Stesso mare, stessa spiaggia… E una me diversa.


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I piedi affondano nella soffice sabbia del bagnasciuga che viene costantemente sommersa dall’acqua cristallina e tiepida. Il vento sembra spingermi verso il sole. Cammino avanti e indietro per un lungo tratto di spiaggia con andatura lenta e composta. Seguo il ritmo del mare. Onda passo onda passo. Il rumore del vento porta con sé acqua, sale, un sibilo inconfondibile eppure sempre diverso. Sono immersa nella lettura del romanzo che ho scelto di portare con me stamattina. Leggo, cammino, mi godo il luogo. Attimi perfetti, dovrebbero essere infiniti. Incontro poche  persone che mi schivano con aria divertita, altri son incuriositi. Per me non c’è nessuno, siamo solo io il libro e il mare. Cammino e leggo come se fosse la cosa più naturale del mondo, come se non avessi fatto altro per tutta la vita.
Son tornata al punto di partenza, alzo gli occhi dal libro e il mio sguardo si incrocia con quello di un giovane bagnate. Sorride, sorrido. Può indugiare quanto vuole sulla mia figura non mi importa, al mare si deve essere liberi di apparire sinceramente imperfetti senza paranoie inutili. Passo una mano tra i capelli sconvolti dal vento: Il caldo non ci dà tregua, decido tuffarmi nell’acqua trasparente, non per sparire o nascondermi bensì per esser parte per un attimo di questa vera bellezza.

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Sere D’estate


Lo smalto rosso che luccica ad ogni movimento, gesticola tanto, la mano si muove imperterrita come a disegnare nell’aria uno schema di quel fiume di parole che sta pronunciando. Con l’altra mano tiene a mezz’aria una fetta di pizza, fragrante e ben condita a giudicare dal modo pericoloso con cui tende verso il basso. Il rossetto sbiadisce ma il sorriso è sincero. Sono una coppia di amiche, occupano un tavolo piccolino ma caotico, assorte dalle loro risate e da quel continuo parlottare complice.  Parlano veloce e mangiano piano. Il vento leggero rinfresca l’aria, l’umidità della sera è scesa, si sente sulla pelle nuda delle braccia…

Una delle mie sere d’estate è andata più o meno così. Troppo intensa per metterla per iscritto, troppo bella per farla scappar via come se nulla fosse. Alcune sere d’estate sono condite di perfezione imperfetta, sono belle per via di qualcosa che non si può spiegare, c’è, lo hai sentito e questo basta.

Le sere d’estate finiscono con una lenta passeggiata a notte fonda, con la promessa di esserci sempre e l’ultima risata che si perde in uno sbadiglio silenzioso.

La luce flebile dei lampioni accarezza due sagome barcollanti, l’euforia rende instabili.

 

 

|| Pausa


Ultimo esame della sessione alle ore 17 del 21 luglio. Il Termometro segna i 40 gradi. L’aria condizionata della macchina è così forte che sei disposta a farti cadere le orecchie pur di trovare refrigerio. Perché sì, ti accompagnano in macchina (anime buone!!!)

Cosa non si fa per l’università eh? Son andata a prendermi la mia estate… E me stessa. Non ho ancora programmato nulla, davanti a me ho almeno quattro settimane da riempire ma voglio decidere strada facendo cosa fare, come e quando. Avere del tempo a disposizione adesso è strano, sembra infinito, quasi rubato, non mio. Ho da recuperare molto, tutto ciò che nell’ultimo periodo è stato accantonato.
Oggi ovviamente primo giorno senza sveglie impostate e mi son comunque svegliata alle 7:00 perché la tensione è ancora in circolo; ma almeno la mia ruga sulla fronte da tipa sempre corruciata e preoccupata sta scomparendo per cui non mi lamento, la ripresa passa anche da queste piccole cose. 🙂

  

Nati sotto il segno del Cancro


I compleanni estivi sono quelli in cui accendi le candeline sul gelato anzichè sulla torta e non sai se si scioglierà prima il cioccolato o la cera colorata, ma le foto riescono a catturare l’attimo in cui con 40 gradi serali tu sei tutta convinta di fronte a quella fiammata multicolore, pronta a soffiare ed esprimere il tuo desiderio (prima che avvenga l’inevitabile).

I compleanni estivi sono quelli in cui fa caldissimo anche stando fermi ma per abbracci e baci con annesse tirate d’orecchie si fa deve fare per forza eccezione. 

I compleanni estivi sono strani, li festeggi anche per più giorni consecutivi perché crescendo le vacanze programmate, le sessioni d’esami e gli impegni vari ci rendono tutti irreperibili a fasi alterne. 

I compleanni estivi sono pur sempre un compleanno e ci sono le chiamate lunghissime, gli sms di chi non senti da un po’ e gli auguri di chi malgrado tutto sa che ci sei anche tu e si ricorda sempre di te. Per fortuna.

24 ore in cui si passa una linea di confine, ma si sa, i cambiamenti non avvengono da un giorno all’altro, si cresce passo passo.

Ed insomma, i compleanni estivi son così: imprevedibili e poco raccomandabili. Proprio come me 😎😂

Caldo ne abbiamo?


È arrivato il caldo. Quello vero che urla “estate”. Quel tipo di caldo che mi fa desiderare di essere portata su una lettiga circondata da adoni che mi sventolano con mega rami di palma. O qualcosa del genere.
Invece sono qui a combattere il caldo con leggins, vestito leggero e il mio miglior amico estivo: il ventaglio.
Ora non fate i cattivi, non immaginatemi tipo vecchia  pensionata,sdentata, spiaggiata su una seggiola di plastica. La scena è più sofisticata, tipo dama milleottocento (versione contemporanea) con capello meno composto,pochi fronzoli e ventaglio privo di pizzi ma in compenso ha tanti gattini.

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Ok,ok di milleottocento non ho molto,però facciamo finta che l’immagine evocata sia la più vicina possibile  alla realtà anche perché di adoni belli come il sole nemmeno l’ombra – non c’è da sbagliare – almeno l’illusione di non sembrare una vecchietta acida lasciatemela!
Buona Domenica ♡ 😛

Che brutta parola è solo 


In un’estate di anni fa, proprio mentre ero qui in vacanza, ho scoperto un film del quale mi sono innamorata e che subito è entrato nella mia lista dei visti e rivisti.
Neverland – Un sogno per la vita.
Ricordo un divano da tre posti occupato da quattro persone, ricordo un computer come unico punto di luce in una sala buia dell’ultimo piano, ricordo una casa silenziosa in una fresca notte estiva. Ricordo di aver pianto alla fine… E non solo quella volta ma a ogni visione del film (ok, ho un cuore anche io 🙂 )
Un film magico che se non avete visto dovreste farlo: risveglierà in voi quella parte bambina e sognante che magari viene spesso messa da parte e che invece in me è fin troppo presente!
Vi lascio una delle mie citazioni preferite della pellicola…

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Solo un cane? Solo? Portus, non dargli ascolto. Portus sogna di essere un orso e tu vuoi distruggere questa sua chimera dicendo “È solo un cane”? Che orribile e mortificante parola. È come dire: non può scalare quella montagna, è solo un uomo, o quello non è un diamante, è solo un sasso. Solo…

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A parlare è James Matthew Barrie, scrittore e ideatore della storia di Peter Pan, interpretato da un’impeccabile Johnny Depp ♡
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P.S. Ho preso spunto dal tag di On Rainy Days riguardo le citazioni di film che amiamo. Quindi,rimanendo in tema,se volete potete lasciarmi scritto quale film amate di più o una citazione che adorate!!

Se non mi trovate…beh non cercatemi 😄


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Il mio mare ♡

Smartphone a casa. Sole. Mare. Sabbia. Vento. La mia lettura del momento.
Stop.
Io direi che in certi casi la mancanza di casa non la si sente proprio.
Chiunque mi avesse cercata ieri di sicuro non ha pensato che fossi qui! E il consiglio per tutti è stato : se non mi trovate…beh smettetela di cercarmi 😉