Stesso mare, stessa spiaggia… E una me diversa.


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I piedi affondano nella soffice sabbia del bagnasciuga che viene costantemente sommersa dall’acqua cristallina e tiepida. Il vento sembra spingermi verso il sole. Cammino avanti e indietro per un lungo tratto di spiaggia con andatura lenta e composta. Seguo il ritmo del mare. Onda passo onda passo. Il rumore del vento porta con sé acqua, sale, un sibilo inconfondibile eppure sempre diverso. Sono immersa nella lettura del romanzo che ho scelto di portare con me stamattina. Leggo, cammino, mi godo il luogo. Attimi perfetti, dovrebbero essere infiniti. Incontro poche  persone che mi schivano con aria divertita, altri son incuriositi. Per me non c’è nessuno, siamo solo io il libro e il mare. Cammino e leggo come se fosse la cosa più naturale del mondo, come se non avessi fatto altro per tutta la vita.
Son tornata al punto di partenza, alzo gli occhi dal libro e il mio sguardo si incrocia con quello di un giovane bagnate. Sorride, sorrido. Può indugiare quanto vuole sulla mia figura non mi importa, al mare si deve essere liberi di apparire sinceramente imperfetti senza paranoie inutili. Passo una mano tra i capelli sconvolti dal vento: Il caldo non ci dà tregua, decido tuffarmi nell’acqua trasparente, non per sparire o nascondermi bensì per esser parte per un attimo di questa vera bellezza.

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Sentirsi ok


In alcuni giorni evita gli specchi o qualsiasi superficie sia in grado di restituirle una qualsivoglia immagine di se stessa. In altre occasioni perde tempo a specchiarsi ovunque, soppesa col lo sguardo ogni centimetro di sé, con aria critica ma non solo. Capita anche la giornata in cui una veloce occhiata le basta per sentirsi ok, sono le occasioni in cui scende a patti con se stessa e con quello che è, si accetta malgrado tutto, se ne fa una ragione e prosegue oltre,sa che le va bene così,senza mentirsi.
Ma Sentirsi ok non è facile, lo aveva capito. La bellezza se riguarda noi stessi diventa un meccanismo mentale,ormai lei lo sapeva, nulla poteva farle cambiare idea se non la sua stessa mente. Eh, ma alla testa non andava quasi mai di collaborare. E così ogni giorno è diverso, ogni volta si sveglia con una nuova conspevolezza di sé o con qualche insicurezza in più. Ed il cambiamento è repentino, improvviso, inarrestabile. Chissà se un giorno tutto questo si fermerà ed allora non farà più caso a nulla,per davvero. Chissà…

Ottobrate Romane


-Ma come, abiti a Roma e NON sei mai stata lì?

Eh,Roma è una città immensa, nel senso che è bellissima,sì, ma anche nel senso che è grande,grandissima. Tantissimi quartieri,vie,viuzze; monumenti,musei,angoli importanti e viste mozzafiato; ogni sampietrino sembra poter raccontare una storia, ogni scorcio ha il suo passato da rivelare; per non parlare di quanto del presente stia comunque arricchendo la città(non sempre e necessariamente in meglio,ahimè,ma per fortuna c’è anche del recente che sa di bello). Insomma, credo sia difficile se non impossibile conoscerla a fondo tutta; malgrado ciò io ci sto provando,la scopro pian piano,pezzo pezzo, sia nei monumenti più importanti che nelle particolarità sconosciute ai più(me compresa).

Difficile è da spiegare come mai sebbene io abiti così vicino a questa grande città non sia mai stata prima ai Musei Vaticani: fatto sta che fino a domenica non avevo avuto modo di vedere lo sfarzo e la bellezza custodite gelosamente oltre quelle mura. Perché c’è da dire che i prezzi spesso sono proibitivi,inoltre la città è letteralmente invasa di turisti ogni giorno,indipendentemente dal periodo dell’anno e quindi tu che sei di zona ti dici ” Vabbé,poi ci andrò,tanto abito qui,non è un problema, quando voglio parto e lo raggiungo“. E questa è una mezza bugia perché poi finisci sempre per vedere altro,visitare qualche punto opposto a quello prestabilito e magari passano anni prima che tu possa spuntare anche quel piccolo quadrato dalla tua personale lista “cose da vedere”. Per ogni cosa vista se ne aggiungono altre da voler scoprire,inevitabile. E a chi mi dice con aria stupita, o peggio con tono di derisione o delusione, “Pfft,ma sei lì e perché non sei mai stata in tal posto,assurdo!” io rispondo che Roma non è stata costruita in un giorno e quindi non sarò io a visitarla in tempo record!!

Domenica mi sono fatta ben 3 ore di lunghissima fila per riuscire ad entrare ai Musei Vaticani ed è stato faticoso,stancante,a tratti esasperante(sapete,la gente sa essere insopportabile,a prescindere dalla sua nazionalità o provenienza; la maleducazione e la scorrettezza non seguono confini geografici!). Malgrado ciò sono entrata e beh, valeva la pena di tanta fatica. La bellezza è qualcosa che colpisce il cuore. La guardi con gli occhi ma ti coinvolge a pieno, ti avvolge interamente. E lì dentro si è completamente abbracciati dallo sfarzo,dai colori accesi,dal luccichio e da ciò che è antichissimo e allo stesso tempo così attuale,così vivo,vero. Eterno. Cammini per lunghi corridoi tappezzati di arazzi,stucchi dorati su alti soffitti,finestre aperte su un cielo azzurrissimo e su una città che vista da lì offre il suo profilo migliore! Attraversi una dopo l’altra sale che ospitano ciò che di più bello l’uomo sia riuscito a creare (ed i Papi ad accaparrarsi o a commissionare!) fino a raggiungere la Cappella Sistina, che conclude la visita ed è la stanza forse più piena  sebbene non ci sia nessun tipo di arredo a completarla,la più attesa ed anche la più apprezzata: sei lì dentro insieme a molte altre persone e non sapete dove guardare,siete tutti con la testa all’insù,finalmente vicini al capolavoro di un artista che per anni è stato studiato sui libri di arte e in quel vociare accanto a te senti che ognuno riconosce un dettaglio,ricorda una di quelle informazioni incamerate ai tempi della scuola e che all’improvviso di fronte all’opera vera e propria riaffiorano alla mente. Ma in realtà non serve essere esperti d’arte o ricordare nozioni dettagliate, perché quello che è raffigurato nella Cappella Sistina non va spiegato va solo osservato,lascia a bocca aperta tanto è perfetto,da così vicino riesci a vedere i dettagli,le figure che sembrano sculture 3D, la tridimensionalità di un dipinto è qualcosa che le foto non riescono a rendere. Espressione stupita,occhi che ruotano velocemente da un punto all’altro cercando di soppesare e memorizzare ogni angolo di quella stanza altissima e così ricca. Esci da lì un po’ frastornato ma sicuramente soddisfatto.

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I Musei Vaticani Sono luoghi affollatissimi,ovviamente, e sembra di non aver abbastanza occhi per vedere tutto,esaminare ogni oggetto esposto,ogni arazzo o dipinto che ricopre le altissime pareti o che decorano intere stanze; le foto non rendono giustizia a ciò che potrete vedere all’interno perché offrono solo un fermo immagine di un dettaglio che andrebbe in realtà ammirato nel suo insieme. Non so se siete mai entrati oltre le mura Vaticane, se avete varcato la porta Dei Musei o cosa voi abbiate visto e apprezzato di questo luogo però posso assicurarvi che una volta uscita da lì io mi sono sentita fortunata, fortunata di aver potuto vedere un luogo del genere,di aver visto da vicino la bellezza di ciò che un po’ appartiene a tutti noi. Abbiamo molto da difendere nel nostro Paese e molto da ammirare. Almeno questo concediamoglielo.

 

 

Riflessione del giorno


Oggi, mentre leggevo ho trovato questo paragrafo

Le cose che non ti piacciono di te sono la tua parte più bella.[…]

Non hai bisogno di cambiar nulla per poter essere amata. Non potrai amare nessun altro se non ti vuoi bene così come sei.

 

e nell’arco della giornata l’ho riletto una o due volte e ci ho ripensato su.

Sarà vero? Forse si,d’altronde Stiamo sempre lì a cercare di apparire più belli, più simpatici, più spigliati, meno imbranati…

E in realtà speriamo che la gente si innamori delle nostre imperfezioni, dei capelli sempre fuori posto, del nostro dire la cosa giusta al momento sbagliato, delle nostre espressioni indecifrate, del mangiarsi le unghie quando siamo sovrappensiero…

Però allo stesso tempo mi chiedo: è possibile che noi perdiamo tempo a odiare ciò che siamo, come appariamo, sogniamo di essere sempre un po’ più magri,alti,intraprendenti,belli… e poi basterebbe amarsi per rendersi conto che qualcuno ci ama per gli stessi motivi per cui noi ci odiamo?

A me sembra paradossale, di quelle frasi fatte che se sei un po’ bruttina te le dicono per convincerti che sei passabile, che non devi abbatterti!, che malgrado tutto hai un qualcosa di cui essere fiera anche tu. Robe da buonismo utopistico. (Che poi diciamocelo, sentirsi dire malgrado tutto non è mai piacevole!!!)

Insomma,personalmente sono arrivata alla conclusione che Romanticamente parlando questo è un argomento assai valido ma la parte di me più severa ed arcigna storce il naso e mi dice “bellissime parole ma no, non si può fa’! Nun ce cascà!”.

Per cui sono grata a queste poche righe lette oggi per la delirante serie di riflessioni che  hanno fatto scattare nella mia testa ma non sono ancora pronta ad amare proprio tutti,tutti i miei difettucci e a credere che siano il mio punto forte…

Penso comunque che ci sia sempre tempo per migliorare in tal senso. Alla fine è vero che se non ti piaci tendi a nasconderti, che a certi dettagli che a noi sembrano difetti poi ci si affeziona… Però è dura eh?!

Tra il dire il fare…

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Di desideri e sciocchezze…


Vi dico che non sono brava a fare foto e ve lo dico come introduzione al resto perché mi sembra doveroso informarvi. Voglio parlarvi di ciò che ho visto ieri ma sta volta non mi basta descrivervelo, avevo voglia di farlo vedere in maniera più concreta.

Insomma era a Tiburtina, in quel via vai di pesanti valigie accompagnate da persone veloci e spaesate, in quel caos tutto Natalizio che contraddistingue le stazioni centrali… Anche se poi a Tiburtina è sempre un po’ caos con la sola differenza che non ci sono le lucine Natalizie, le sporadiche decorazioni ecc..

Da ieri è ufficialmente Natale anche per me *-* Insomma il mio periodo di crisi esistenziale è accantonato, il miracolo di cui vi accennavo qualche post fa si è avverato, Ho avuto UNA GIOIA e insomma mi godo questa strana sensazione, misto di felicità e stanchezza…

Ma dicevamo, ero in Stazione per prendere il treno – che ho perso perché sono stata letteralmente rapita da negozi e dalla cara libreria- ed entrando il mio sguardo guizza tra una vetrina e un immenso albero di natale, grande, grandissimo, che arriva fino al soffitto della stazione, posizionato accanto alla vetrata.

Curiosa mi avvicino con sorriso ebete perché a decorare l’albero non ci sono le solite pallocche colorate, fiocchi o quant’altro… Ma fogli, una marea di fogli, scritti a penna, a pennarello, colorati, strappati da qualche pagina di agenda o giornale, in bella o brutta grafia, di quelle veloci appuntate senza appoggio o di quelle composte e ordinate…

ADORO. Mentre attendevo la mia amica mi sono messa a spulciare tutti babbo_rennequei biglietti e tutti erano indirizzati a  LUI, l’uomo del momento, BABBO NATALE del nostro cuor.

Insomma dei messaggi che ho letto alcuni erano geniali e divertenti, altri romantici, qualcuno anche sconclusionato.E allora mi sono detta, ma perché non scrivere anche noi un bel biglietto?! In realtà non sapevamo bene cosa chiedere,probabilmente perché da anni non scrivevamo più letterine al CaroBabboNatale e quindi ne è uscito un biglietto strambo, un po’ comico un po’ scemo, sicuramente nel nostro stile. Anche senza firmarlo sarebbero potuti risalire a noi due 😛

Ho scoperto che questa abitudine di lasciare sugli alberi di Natale bigliettini e quant’altro è molto diffusa, anche a Termini è così e lo stesso vale per l’albero che hanno posizionato a Sapienza, sotto la Minerva: tutti a scrivere i loro desideri, a mettere nero su bianco il pensiero del momento per far ridere i passanti o perché scherzando&ridendo ci si crede veramente e si spera che chi di dovere lo legga e provveda a ricompensarci.

Chissà come e quando è nata questa abitudine,se si può considerare tradizione o se semplicemente ha avuto inizio per caso e si può parlare di moda del momento.

Voi che avreste scritto su un albero così?!

 

Il nostro sciocco biglietto è quello in pessima calligrafia,scritto  su carta non bianca ,poggiata ad una colonna in maniera frettolosa.

“Caro Babbo Natale,

Magre mai, lo abbiamo capito! Mentre noi mangiamo, regalaci un viaggio destinazione… OVUNQUE!”

Sì,noi siamo di quelle che non rinunciano al cibo,piuttosto accantonano la chimera della magrezza; siamo felici e rassegnate 😉 Per cui ci siamo buttate su una richiesta che è paradossalmente più facile da esaudire.

In più,se dovessimo mai fare un viaggio inatteso nel nuovo anno,sapremo chi ringraziare.

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Spontaneità,alla base della giusta alimentazione


Personalità studiate a tavolino. Pose plastiche,innaturali. Sorrisi falsi. Individui concepiti per piacere e non per piacersi.
Sembra di incontrare automi non persone con testa,cuore,idee e sentimenti…
A me piace essere scompigliata dalle emozioni, sentirmi viva amando,odiando… Mi piace rischiare di essere brutta o magari apparire simpatica in base alla smorfia del momento.

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Insomma, davvero, magnatevela un’emozione!
Corretelo il rischio per una volta; mettete il naso fuori dalla vetrina in cui vi siete chiusi!

*Ogni tanto vien voglia di urlarglielo a quelli lì , sbaglio?!*

Luoghi del cuore


Olbia, Sardegna

Olbia, Sardegna

Questa estate ci mette a dura prova: dieci giorni che sono in Sardegna e il mare l’ho visto solamente ieri. Il mio adorato mare, la mia spiaggia solitaria…Non mi rendo conto di quanto mi manchi il mare finché non arrivo a toccare con i piedi la sabbia e l’acqua cristallina e mi chiedo tra me e me “Ma come ho fatto tutti questi mesi senza?”.

Una volta lì non mi interessa più della prova costume,dei chili un po’ qui o un po’ lì, della poca o della troppa abbronzatura: siamo solo io e il mare.

L’odore del mare entra fin dentro i polmoni,inspiro profondamente come a volerne portare con me il più possibile.

A fine giornata si rientra :salsedine sulla pelle, un’abbronzatura imperfetta e sabbia ovunque ma soprattutto la bellezza negli occhi(e nel cuore) 🙂