto immobile. Tu stesso sei vulnerabile. E quindi carpisci colori sgargianti, fissi lo sguardo su contorni incerti e vieni catturato da silenzi ammalianti ma non sai definire la situazione, ci sei ma sei altrove.

Come una foto fatta dalla giusta angolazione ma senza i giusti tempi: la bellezza c’è ma non è messa a fuoco. Così la mia giornata: il senso c’è ma manca la nitidezza. 

Strizzi gli occhi, li riduci a due fessure pur di vedere con chiarezza ma per oggi non è abbastanza. Per cui meglio lasciarsi andare senza pensarci troppo su, si prosegue a passo incerto e prima o poi ritornerà tutto in alta definizione (o sennò cambierò gli occhiali 💪😅)

Nati sotto il segno del Cancro


I compleanni estivi sono quelli in cui accendi le candeline sul gelato anzichè sulla torta e non sai se si scioglierà prima il cioccolato o la cera colorata, ma le foto riescono a catturare l’attimo in cui con 40 gradi serali tu sei tutta convinta di fronte a quella fiammata multicolore, pronta a soffiare ed esprimere il tuo desiderio (prima che avvenga l’inevitabile).

I compleanni estivi sono quelli in cui fa caldissimo anche stando fermi ma per abbracci e baci con annesse tirate d’orecchie si fa deve fare per forza eccezione. 

I compleanni estivi sono strani, li festeggi anche per più giorni consecutivi perché crescendo le vacanze programmate, le sessioni d’esami e gli impegni vari ci rendono tutti irreperibili a fasi alterne. 

I compleanni estivi sono pur sempre un compleanno e ci sono le chiamate lunghissime, gli sms di chi non senti da un po’ e gli auguri di chi malgrado tutto sa che ci sei anche tu e si ricorda sempre di te. Per fortuna.

24 ore in cui si passa una linea di confine, ma si sa, i cambiamenti non avvengono da un giorno all’altro, si cresce passo passo.

Ed insomma, i compleanni estivi son così: imprevedibili e poco raccomandabili. Proprio come me 😎😂

Scrivo poco perché…


..eh, perché mi divido tra pranzi con i parenti,pranzi che sanno di sorrisi tirati e chiacchiere di circostanza ma anche di abbracci sinceri e buffetti sulle guance(dipende); tra libri letti e quelli da leggere, ora ad esempio passo il tempo tra le pagine del Diario di Virginia Woolf; mi divido tra l’aria fresca di montagna e quella salata del mare. Insomma la vacanza è a metà strada e sebbene non abbia tempo da passare di fronte a un pc fotografo attimi, non nero su bianco sta volta. Diciamo che i colori non ci mancano.

Istantanee a colori🌹


Campi ricoperti di papaveri. Tutto si tinge di rosso. A colpo d’occhio sembra un posto nuovo visto così colorato,intenso. Invece è la strada di sempre,quella che costeggia i campi che nel mese di marzo riacquistano colore e a metà aprile esplodono di corallo.
Mi sono ricordata di quella sciocca canzone i papaveri son alti alti alti e tu sei piccolina… Banale eh?! In realtà mi sono anche ricordata di una me bambina,accucciata ai bordi della solita strada di motagna, da lì si tornava a casa. Stavo cogliendo fiori rossi,un po’ storti. Canticchiavo. O forse qualcuno canticchiava per me….
Strano come tanta poesia, tanto colore possa essere racchiuso in un attimo impercettibile. Nell’attimo in cui posi lo sguardo fuori dal finestrino della macchina e vieni colpita dalla primavera, dalla curiosità,dai ricordi.
Rimani imbambolata, con la bocca aperta in un sorriso dopo aver detto wow ma quando è successo?! Bello  e poi decidi di fare una foto, quando ormai il traffico scorre e il paesaggio ti sfugge via veloce.
Che peccato non essere in grado di immortalare come si deve tutto ciò! Ma che fortuna aver distolto lo sguardo dal monoto a favore del finestrino,Proprio oggi.
Pensieri leggeri per giornate in cui sembrava impossibile trovare tempo per loro.

web

Un Lunedì un po’ così


Se fossi davvero un panda sarebbe un lunedì migliore?! Inizio a pensar di sì 🐼

image

Ebbene sì,ho appena scoperto Snapchat in linea con il resto dell’umanità e non ho ancora capito se mi piace o meno.
Che poi non ho nemmeno afferato il motivo per cui questa app conquisti i cuori di tutti… Dovrò studiarla ancora un pochino per poterlo dire. Intanto Per oggi va così 😀
Buon lunedì.


Il mio telefono ha pensato bene di cancellare alcune foto fatte ieri pomeriggio durante una passeggiata per vicoli dall’atmosfera fatata e natalizia.
Poi ha deciso di eliminare i promemoria che avevo sul telefono. Mesi e mesi di annotazioni perdute nel nulla.

Io odio la tecnologia. La tecnologia odia me.

UFFA!

Di desideri e sciocchezze…


Vi dico che non sono brava a fare foto e ve lo dico come introduzione al resto perché mi sembra doveroso informarvi. Voglio parlarvi di ciò che ho visto ieri ma sta volta non mi basta descrivervelo, avevo voglia di farlo vedere in maniera più concreta.

Insomma era a Tiburtina, in quel via vai di pesanti valigie accompagnate da persone veloci e spaesate, in quel caos tutto Natalizio che contraddistingue le stazioni centrali… Anche se poi a Tiburtina è sempre un po’ caos con la sola differenza che non ci sono le lucine Natalizie, le sporadiche decorazioni ecc..

Da ieri è ufficialmente Natale anche per me *-* Insomma il mio periodo di crisi esistenziale è accantonato, il miracolo di cui vi accennavo qualche post fa si è avverato, Ho avuto UNA GIOIA e insomma mi godo questa strana sensazione, misto di felicità e stanchezza…

Ma dicevamo, ero in Stazione per prendere il treno – che ho perso perché sono stata letteralmente rapita da negozi e dalla cara libreria- ed entrando il mio sguardo guizza tra una vetrina e un immenso albero di natale, grande, grandissimo, che arriva fino al soffitto della stazione, posizionato accanto alla vetrata.

Curiosa mi avvicino con sorriso ebete perché a decorare l’albero non ci sono le solite pallocche colorate, fiocchi o quant’altro… Ma fogli, una marea di fogli, scritti a penna, a pennarello, colorati, strappati da qualche pagina di agenda o giornale, in bella o brutta grafia, di quelle veloci appuntate senza appoggio o di quelle composte e ordinate…

ADORO. Mentre attendevo la mia amica mi sono messa a spulciare tutti babbo_rennequei biglietti e tutti erano indirizzati a  LUI, l’uomo del momento, BABBO NATALE del nostro cuor.

Insomma dei messaggi che ho letto alcuni erano geniali e divertenti, altri romantici, qualcuno anche sconclusionato.E allora mi sono detta, ma perché non scrivere anche noi un bel biglietto?! In realtà non sapevamo bene cosa chiedere,probabilmente perché da anni non scrivevamo più letterine al CaroBabboNatale e quindi ne è uscito un biglietto strambo, un po’ comico un po’ scemo, sicuramente nel nostro stile. Anche senza firmarlo sarebbero potuti risalire a noi due 😛

Ho scoperto che questa abitudine di lasciare sugli alberi di Natale bigliettini e quant’altro è molto diffusa, anche a Termini è così e lo stesso vale per l’albero che hanno posizionato a Sapienza, sotto la Minerva: tutti a scrivere i loro desideri, a mettere nero su bianco il pensiero del momento per far ridere i passanti o perché scherzando&ridendo ci si crede veramente e si spera che chi di dovere lo legga e provveda a ricompensarci.

Chissà come e quando è nata questa abitudine,se si può considerare tradizione o se semplicemente ha avuto inizio per caso e si può parlare di moda del momento.

Voi che avreste scritto su un albero così?!

 

Il nostro sciocco biglietto è quello in pessima calligrafia,scritto  su carta non bianca ,poggiata ad una colonna in maniera frettolosa.

“Caro Babbo Natale,

Magre mai, lo abbiamo capito! Mentre noi mangiamo, regalaci un viaggio destinazione… OVUNQUE!”

Sì,noi siamo di quelle che non rinunciano al cibo,piuttosto accantonano la chimera della magrezza; siamo felici e rassegnate 😉 Per cui ci siamo buttate su una richiesta che è paradossalmente più facile da esaudire.

In più,se dovessimo mai fare un viaggio inatteso nel nuovo anno,sapremo chi ringraziare.

web