Accec… Ehm… Accarezzata dal sole!


Tra le mani una tazza grande di caffellatte poco zuccherato. Il barattolo dei biscotti campeggia sul tavolo e avrà sicuramente la meglio su di me. Fare colazione tardi vuol dire che il sole è già alto, messo in posizione perfettamente opposta alla mia. Chiudo gli occhi e mi godo il calore mattutino: raggi caldi, brillanti, che a differenza di quelli estivi sono piacevoli in questo dicembre da poco iniziato. La televisione è accesa ma non riesco a vederla, accecata come sono da questo bagno di sole; non mi va di spostarmi per cui resto qui immobile: con un orecchio ascolto il telegiornale, con l’altro i miei pensieri. Per un attimo sono in due posti contemporaneamente.

Il sole bacia i belli e acceca i brutti, così dicono; facciamo che per oggi accarezza un po’ tutti ché io non accetto baci da sconosciuti, soprattutto quando non riesco a metterli a fuoco perché momentaneamente accecata e non ci vedo! E non dico altro. Stupidi modi di dire nemmeno troppo velatamente offensivi 😝

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Come la schiuma del caffè


La schiuma del caffè al ginseng è rassicurante. E’ lì vaporosa, soffice. Ondeggia a ritmo tutto suo, in risposta al mio armeggiare con la tazza. Borbotta quasi, con quelle bollicine impazzite che si arrestano non appena il cucchiaio smette di agitarsi al suo interno. Lascia passare il fumo, rilasciando il suo inconfondibile aroma. Resiste a tutto, resta aggrappata alla ceramica anche quando la parte liquida la abbandona; non molla, si riadatta. Si posa sul labbro superiore, ha senso dell’ironia: disegna baffi , un’ombra seriosa che in realtà ha solo voglia di prenderti in giro.

caffè

Ogni tanto mi sento così anche io, proprio come la schiuma del ginseng.

Caramelle al bacio!


Aula universitaria. Poche sedie vuote, una sessantina di ragazzi e ragazze pigramente prendono appunti. Una sola voce profonda e impostata riempie l’ambiente: il professore spiega la sua lezione. Le enormi finestre affacciano su un cielo grigiastro, si intravedono le prime gocce d’acqua scendere senza convinzione.

Mi brontola lo stomaco e mi ricordo il perché ho sempre odiato le lezioni pericolosamente vicine all’ora di pranzo, quando son ormai passate ben troppe ore dalla colazione! Frugo nella borsa e trovo le mie immancabili caramelle di salvataggio: ne scarto una e l’odore del caffè è subito inconfondibile. La assaporo con trasporto: creano dipendenza queste caramelle alla caffeina, inutile dirlo! Resisto all’impeto di morderla e inizio a gustarla lentamente, per non far rumore.

Ad un certo punto si sente una specie di Smack che vibra nella stanza, un bacio lanciato al vuoto. Taglia l’aria, lo sentono tutti, si sarà sentito fino all’aula XII.

Ebbene sì: mi ci è voluta una frazione di secondo ma poi mi son resa conto che sono stata io! Mi è partito un bacio mentre mi gustavo la miglior caramella della mattinata. D’istinto ho portato la mano alla bocca, volevo ridere ma non potevo. Il prof fa finta di nulla, anche se per un attimo si è distratto guardandosi intorno confuso; qualcuno si volta, io mi sento osservata, mi hanno beccata… Ma faccio la vaga. Rido solo con gli occhi, per non aggiungere altro rumore al frastuono dello schiocco delle mie labbra. La mia amica alza gli occhi al cielo e scuote la testa, leggo il suo labiale “sei peggio di una bambina!”

Ci pensate quanto possa essere rumoroso lo schiocco di un bacio involontario?

Chissà chi ha raggiunto poi; potendo scegliere vi direi anche che a qualcuno lo avrei indirizzato dato che c’ero… Ma questa forse è un’altra storia che vi racconterò poi, forse, chissà.

Direi che, al secondo giorno dalla riapertura del semestre, il mio tentativo di passare inosservata non ha propriamente funzionato. Sentirete ancora parlare di me come quella che di caramelle al caffè ne fece una tecnica di autosabotaggio.

Grano saraceno e cioccolata


“… In questo inverno incolore

Caffè nero bollente… “

Una mattinata grigia, tipica invernale. Canticchio mentalmente Fiorella Mannoia mentre aspetto che sia pronto il mio caffè. Apro il barattolo dei biscotti e penso che il profumo dei Mulino Bianco sia qualcosa di indescrivibile, rimette al mondo. Il profumo arriva dritto allo stomaco ancor prima che al naso ! Immediato. Mi vien quasi voglia di immergermi nel barattolo e sentirmi al sicuro, accoccolandomi tra quegli amici fragranti e invitanti… Poi mi ricordo quanti biscotti io abbia già mangiato nella vita, e beh, col caz… ehm… insomma, impensabile che io riesca ad entrare nel barattolo (come pure in una 38!!). Ma chissene frega. giphy

Anche perché I biscotti a colazione sono una fase imprescindibile della giornata: uno tira l’altro e tutti insieme tirano su me. Accompagnati con del buon caffè macchiato, in tazza grandissima ovvio.

Dunque, Barattolo pieno di ghiottonerie, grazie! Perché mi hai dato modo di ricordarmi che a volte il conforto lo si può trovare nello cose più impensabili e a me i biscotti riportano alla memoria tante cose belle. Sarò eccentrica io, o forse son solo fortunata… 🙂

La colazione è il pasto più importante della giornata, è risaputo, ma alcune colazioni le ricordiamo come le più importanti della vita e bastano un po’ di farina integrale e cioccolato ben amalgamati per rievocarle.

Buona giornata! Vi auguro di incontrare biscotti degni di nota nella vita… A buon intenditor… 

 

 

Vite intrecciate


Apro lo sportello della macchina e due voci all’unisono urlano

-Amicaaa da quanto tempoooo!! 

Seguite da una risata. Ecco, noi siamo fatte così, quando ci vediamo, che sia per caso o per appuntamento, sentiamo la necessità di tirar fuori l’euforia del momento. Quella gioia strana che non riesci a contenere, devi necessariamente esternarla. E quindi ci salutiamo così, in maniera eccentrica, stritolandoci in uno di quegli abbracci soffocanti in cui continuiamo a parlarci l’una immersa nei capelli dell’altra.

E’ un rito, passato il quale iniziamo a parlare come se nulla fosse, come se in realtà non fossero passati mesi dall’ultimo incontro. La nostra amicizia è così: stiamo settimane senza sentirci o vederci ma la complicità tra noi non si affievolisce, non c’è risentimento, abbiamo trovato il nostro equilibrio in questa relazione bislacca. Confidarsi con lei è così naturale, le parole vengono fuori senza dover pensare a cosa dire. Ci parliamo una sopra l’altra, finiamo per urlare e l’abitacolo della macchina potrebbe esplodere al suono delle nostre risate rumorose. Il delirio.

-Allora quando è che ricominci a guidare, dimmi? Perché hai speso soldi per la patenteee?

-Senti ma che vuoi? Se ti dà fastidio passarmi a prendere bastava dirlo e venivo a piedi.

-Ma smettila con sto vittimismo lo sai che intendevo, devi guidare è importante…

-Oh non iniziare di nuovo, ti prego, ora ti dirò una frase di cui devi fare tesoro, ok, e non ringraziarmi perché so che ti salverà… Che poi lo sai come la penso no, impara l’arte e mettila da parte!

-Ah sempre ‘ste frasi paracule, ne farò sicuramente tesoro guarda. Comunque se non guidi ti scordi e…

-No ma che hai capito?! La massima di cui devi far tesoro è un’altra ” Chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni!!”

-ahahahah ok ho recepito il messaggio, Queen Jessica! Ti è appena caduta la corona.

Raramente abbiamo momenti di silenzio, siamo come un centrifugato di idee. Ci conosciamo da più di dieci anni e secondo me chiunque ci incontra si chiede come facciamo a sopportarci da tutto questo tempo, così diverse ed eccentriche a modo nostro. Lei è estroversa, chiacchierona, caciarona, sognatrice e donna un po’ bambina. Io introversa, sarcastica, ironica e cinica-ma-non-troppo e soprattutto bambina un po’ donna. Il caffè è la nostra scusa preferita per vedersi, ritagliarsi uno spazio tra i suoi mille impegni ed i miei. Passeggiamo per il centro commerciale facendo rivelazioni epiche tra uno stand e l’altro, mentre elenchiamo le ultime cose acquistate o ci lamentiamo dei capi assurdi che vendono.  A volte ho avuto la sensazione che stessimo per perderci, lo ammetto. Mi è sembrato come se non riuscissimo più a comunicare, come se viaggiassimo su due binari distinti e separati, mi son sentita come persa, di nuova sola… Invece siamo riuscite sempre a rincontrarci, percorrere tappe della vita insieme. Lei è una delle mie motivatrici, l’amica che  crede in me anche quando io stessa non ho più certezze e non mi fido delle mie scelte, lei mi obbliga a essere ottimista a esagerare, a ricordarmi che alla fine non son poi così da buttar via… Siamo sorelle per scelta, così mi piace pensare e come tutti i rapporti di sorellanza che si rispettino si litiga, bisticcia, ma poi si ritorna sempre a ridere insieme.

Tre ore in sua compagnia sono in grado di restituirmi il buon umore, sempre. E questa settimana ne avevo proprio bisogno di queste nostre chiacchiere rumorose.

-Ah ma dimmi, a uomini come siamo messe? Guarda rallento anche per godermi la risposta,spara!

-Oddio, ancora con sta storia, lo sai che odio le invasioni del mio spazio vitale,mi spavento e se qualcuno prova  a superare il confine alzo muri sempre più alti che manco Trump col Messico…

-Si ma dico, quando la superiamo questa cosa, donna? E poi fammi capire, se alzi i muri vuol dire che più di qualcuno ha provato a scavalcare recentemente… Mmmm, interessante!! Dimmi tutto, chi sono questi coraggiosi?

-Accelera e smettila di blaterale! Mi fai venir voglia di rotolarmi giù dalla macchina in corsa. Ora mi son ricordata perché ci vediamo a scadenze trimestrali: perché sei pesanteeeeeee!

-Se se come vuoi, comunque non me la conti giusta e prima o poi ti accaserò, lo sai no, è la mia missione della vita ormai!

E lì rabbrividisco, lei è capace di tutto. Però non posso far a meno di ridere. Purtroppo siamo ai momenti dei saluti. Un ultimo abbraccio volante, mentre cerco le chiavi nella borsa e ci diciamo Grazie, grazie perché mi ricordi ogni volta che nulla è impossibile e non c’è cosa di cui non possiamo parlare. Grazie perchè mi capisci, almeno tu, e non è cosa da poco. Grazie per il caffè e il servizio taxi.

Fai la brava, mi urli mentre fai manovra.

Anche tu, ti dico di rimando.

Tanto sappiamo entrambe che non ci riusciremo 😛

 

Certi giorni così 


Sospiri pesanti. Profondi. Di quelli con cui ti sembra possibile allegerirti per un po’,una frazione di secondo in cui insieme all’aria tiri fuori ansie, paure e tutto ciò che di pesante hai dentro. Ti prendi una frazione di secondo per sentirti finalmente vuota,leggera. Sei solo tu. 

Il secondo passa e tutto torna a pesarti dentro. 

Se fosse possibile ti prenderesti per le spalle e ti daresti uno scossone, di quelli prepotenti che ti svegliano dallo stato di trance in cui ti trovi. Poi forse ti daresti un abbraccio veloce, servirebbe anche quello. Invece sei lì immobile che fissi un punto indefinito e giri meccanicamente il tuo caffè. In quello spazio vuoto davanti a te sono passati pensieri di ogni tipo,fino a diventare un luogo affollato. È la paura che ti blocca.

Ennesimo sospiro. Il caffè ormai è freddo. La paura non è passata, forse non passerà mai.

Levatemi tutto ma non il caffè


Buongiorno!!

Dal titolo avrete già capito che oggi  vi parlerò di quello che considero una costante nella mia vita lunatica e imprevedibile: l’amore per il caffè!!

sylvester-coffeeIo bevo l’equivalente di una caffettiera da 4 la mattina, tazza grande e un po’ di latte. Dopo posso dire di essere effettivamente sveglia. Senza caffè non si può stare. Nel corso della giornata però cerco di evitare di berne altri (ma non sempre ci riesco!) questo perchè comunque a periodi alterni soffro di insonnia e la caffeina non aiuta; inoltre sono spesso nervosa,nevrotica di mio e il caffè non fa che accentuare questa mia dolce sfumatura del carattere 😛

Comunque adoro il caffè in tutte le varianti e ne ho sperimentate diverse. Nel portafoglio tengo un chicco di caffè portafortuna, me lo hanno regalato all’Expo a settembre e ho così potuto suggellare questo mio grande amore: un chicco di caffè l’ho visto simbolicamente come un diamante per una coppietta di innamorati. In realtà me ne hanno regalati due ma uno era da assaggiare e quindi sì, me lo sono mangiato ehehehe

Ho bevuto il caffè a Napoli ed il detto il caffè solo a Napoli lo sanno Fare è una realtà: giuro era buono,buono,buono e forse io ero condizionata da questa storia che non puoi andare a Napoli e non prendere il caffè ma oh,era buono davvero troppo. E non so spiegarvi perché era così buono da doverlo preferire ad altri ma lo era. Per cui credeteci!!

Comunque oggi leggevo questo articolo su Il Messaggero dove si parlava di caffè in cubetti: praticamente in Spagna si sono inventati queste caramelle con tot grammi di caffè all’interno,miscelati con integratori e cose varie che dovrebbero sostituire secondo loro la classica tazzina di caffè pomeridiana o post pasti e giovare alla nostra mente.

ORA io dico MA SCHERZIAMO? Il caffè al bar,a casa,alla macchinetta in fondo al corridoio o dove volete non si può sostituire con un equivalente in caramella.

Il caffè per me è sacro, è un rito,è una scusa per ogni occasione: dire ci vediamo per un caffè è trovare un pretesto per rivedere qualcuno e stare ore a parlare in caffetteria con quella tazzina in mano a giocare con lo zucchero rimasto sul fondo; farsi un caffè a casa e perdersi nel tintinnio del cucchiaino fino a che il liquido nero non diventa abbastanza freddo per essere bevuto e nel mentre tu hai riflettuto su chissà cosa,è come se il tempo si fosse fermato per quei minuti; la pausa caffè è una scusa buona per tutto, dallo studio al lavoro, ogni attività può essere interrotta senza remore se c’è il caffè di mezzo.

Insomma il caffè non è solo un piacere è una costante della vita,almeno della mia, ma penso un po’ anche della vostra e non può essere ridotto tutto alla meccanicità e alla velocità di un morso alla caramella.

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Io adoro le Alpenliebe al caffè ma non scherziamo, bere caffè è tutt’altra cosa. E’ un insieme di molte altre cose.

Per non parlare del profumo del caffè: quell’aroma inconfondibile che riporta alla mente chissà quanti ricordi. Dai,non ci credo che non avete nemmeno un ricordo o un aneddoto legato al caffè.

Fatto sta che l’America finanzia questo progetto che sembra essere una vera innovazione ed io spero di non scovare mai gente con questi cubetti in tasca o di essere invitata per un caffè e vedermelo offrire seduta stante sul pullman, in stile detto fatto.

Comunque pare sia una vera innovazione adatta alla vita frenetica che conduciamo; vorrei sapere con tutte queste innovazioni che ci fanno risparmiare tempo poi noi con i minuti extra accumulati ma che ci facciamo?! 😛

Ok basta,ho finito l’elogio del caffè; e che la forza del caffè sia con voi in questa pigra domenica!

Buona giornata

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