Cit.


In questi giorni, con la complicità dell’ansia da sessione, mi sto nuovamente dedicando al recupero forsennato di puntate di Grey’s Anatomy, visione rigorosamente notturna. Sono alla fine della decima stagione e mi sono imbattuta in questa citazione qui.

“Scopriremo cosa è andato storto e poi proveremo ancora e falliremo ancora, perché il progresso è fatto così. Il progresso è fatto di molti fallimenti. E puoi dispiacerti, perché è triste, ma non puoi abbatterti.”  

Come spesso accade le parole ci colpiscono in maniera diversa a seconda dei periodi in cui le incontriamo. Per quanto mi riguarda penso che sia proprio un bel concetto quello espresso da Meredith. E’ così: puoi fallire, è inevitabile, e ci starai male – eccome! – ma non per questo puoi passare il tempo a piangerti addosso, ritenta! Ho pensato che valesse la pena scriversela, per i momenti bui da sessione d’esami e non solo.

mHo deciso di prenderne nota, ché non solo le citazioni dei libri val la pena segnare. E la metto anche qui su queste pagine virtuali perché magari fa bene anche a voi leggerla, per i vostri momenti bui.

 

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E a noi non resta che luccicare


Un luccichio sulla pelle, alla base del collo. Toh, eccone un altro, è lì impigliato tra gli intrecci del maglione. Qualcosa brilla all’angolo del tuo occhio. Forse anche tra i capelli. Sono microbrillantini che dalle decorazioni son finiti ovunque. Si sono aggrapati a ciò che incontravano, non erano pronti a esser riposti con tutto il resto negli scatoloni. Non avevano voglia di spegnere la eccessività magia delle feste.

Ed io me li tengo questi luccichii, mi aiutano a ricordare che anche se alla fine l’epifania tutte le feste porta via in noi rimane sempre qualcosa a ricordarci ciò che è stato.

Non è tutto routine, qualcosa brilla, incastrato nella quotidianità e forse vale la pena buttarci un’occhio di tanto in tanto 😉

Anche nei primi lunedì dell’anno che, diciamocelo, di tutto sanno meno che di gioiosità.

Duemiladiciotto


I libri letti, 45 per 12 mila pagine circa. Gli incontri con gli autori, le dediche sui libri e la gratitudine nel cuore.

Gli addii dolorosi e inaspettati, le lacrime, la paura, la rabbia, il broncio tenuto su per giorni.

Le conferme. Le amiche, le risate interminabili, il condividere tutto.

Le disavventure, le gite fuori porta, il Molise e l’accoglienza; sentirsi bene.

Il mio mare, tutto intorno a me cambiava ma lui era lì immutato, pronto ad abbracciarmi.

Sì, gli abbracci, pochi ma buoni, fondamentali, inaspettati, un appiglio necessario.

Le parole, quelle scritte forse poche e quelle dette sempre troppe, fino a rimanere senza fiato.

La mia Roma, i musei, le passeggiate, i parchi, i pranzi fuori, l’università.

IO. Soprattutto io, due lettere che racchiudono tutto il 2018, perché in me porto i cambiamenti, i ricordi, tutto il necessario ma anche il superfluo perché non riesco a buttar via niente, conservo tutto, non si sa mai cosa possa servire nel nuovo anno.


Non è mai come ce lo saremmo aspettato ma non per questo si smette di voler vedere come andrà. 

Ricorrenze


Sono ancora in tempo per gli auguri vero?! Io dico di sì. Le giornate di Natale sono sempre veloci, tutta attesa e frenesia, poi volano via in un soffio, tra una risata e un brindisi rumoroso. Spero abbiate passato momenti felici, che siano stati in compagnia di una famiglia numerosa o sul divano con coperta e buon film, importante è esser stati bene, un po’ più del solito.

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Una notifica oggi mi ha ricordato che son passati sei anni da quando ho dato vita a questo piccolo angolo di parole e sorrisi tra sconosciuti – diventati amici di blog. Penso di essermi fatta un grande regalo aprendo Esetidicessiche, ho scoperto che anche quando non si ha nulla da dire al mondo là fuori si ha qualcosa da scrivere qui.

Buon Santo Stefano! 😘

Tutto molto bello!


Cielo grigio. Pioviggina quel tanto che basta a bagnare te ma non l’ombrello. Il treno in ritardo di 5 minuti che diventano 10 e poi 15 tanto che alla fine non sai se ti prendono in giro o semplicemente era previsto il ripasso delle tabelline questa mattina. Però si scusano per il disagio, eh, è importante!

Quando finalmente si sente il rumore del treno non sai se è vero o lo hai sognato. La gente si accalca non so con quale forza d’animo… Io mi accodo e prendo posto vicino al finestrino. La temperstura del vagone è, nemmeno a dirlo, impostata su inferno, manca l’odore di zolfo e poi siamo a posto. Mi siedo e sento un rumore secco: è il sedile che si affossa un po’ troppo! Probabilmente non reggerà il mio peso e finirò col culo a terra prima di arrivare a destinazione, dando il colpo di grazia alla mia autostima.

Voi ricordatemi così: cicciona e arrabbiata; entrambe le cose grazie a Trenitalia!

Domande lecite


– Ma cos’ha in testa una come te?

– Capelli e perlopiù spettinati…

… Il resto, eh, quello non è dato saperlo! Anche perché c’è un groviglio di pensieri che mi portano poi ad avere quest’aria stralunata un po’ indecisa. Son lì che prendo decisioni sbagliate o forse decisioni giuste ma per motivi sbagliati. E mi ritrovo a cambiare strada, senza dar retta al navigatore che sta là e borbotta ma alla fine insieme ricalcoliamo il percorso, non ci fermiamo mai. E ne usciamo, oh sì che ne usciamo da questa strada sterrata intrapresa per sbaglio, e arriviamo a destinazione. A tempo nostro. Prima o poi.

– Ma di che parlavamo, scusa? Capelli! Sì, in testa ho molti capelli e poco più. 😌

Accec… Ehm… Accarezzata dal sole!


Tra le mani una tazza grande di caffellatte poco zuccherato. Il barattolo dei biscotti campeggia sul tavolo e avrà sicuramente la meglio su di me. Fare colazione tardi vuol dire che il sole è già alto, messo in posizione perfettamente opposta alla mia. Chiudo gli occhi e mi godo il calore mattutino: raggi caldi, brillanti, che a differenza di quelli estivi sono piacevoli in questo dicembre da poco iniziato. La televisione è accesa ma non riesco a vederla, accecata come sono da questo bagno di sole; non mi va di spostarmi per cui resto qui immobile: con un orecchio ascolto il telegiornale, con l’altro i miei pensieri. Per un attimo sono in due posti contemporaneamente.

Il sole bacia i belli e acceca i brutti, così dicono; facciamo che per oggi accarezza un po’ tutti ché io non accetto baci da sconosciuti, soprattutto quando non riesco a metterli a fuoco perché momentaneamente accecata e non ci vedo! E non dico altro. Stupidi modi di dire nemmeno troppo velatamente offensivi 😝