(No)Word(s)


Sapete perché mi piace scrivere? Perché presuppone un informarsi, un aggiornarsi, una ricerca continua e dissacrante di termini, notizie, dati certi o incerti e poi il lavoro di assemblaggio, il modo tutto personale con cui questo insieme di parole prende forma e va a creare la propria idea, il proprio modo di raccontare la storia.

Questo vale sia per i post personali che per gli articoli più seri. C’è sempre uno studio dietro, un’elaborazione che porta alla scoperta di qualcosa di nuovo. Anche un semplice sinonimo può fare la differenza, per l’articolo e per l’archivio mentale della persona che lo scrive.

Ci si arricchisce creando.

E questo è tutto molto bello fino a quando non ti ritrovi su Word a buttar giù righe e righe di un articolo da spedire entro la scadenza imminente, pensi – cerchi – elabori immersa nella serietà del momento fino a quando non rileggi l’ultimo paragrafo scritto e ti accorgi che inavvertitamente il computer ti ha evidenziato una correzione, scrivevi di fretta e avrai invertito delle lettere così che lui ha pensato bene di correggere il tuo impreciso “andiamo sul banale” in un elegantissimo “andiamo sull’anale!”.4p6uyda

Quanto è bello scrivere e scoprire che anche Word si prende gioco di te, eh? EH?

Questo è ciò che accade quando ti prendi troppo sul serio.

Storie di una povera scribacchina.

Ridete pure ma con moderazione, vi prego!!

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I diversamente tranquilli


“Come stai?!”  “Sto benissimo,grazie!”

A un primo sguardo mi credereste anche. Ma un’osservatore più attento noterebbe subito le unghie smangiucchiate, faccia stravolta, la mia gamba che non si ferma un attimo in preda a chissà quale tic nervoso, e per finire,cos’è quella cosa tra i capelli?!? Ah si una matita!! Ecco l’immagine dell’ansia fatta a persona. Però ripeto, solo per attenti osservatori. Che poi è strano come il nostro corpo ci mandi in ogni maniera possibile segnali di cedimento ma niente: se noi nella nostra testa decidiamo che stiamo bene, stiamo bene. Non c’è verso di ammettere il contrario. Personalmente,quando mi capita di intestardirmi così contro me stessa, l’unica cosa che posso fare è nascondermi dietro alla frase:

“Non sono io a essere in ansia, è il mio corpo che non mi sta più dietro come una volta!! Non regge il ritmo” 😛

 Ecco.Questo è l’identikit del diversamente tranquillo: all’apparenza in pace con il mondo, ma in realtà nevrotico, ansioso, costantemente sovrappensiero e in preda a tic incontrollati. Ma tranquilli, non è contagioso e soprattutto è una situazione temporanea. Bisogna lasciarci vivere per un po’ nella nostra imprevedibilità, prima o poi torneremo “normali”.