Lì nel tempo

Gennaio si era rivelato un mese di chiusura: apre l’anno, lancia nuove sfide, riempie di aspettative ed invece in quel caso aveva solo tolto, portato via per sempre, chiuso capitoli bellissimi.

Febbraio nella sua brevità non era riuscito a recuperare; pochi giorni che sembrano sempre infiniti in cui succede tutto e niente; dopo tanto dolore non te lo sa dire nemmeno lui come stare, boh, –Come stai? lo sai?No, non abbiamo avuto tempo di scoprirlo

Marzo, il mese pazzo, era risaputo. Niente andava come doveva e l’attimo dopo stupiva perché a lui andava così, non chiedeva il permesso, non seguiva delle regole. Piove e poi fa caldo ma se gli va il giorno dopo torna il freddo e fa anche nevicare. E quindi lei si sentiva in diritto di esser triste e svuotata un giorno e svampita quello appresso, felice. Perché se c’era una cosa che insegnava marzo era proprio essere imprevedibili. Essere felice è un tuo diritto ma non un obbligo e se vuoi piangi, urli, ti incupisci, le nuvole tornano a coprire il cielo e una risata le spazzerà via all’occorrenza.

Aprile era vicino, il mese delle giornate che si allungano e le temperature che si rialzano. Avrebbe portato con sé la primavera, il germogliare della vita, il calore sulla pelle che pian piano si scopre. Ma una parte di lei sarebbe rimasta in un perenne inverno, nulla l’avrebbe intaccata, chiusa lì nel profondo, in silenzio.

Oh Aprile, sì lo aspettava  ma con le mani in mano, ancora indecisa su come sentirsi. Aveva fatto di marzo il suo cavallo di battaglia: essere in perenne bilico, quella volta più che mai.

Almeno tu, Aprile, non avresti chiesto, già sapevi.

4 di 12. Continua…? Probabilmente sì, forse no.

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10 pensieri su “Lì nel tempo

  1. Judith ha detto:

    Mi è piaciuto moltissimo questo pezzo. Ma la frase che più ho preferito è stata “essere felici è un diritto, non un dovere”. Ed hai proprio ragione…

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  2. 3 di 12 non essere malfidente verso aprile 🙂
    Il tuo testo mi hai richiamato alla mente una citazione di flaubert
    “L’ avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge”

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