Sorrisi mattutini


Il treno delle 7 e 20 è assonnato ma non affollato. Trovo posto con facilità, qualcuno di buon cuore che mi fa passare per prima ed ecco che mi posiziono.

Chi prende il treno lo sa, trovare la giusta posizione è un gioco di incastri tra gambe di sconosciuti. Posiziono le mie senza allungarle, assumo una postura stranamente composta che non mi si addice per niente ma lo spazio che ho a disposizione è questo … Trovo posto anche alla borsa e libero le dita che avevo lasciato incastrate tra le pagine del libro. Di fronte a me c’è un tipo… Ok, un bel tipo. Seduto comodo, vestito nero, camicia bianchissima. Senza cravatta. Ascolta musica, occhi chiusi. Li apre di rado, per sbirciare le fermate. Va bene, gli do un’ultima rapida occhiata, io ho da leggere non ho tempo per questo.

La mezzora di viaggio scorre veloce e mi ritrovo al capolinea senza rendermene conto, ritorno alla realtà con un sorriso compiaciuto sulla faccia: adoro quando la narrativa contemporanea riesce a regalarmi emozioni ben scritte!

Ero così presa da me che non mi sono accorta che anche il belladdormentato di fronte a me era tornato in vita. E sorride. Oh, sorride perché io rido da sola, leggendo! Lo sbircio da sotto le mie spesse lenti nere dell’occhiale da sole, noto che cerca di capire cosa leggo, studia ancora un po’ la mia posizione. Ha l’aria divertita, buffa. O forse ero io a essere buffa. Poi si alza, infila agilmente la giacca, con un gran bel movimento, sì sì, da dieci e lode. Raccoglie le sue cose e va via.

Eeeh. *sospirone* Ciao belladdormentato, buona giornata, dato che sei interessato io una storia l’avrei letta volentieri anche a te, prima di andare a letto. Facciamo alla prossima?

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Proposte?


Mi son sempre piaciute quelle scene limite dei film, in cui i protagonisti hanno un problema, un malumore, sono in preda a emozioni forti e iniziano a spaccare cose, alcuni urlano o piangono o ridono fortissimo, altri escono a correre all’improvviso, anche in piena notte… Così, per schiarirsi le idee. 

Voglio un equivalente di queste reazioni estreme ma in formato vita reale. Qualcosa che mi dia la stessa soddisfazione di un pugno tirato al muro ma con la compostezza di chi vive circondato da persone e non ha voglia di finire in ospedale con una mano destra fratturata e uno psichiatra che le accarezza amorevolmente la mano sinistra.

Chiaro, no? 

Pagina 12


Nuova lettura, scelta per caso; il titolo non conta, lo hai sbirciato di sfuggita. Hai fin troppi libri in sospeso per poter pensare che questo sia quello decisivo. È un periodo di irrequietezza intellettiva… 

Leggi la dedica e la citazione di apertura. Carina, ti è familiare. Leggi L’introduzione. Capisci di chi si parla.  Prosegui, capitolo uno. Arrivi a pagina dodici e lì accade l’impensabile: senti una lacrima solitaria inumidirti il viso. Senza preavviso, non ha fatto clamore.

A volte non conta quanto sei avanti con la storia ma quando vi sei immerso

L’emozione scalfisce anche le menti più assopite, le parole si fanno spazio nella nebulosa di pensieri che fagocitano il lettore.

Sere D’estate


Lo smalto rosso che luccica ad ogni movimento, gesticola tanto, la mano si muove imperterrita come a disegnare nell’aria uno schema di quel fiume di parole che sta pronunciando. Con l’altra mano tiene a mezz’aria una fetta di pizza, fragrante e ben condita a giudicare dal modo pericoloso con cui tende verso il basso. Il rossetto sbiadisce ma il sorriso è sincero. Sono una coppia di amiche, occupano un tavolo piccolino ma caotico, assorte dalle loro risate e da quel continuo parlottare complice.  Parlano veloce e mangiano piano. Il vento leggero rinfresca l’aria, l’umidità della sera è scesa, si sente sulla pelle nuda delle braccia…

Una delle mie sere d’estate è andata più o meno così. Troppo intensa per metterla per iscritto, troppo bella per farla scappar via come se nulla fosse. Alcune sere d’estate sono condite di perfezione imperfetta, sono belle per via di qualcosa che non si può spiegare, c’è, lo hai sentito e questo basta.

Le sere d’estate finiscono con una lenta passeggiata a notte fonda, con la promessa di esserci sempre e l’ultima risata che si perde in uno sbadiglio silenzioso.

La luce flebile dei lampioni accarezza due sagome barcollanti, l’euforia rende instabili.

 

 

Una bimba cresciuta


La sveglia impostata alle 6 e 45. Presto ma non prestissimo. Poi la colazione veloce, sta volta senza perdere tempo a fare zapping tra serie tv sulla Swat Americana e le news di SkyTg24. Una passata leggera di mascara e niente capelli accroccati alla meno peggio. Lenti a contatto e via gli occhiali. Raccogli libri penne e quaderni ma non per metterti a studiare in terrazzo al sole, no, devi correre al prendere il treno e poi l’autobus e poi percorrere l’ormai abituale strada che ti porterà là dove tutto ha sempre inizio: la tua facoltà universitaria. I corsi sono ricominciati e sei di nuovo studente h24 che si divide tra lezioni, chiacchierate, nuove conoscenze e vecchi incontri, sorrisi finti e risate vere, momenti di noia,panico e poi euforia! È un mix indescrivibile di sensazioni. E stamattina eri in ansia, un po’ come quando tornavi a scuola dopo le vacanze, lo sai cosa ti aspetta, non vai in un posto nuovo, ma tu non ti senti mai abbastanza pronta, abbastanza preparata, abbastanza all’altezza. Ed era quel tipo di ansia che provavi da bambina, niente di improponibile ma un leggero fastidio che ti pesava sul cuore e nella pancia. Mi son ricordata di quanto mi spaventasse il rientro a scuola dopo settimane di pausa, mi sembrava che non fossi più capace a scrivere o studiare, a stare attenta o magari che potessi non ritrovare più gli amici di sempre.Sicuramente allora non avrei mai pensato possibile ricordare certi momenti con un sorriso appena accennato e invece eccomi qua a ripensare con divertimento e un pizzico di nostalgia alla me piccina,imbronciata e quasi spaventata di anni fa. E la me imbronciata,quasi spaventata e cresciuta(ma non troppo) di oggi fa un occhiolino a quella di ieri perché le situazioni son cambiate ma certe attitudini rimangono immutate e tra bimbe preoccupate bisogna farsi forza. ❤  

Importante è saperlo 


Momenti di sconforto cosmico cedono il passo ad attimi in cui mi sembra possibile anche conquistarlo sto benedetto cosmo,perché no?!

Per cui se mi dovessero chiedere come stai? -che è ,tra l’altro, una delle domande più discusse della storia,ma approfondiremo in un’altra occasione-  la mia risposta potrebbeessere sto confusa.

Come dico spesso, sono una che procede in maldestro equilibrio su tutti i suoi squilibri; insomma sono ‘na “squilibrata”! 😀 Ma l’importante è saperlo e va bene così…

web

Io dopo questa lettura.


Alcuni libri ti entrano dentro. Non sei tu a sentirti parte della storia, no, solo le storie narrate che si fanno spazio tra i tuoi organi,fra i tuoi sentimenti,fra il tuo vissuto e si piazzano lì,per non andarsene. I libri così anche da chiusi ti osservano,hanno un peso nella tua giornata.

E’ difficile da spiegare ma io avevo proprio un peso sul cuore mentre andavo avanti con la lettura e capitolo dopo capitolo venivo rapita dal racconto;anche nel momento in cui interrompevo la lettura rimaneva aperta la storia,la mia mente ritornava sempre lì. Assurdo,con tutto quello che avevo da fare…

Non si può fare una recensione di questo libro,scritto bene,lineare,divertente a tratti emozionante… Tutte cose scontate. Non è una classica storia d’amore, è una storia di vita di amicizia di sofferenza. E’ qualcosa che va letto e assimilato. Non fatevelo spiegare da me. Leggetelo.

Date una chance a Will e Louisa, vi sconvolgerà scoprire quanto un libro possa cambiare la vostra routine. Non solo per quello che c’è scritto ma soprattutto per tutto ciò che comporta,per quello che di non scritto emerge dalle parole stampate e vi rimane dentro.

E non so che altro dire se non quello che ho scritto in questo post vago e forse poco chiaro,perché io ho appena concluso il libro e sono qui con il magone che mi assale e gli occhi lucidi ad abbracciare un libro terminato in due giorni o poco meno. Perché quando una storia trasmette un’emozione c’è sempre una reazione, non si rimane indifferenti.

Non è un romanzo d’amore classico,non è patetico né scontato. E’ solo da scovare e leggere.

Io prima di te è sicuramente uno dei libri più belli letti fino ad oggi e sono grata a Jojo Moyes per la delicatezza con cui ha creato il romanzo e perché non avrei cambiato una virgola di questa sua storia: perfetta nella rapidità con cui vengono raccontati alcuni avvenimenti,perfetta la sintonia che si crea e come viene presentata quella labile linea che separa in maniera precaria due condizioni simili e differenti ovvero l’essere effettivamente paralizzati e la paralisi della vita dovuta alla paura o all’abitudine;perfetti quei piccoli dettagli che sembrano essere messi lì a caso ma che in realtà hanno un loro peso ed occupano un loro spazio; non cambierei nemmeno il finale perché dopo queste quasi 400 pagine penso che non si possa criticare ma solo provare a capire;si può non essere d’accordo ma sicuramente non si può discutere su quello che accade.Va accettato ed assimilato.

Chi lo ha letto o lo leggerà mi saprà dire. ♡ ioprimadite.jpg