Ossimori di quotidianità

La mattina si specchia: conosce le sue rughe una a una, le sue imperfezioni eppure si ostina a guardarsi. Lo sguardo accarezza il riflesso di quella figura che ogni giorno appare uguale a se stessa ma differente. Oggi chissà che imperfezione troverà e chissà cosa le piacerà. La mano passa tra i capelli scomposti, le piacciono ma non tollera che non siano mai in piega, belli come quelli delle altre. Le altre. Sa che non contano i paragoni, che ognuna ha la sua bellezza e personalità eppure i confronti sono inevitabili, per le strade ci si studia a vicenda, misurandosi con lo sguardo, soppesando ogni dettaglio. Poi si torna nelle proprie convinzioni. A suon di Chissenefrega detti con incerta convinzione.

Si trucca quel tanto che basta a sentirsi al sicuro da sguardi impertinenti anche se poi è fermamente convinta che non sarà una riga di matita a cambiarle la fisionomia, acqua e sapone sempre. Senza problemi, no?!.
Si nasconde in quei “non ho niente” urlati al mondo perché in realtà vuole che siano gli altri  a capirla senza doversi sempre spiegare. Adora parlare eppure sa benissimo che i silenzi dicono molto più di quel che sembra, servono a mettere alla prova gli altri. È a favore del dialogo eppure colpisce a suon di silenzio. A questo pensiero è inevitabile sorridere. Si trova a pensare che le piace essere indipendente e comunque vorrebbe sentirsi al sicuro, accanto a qualcuno che la spalleggi. Non perché ne abbia bisogno solo perché le piace e col tempo ha imparato la differenza tra le due cose.
Sembrano controsensi ma il realtà sono piccole sfumature di significato che rendono tutte noi così imprevedibili e confusamente Donne.  Lei come le altre e allo stesso tempo come nessuna. Cliché che si attaccano come etichette alla dicitura donne eppure ognuna di loro riesce a renderli unici e fastidiosamente divertenti. Oh, lei è fermamente convinta di essere arcigna e irresistibilmente simpatica. Altra incongruenza. Altra risata cristallina che risveglia quell’essere bambina che ogni tanto fa capolino da quell’impeccabile adulta che è col tempo diventata! Un’ Adulta- bambina. Ossimoro della quotidianità che se ne va in giro  portando appresso questo inestimabile bagaglio.

Questo E’ un brano che prende ispirazione dalle donne della mia vita, quelle che sento più vicine e al contempo simili a me.

Con questo post partecipo molto volentieri al contest “Leggere non è peccato” ideato da Silvia e Nadia e che in questo secondo anno è incentrato sulle contraddizioni femminili, come avrete ormai capito. A questo link troverete le istruzioni per partecipare, votare e i premi in palio. Avete tempo fino al 2 settembre per proporre il vostro testo. Buona fortuna a tutti! 

 

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2 pensieri su “Ossimori di quotidianità

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