Passano i mesi ma le stagioni no. 


Ottobre ha voglia di vederci andar in giro scollacciati ancora per un po’. Il sole caldo di questi giorni infuoca le nostre giornate cittadine.

Io son vestita estiva, avvolta in una canottiera oversize ma di un arancione sgargiante perché l’autunno ormai è uno stato d’animo, non una semplice stagione e non si può ignorare solo perché fa più caldo del dovuto. 

Però mi son anche tuffata in una nuvola di profumo primaverile, di quelli agrumati e floreali che danno il meglio di loro quando, a contatto con il calore della pelle, sprigionano quel delicato aroma inebriante a cui è difficile resistere. È ottobre ma non importa, i mesi si alternano senza sosta mentre noi siamo come le stagioni: indugiamo più del dovuto, siamo imprevedibili, seguiamo il ritmo dettato dal nostro personale istinto…

Per cui oggi mi vesto estiva, indosso colori autunnali, profumo di primavera. Ci vorrebbe un tocco invernale ma non son pronta a cacciar fuori le mie mega ciabatte pelose, quindi facciamo che per oggi mi fermo qui e indosso i miei stivali di sempre?! 😜

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Ridere in faccia alla stanchezza.


Ultimamente le miei giornate iniziano presto. Mi ritrovo al di qua della linea gialla, lungo la banchina della stazione, in attesa di un treno che arriverà prima che i raggi assonnati del sole riescano effettivamente a prendere posizione nel cielo e a scaldare l’aria, proprio come ci si aspetta in un maggio ormai ben avviato. Con gli occhi vispi di chi si è già bevuta quattro caffè in tazza grande e sente la caffeina restituirgli vita, me ne sto in piedi immersa nel mio mondo, avvolta dall’odore dei dopobarba dei pendolari che si accalcano attorno a me, profumi di creme e lozioni che si mischiano tra loro e che nell’arco della giornata si affievoliranno perdendosi nella scia di svariati percorsi di cui non so assolutamente nulla. Il silenzio della mattina è carico di aspettative, del tutto diverso da quello che si sente nel treno di ritorno, quando ormai la giornata volge al termine e la stanchezza offusca gli occhi di tutti noi. Io per prima sono tra quelle che sente il peso delle ore su di sé come se portasse un macigno; la sera, al rientro, sono seduta scomposta, con gli occhi semichiusi, stanchi. Mi sembra quasi di sentire il peso delle occhiaie che fanno capolino sul mio viso. Sono sicuramente scompigliata, con una matita fra i capelli o magari con una treccia spettinata, tenuta su senza mollette o elastici(che avrò perso chissà dove). Quando sto in giro per 12 ore sento di aver assorbito la città, il suo smog, la sua confusione. E’ come se io venissi fagocitata da lei ma allo stesso tempo un pezzetto di lei se ne venisse via con me. Le ore spese a studiare, a parlare continuamente, ad ascoltare professori e amici, le corse verso le fermate dei bus o le aule più disparate… Arrivata alla fine della giornata nella mia testa c’è il caos di colori,voci, suoni, rumori. Come se tutto ciò che ho vissuto mi si riproponesse nella testa senza filtri. Non è spiacevole come sembra ma nemmeno poi così divertente. Comunque il mio livello di stanchezza non si studia da questi piccoli dettagli o cambiamenti del mio aspetto. No. Si capisce che sono stanca da quanto rido. Eh si, perché io più sono assonnata o mentalmente provata e più dico stupidaggini e rido rumorosamente. Fino a piangere e ritrovarmi con il mascara che cede sulle guance e il respiro che manca. Ed è una risata contagiosa che coinvolge inevitabilmente chi mi circonda. Di stronzate ne tiro fuori veramente di vergognose ma le dico con una tale convinzione e leggerezza che gli altri non possono che venirmi appresso. Ecco, quando sono stanca perdo i freni inibitori, dico le cose più assurde che la testa mi suggerisce e trovo divertenti le situazioni più strambe. E continuo a ridere ripensando a determinate battute o figuracce fatte, entrando così in un circolo vizioso senza fine, portando con me chiunque si trovi a condividere la serata. Nemmeno la doccia calda riesce a restituirmi lucidità. Perdermi nel vapore serve solo a distendere i muscoli, levarmi di dosso il carico degli eventi; sì, mi rilassa crogiolarmi avvolta nell’asciugamano mentre assorbe pian piano le piccole gocce d’acqua depositate sulla pelle nuovamente morbida e profumata ma per riacquistare veramente equilibrio mi serve un cuscino bello alto, il letto e qualche ora di sonno profondo. Non c’è altro rimedio che ponga fine al delirio 🙂

Voi cosa fate quando siete stanchi? Come reagite allo stress delle giornate più impegnative?

 

Roma mia bella!


Roma. Quanto ve ne ho già parlato?! In maniera diretta o indiretta finisco sempre per tirarla in ballo… La amo. La mia Roma. Eppure in quest’ultimo anno non se ne è parlato che per cose terribili,degradanti e imbarazzanti.

Sicuramente è una città che non vive i suoi anni migliori. Mi si stringe il cuore a notare il degrado che l’ha fagocitata rendendola una città con mezzi di trasporto inadeguati, autobus fatiscenti, servizi mancanti, vie sporche e maleodoranti,delinquenza senza controllo… E potrei continuare ancora ed ancora…

Sapete, io le città le assimilo sempre all’idea che ho di casa: quando si attendono ospiti si fa sì che si trovino a loro agio, che sia tutto in ordine, che la casa sia pulita e accogliente;lo stesso vale per chi nella casa ci abita ogni giorno: per loro deve essere vivibile,comoda. Ecco,seguendo le fila di questo paragone possiamo dire che Roma non è più in grado di accogliere nessuno, né di ospitare dignitosamente  i suoi cittadini.

Ma qualcosa pare muoversi: il commissario di Roma, Francesco Paolo Tronca, ha iniziato a far sentire la sua voce, ha varato provvedimenti per il decoro e la sicurezza della Capitale. Una prima ordinanza vieta la presenza di individui in maschera presso i monumenti, individui che in maniera non sempre cordiale spingevano i turisti a farsi ritrarre in foto o video pagando cifre esorbitanti.

Seconda ordinanza riguarda invece il divieto di qualunque attività che implichi il trasporto di persone per mezzo di così detti Risciò, poiché non dispongono di assicurazione né necessitano di titolo di guida e non dispongono quindi di requisiti necessari per assicurare la sicurezza dei passeggeri.

Infine un’ordinanza riguarda anche il divieto di vendere o offrire biglietti ed ingressi museo,tour e quant’altro in maniera ambulante poiché contrario alle norme di concorrenza leale.

Insomma, sono piccolezze se andiamo a vedere quanti altri (e gravi) problemi attanagliano Roma ma sono pur sempre qualcosa da cui iniziare. Ebbene le reazioni sono state ovviamente esagerate: protesta di centurioni e un venditore di biglietti che addirittura si è arrampicato sul Colosseo minacciando di buttarsi giù se non gli fosse permesso di parlare con il Commissario Tronca ed esporre il suo disappunto. Parliamoci chiaro: quelli del Signor Tronca sono provvedimenti che colpiscono persone che svolgono attività illegali e potenzialmente pericolose, persone che però si sentono in diritto di proseguire nell’illegalità e difendere in maniera scontrosa i loro diritti inesistenti. Pretendono di aver ragione stando nel torto. Assurdo.

Roma è piena di venditori abusivi che vendono merce di scarsa fattura e dubbia provenienza, importunando turisti e cittadini;abbiamo i centurioni o uomini in maschera che in maniera prepotente chiedono 50 euro per una foto che li ritrae in vostra compagnia e sono nei pressi dei monumenti più importanti; abbiamo ambulanti che invadono prepotentemente le nostre strade; abbiamo incivili che fanno i loro porci comodi nei nostri amati vicoli… A Termini ci sono barboni che dormono sulle banchine,i pendolari sono accolti in una stazione maleodorante e caotica che affaccia su una piazza che ormai è diventata un souk a tutti gli effetti.

E’ il caso che tutto questo cambi, che si raccolga la sozzura che invade le nostre strade e che si ridoni dignità ad una città decadente; per cui io dico sì alle regole rigide e ai provvedimenti drastici seppur creano malcontento e disagio: servono soluzioni drastiche per ritirare su questa città che ormai da troppo vive in una illegalità diffusa e incontrollata, che si estende su diversi livelli. Dobbiamo rimetterci tutti in riga, rispettare le regole e farle rispettare.

Roma è sì una città bellissima, ricca di monumenti e scorci ineguagliabili ma non basta questo per far sì che continui ad essere amata. La situazione è così vergognosamente degenerata che se mettessimo su una bilancia , in un piatto le bellezze della città e in un altro il degrado e la delinquenza, temo proprio che inizi a pendere verso quest’ultima parte. Ahimè.

Onestamente nel mio piccolo non so cosa potrei fare… Ma confido in un cambiamento ai vertici del potere, ai vertici di quella Mafia Capitale di cui si è tanto parlato: la pulizia dovrebbe passare per le camere del potere, forse, prima di poter pretendere la pulizia delle strade.

Nel mentre non resta che indignarmi. E forse è già qualcosa.

Giro del mondo…in scrivania!


Di ritorno da una grande avventura. Ho visitato la caotica e meravigliosa New York, passando poi nell’elegante e sofisticata Parigi, con breve sosta a Venezia per concludere nell’adorabile Londra, che non delude mai. Compagni di viaggio sono state le amiche di sempre e un’amicizia che si è scoperta essere molto di più. L’amore si nasconde in posti sempre impensabili e a volte in persone inimmaginabili 🙂 Impegnativi questi giorni ma per niente banali o scontati…ne sono successe di cose, non ho avuto modo di raccontarvi il tutto passo passo, ma sappiate che è stato decisamente emozionante….

Ecco, emozionante fino all’ultima pagina! Ebbene sì, in realtà non sono io la vera e proprio protagonista di questa storia, o meglio lo sono ma come occhio esterno. Gente, vengo fuori dal migliore romanzo letto quest’anno: libro che mi ha permesso di sognare di vivere in prima persona quest’avventura di 500 pagine tra ansie,lacrime e sorrisi. Sarà che ero così affine alla protagonista che non potevo non sentirmi parte della storia. E quindi ho intrapreso questo viaggio senza ben sapere cosa aspettarmi ma posso assicurare che è stato un ottimo diversivo dallo studio matto e disperato che sto affrontando in vista dell’imminente stagione estiva di esami. E così mi sono girata il mondo…dalla scrivania di casa, tra una pausa e l’altra dai tomi universitari. Scegliere i giusti compagni di avventura delle volte è vitale: spesso è più utile un libro che una chiacchierata. Non per sminuire l’importanza del conforto di chi sta di solito qui a subirmi,assorbire,placare le mie paturnie( se state leggendo e vi sentite tirati in causa, grazie a voi,tutti,sempre, non serve dirlo!) ma semplicemente perché una tranquilla lettura in solitaria, che mi assorba e non mi faccia pensare a nulla è proprio ciò che serve per ritrovare un’equilibrio momentaneamente perduto. E’ rigenerante…Proprio come se fossi partita io e avessi visitato tutto ciò che in realtà ho solo immaginato.

Quando si chiude un libro e si ha come l’impressione di aver lasciato dei cari amici, beh vuol dire che era proprio la lettura giusta al momento giusto.