Il mio San Valentino


L’email che trilla, penso all’ennesima notifica inutile, non aspetto messaggi importanti.

La apro distrattamente ed invece scopro che oggi è San Valentino e che Ibs.it mi omaggia di una carta regalo per festeggiare la giornata dell’amore con me. Con cuoricini annessi, of course.

Mi scappa un mezzo sorriso. Le mie labbra riscoprono la curvatura all’insù.

Corro a spulciare il loro sito online, riempio il carrello di libri e poi farò una cernita. Ora sono troppo euforica per decidere con criterio.

Festeggio l’amore corrisposto: io amo la libreria Ibs.it e loro amano me, evidentemente. Gli sarò immensamente grata e prometto di fare buon uso della loro Happy Card.

img_4556

Ed Happy lo sono stata veramente, mi ci voleva uno sprazzo di gioiosità. Non è una cifra esorbitante, intendiamoci, però era un regalo inaspettato che la lettrice (single) incallita che risiede dentro me ha apprezzato! Mi si son comprati con poco, se così vogliamo dire 😛

Mi sento in dovere di sostenere che Il mio San Valentino è differente. (Con risata compiaciuta annessa)

Annunci

E se il Principe Azzurro è Svenuto, noi lo ridestiamo!


[Post scritto a quattro mani da SognidiRnR e Bloom2489]

Cari avventori misteriosi del web, poco tempo fa siete arrivati qui su Esetidicessiche e Di Punto in Bianca digitando su Google “il principe azzurro è svenuto”: sappiate che ci avete turbate e non poco.

27783037_10211389312674809_1990981528_n

La scorsa settimana, tra le statistiche di entrambi i nostri blog, ha fatto capolino questa frase!

Che si trattasse di una richiesta di aiuto o una semplice ricerca di informazioni, noi ci siamo alquanto preoccupate e non abbiamo potuto fare a meno di pensarci su ed arrovellarci a proposito.
Ovviamente noi non abbiamo mai nemmeno vista l’ombra di questi Principi Azzurri, figuriamoci principi svenuti. Mano sul cuore giuriamo di non nasconderne nemmeno uno tra i nostri post!
Tuttavia ci è venuto in mente che forse non cercavate un principe in particolare, ma un rimedio ad un suo eventuale svenimento e allora ci siamo ingegniate e qualche soluzione vogliamo provare a darvela, almeno non avete fatto un viaggio a vuoto fin qui.

I675qJk

Eh sì, parliamo a voi utenti ignari, diamo pure un senso alle vostre ricerche, e dato che disponiamo solo di parole da queste parti, le usiamo al meglio! Prendete nota:

1. Baciatelo come se fosse Biancaneve : magari funziona, il bacio del vero amore è miracoloso, e si sa, le favole dicono che si risolva tutto così. Tentar non costa nulla.

2. Prendetelo per la gola. Mettetegli sotto il naso qualche leccornia, il cibo rimette al mondo e risveglia tutti i sensi. Che sia un vostro manicaretto o una pagnottella improvvisata, il risultato non cambia! Se invece risultasse uno non dedito al buon cibo e non dovesse funzionare beh, liberatevene subito, ma non del cibo bensì del Principeeee: se non si ama il cibo non si può stare insieme! LE BASI.

3. E’ risaputo: gli uomini tendono ad esser teatrali, un mancamento e si sentono morire. State serene, si riprenderà prima o poi.

4. Dite la verità, siete state voi ad aggredirlo per farlo vostro? GENIALI. Vi abbiamo capite subito: risvegliatelo con uno scossone amorevole e fategli credere di avergli salvato la vita. Non potrà fare a meno di voi e delle vostre cure (Se avrete dubbi (ri)leggete il numero 3 : mancamento = moribondi! Hanno bisogno di coccole). Insomma sarete le eroine! Mica varrà solo per la versione maschile, no?!

E non finisce qui, perché abbiamo pronto per voi un’ulteriore elenco di rimedi imperdibili! Seguite questo ——-> link <——- e approderete nel blog della mia partner in crime.

Da Sognidirnr e Bloom2489 è (quasi) tutto; vi aspettiamo nell’altro post!

Cose che succedono


Un periodo complesso. Una brutta notizia se ne tira appresso un’altra, senza sosta. Cerco di non pensare a un problema e nel mentre me se ne presenta un altro. Anche la mente non collabora, perdo il contatto con me stessa, con il mio corpo. Trasfigurare dentro e fuori. Poi quando si è sotto pressione si tende a vedere sempre tutto un po’ più tetro del dovuto…

Ieri mentre guardavo video random su youtube, nel disperato tentativo ti intrattenermi senza dover pensare, mi son imbattuta in questa frase:

“Non ti preoccupare, d’altronde son cose che succedono. E succedono solo ai vivi!”

Ad un primo ascolto mi è sembrata una cosa banale da dire o da sentirsi dire eppure, riflettendo, ha un suo significato niente male.

Succede solo ai vivi! Se non accadesse più nulla, se non ci fosse più alcun squilibrio su cui barcollare, beh, significherebbe che non si è più vivi. (Ehiii, Non vi toccate!!!! Era solo per spiegare il concetto, non siate scaramantici)

Dunque: Barcolliamo ma non molliamo. E’ così che deve essere, anche questa volta.

 

Qualcosa non va…


… Ma il problema potrei essere io!

Traccia: Giorno 1 di Saldi e già so che li ricorderò per quella sciarpa che sembrava un pantal….ehm no… il pantalone che sembrava una sciarpina!

Svolgimento: Mi aggiro tra gli scaffali cercando di schivare bambini che giocano e donne missile; non so nemmeno perché mi ostino a entrare in questo negozio dato che non c’ho comprato mai nulla ma tant’è… Ad un certo punto in tutto questo marasma il mio occhio capta un color verde smeraldo! Mi avvicino con fare sospetto poi mi illumino “Toh, che bella. Una sciarpa morbida come la volevo io!” Allungo la mano sulla stampella e lì mi rendo conto che quello che ho davanti è una sorta di pantalone con strato di veletta ricamata, una specie di calza spessa- ma non troppo, che starebbe male a chiunque ma specialmente a me!! Mi guardo intorno: per fortuna nessuno mi ha visto con questa cosa striminzita in mano; ma ancor meglio nessuno mi ha sentita chiamare dei pantaloni sciarpa! 

Conclusione: non fanno più le sciarpe di una volta… O forse dovrei dire pantaloni? 🤔 Ad ogni modo, come cazzo si veste la gente, secondo questi?!

Postilla finale: io rimango la solita svampita ma questa volta “shopping edition“. 😅

2 Gennaio 2018


Lo smalto rosso sbeccato è il simbolo silenzioso della festosità che ci lasciamo alle spalle. Vien via con un colpo di acetone, lasciando un alone impercettibile; ma noi sappiamo che c’è stato. Una Yankee Candle color vinaccia si scioglie lentamente al calore della fiamma; dolce odore di frutti rossi si sparge per la stanza; passa dal naso per avvolgerti all’interno. Una coccola invernale. La lampada della scrivania è accesa, i fogli sono sparsi ovunque, i libri aperti. Una coperta blu notte è posata sulle gambe accavallate. 2 Gennaio 2018. La quotidianità che si stiracchia e riprende vita. 

” Mia cara Riccioletta, in questa nostra terra arida se vuoi trovare un po’ di poesia ti conviene iniziare a scriverne!” 

Dal libro in lettura quest’oggi, La verità ,vi spiego,sull’amore di Enrica Tesio.

Mai citazione mi sembrò più appropriata 🙂

Pulizie di fine anno


Me ne sto seduta a terra, scompigliata di fronte a un cestino pieno di cartacce; circondata da fogli, penne, cassetti rovesciati, agende. E’ fine anno ed io mi dedico alle pulizie. Riordino per paura di star ferma; in realtà ho anche paura di dimenticare, da sempre. Allora per esorcizzarla me ne sto qui seduta a ripercorrere il mio anno, fatto di appunti, date, scontrini, libri e incontri-scontri. O semplicemente Vita. Ci lamentiamo sempre del negativo, viviamo nel maiunagioia, eppure, quando arriva il momento dei bilanci a me vengono sempre in mente le cose belle per prime. Le foto migliori, gli istanti più divertenti; sarà che le cose negative pesano e restano ancorate sul fondo mentre la felicità è briosa, leggera, impalpabile e si diffonde volando.

A Capodanno si volta pagina e si riparte da capo, sempre noi ma con annualità differente. Per alcuni è solo questione di numeri, io con quei segni non son mai andata d’accordo, quindi non può essere solo contabilità, non mi va di ridurre tutto a lista sterile di avvenimenti. A me piace pensare che le mie giornate non siano schematizzabili: il mio anno non è facilmente etichettabile, è un fitto intreccio di emozioni e avvenimenti che non possono essere decontestualizzati, hanno senso solo se rimangono uniti tra loro; un intreccio di bellezza e tristezza, delusioni e conquiste. Non vorrei che per la foga di voltar pagina buttassimo via ciò che ancora serve; io ad esempio so che anche i ricordi più pesanti (quelli incastrati sul fondo) vanno custoditi. 

Il Capodanno è cambiamento rimanendo immutati, è volersi dare una possibilità; sfruttiamo l’occasione per fare progetti senza sembrare dei sognatori mai cresciuti. In questo periodo dell’anno tutto è concesso o così pare. Non so cosa aspettarmi, non dall’anno 2018 di per sè ma dalla me del 2018; so per certo che avrà bisogno di ciò che ho imparato fino a qui, da qualcosa bisognerà pur partire, per il resto chissà…

Dunque, che sia fatto di festeggiamenti o vissuto in solitaria, io vi auguro una buona fine e miglior inizio!

Grazie per questo anno di parole, risate, confessioni e chiacchiere.

Sussurrando parole altrui


Voi leggete mai ad alta voce? Sussurrando le parole, non necessariamente urlandole ad una platea immaginaria.

Io no. Leggo a mente, come si suol dire: gli occhi vispi che accarezzano silenziosamente le parole, sfiorandole ed assaporandole al giusto ritmo, intonandole solo nella mia testa., sentendole così solamente mie. Oggi però mi sono imbattuta in un passaggio del libro di Alessandro D’avenia, Ogni storia è una storia d’amore, in cui si parlava di Guido Gozzano e Amalia Guglielminetti ed ho sentito la necessità di dare voce alle loro parole: non mi è bastato assaporarle con la mente, le volevo soppesare una a una, sentirne il sapore e l’effetto che facevano una volta uscite dal libro e arrivate all’orecchio. Ho scoperto che il loro non era un amore convenzionale ma un unicum creato appositamente per far coincidere i cuori di due poeti in maniera più o meno corretta. L’amore si sa non è perfezione e questo libro me lo sta insegnando pagina dopo pagina: si può amare in modi diversi, ogni storia è a sé ma non per questo l’amore vale meno. Non conoscevo questi due autori prima di incontrarli nel libro di D’avenia e come loro ignoravo molti altri che nello stesso vengono citati, è il bello della lettura conoscere qualcosa di nuovo e curioso; devo dire però solo con questa coppia ho sentito la necessità di parlare, di dare voce alle lettere che si scambiavano, forse per dare una forma a questo flebile e strano amore; o semplicemente perché non riuscivo a tenere solo per me quello che stavo apprendendo, andava assimilato diversamente. Un corpo è troppo poco per contenere i sentimenti di due amanti.

imagesComunque ne ho preso nota, approfondirò la conoscenza di questi due innamorati stravaganti, così abili nello scrivere e nel rincorrersi. Per adesso li ho cercati su Google, dopo esser entrata con invadenza nella loro corrispondenza d’epoca mi sembrava il minimo riuscire a dar loro un volto.

 

Peccato non aver trovato foto di qualità migliore ma da quel poco che si vede non erano male: le parole con cui li ho conosciuti gli calzano a pennello, secondo me 🙂