Le passioni sbiadiscono come il ricordo di chi era con noi ad alimentarle?

Ero immersa in une delle mie pause lettura, quei momenti che mi prendo durante la giornata per interrompere ciò che stavo facendo (oggi era studiare) e concedermi dieci minuti per riprendere fiato leggendo uno o due capitoli del libro che mi fa compagnia in questi giorni… Mentre leggevo son incappata in questa frase :

“[…] Ora che non stiamo insieme Chi si occuperà di tutte quelle parti di noi che diciotto anni fa è stato l’altro a inventare, che per anni è stato l’altro a tenere in vita?”

Ed ho interrotto la lettura per rifletterci un po’ su, è una delle domande che mi pongo spesso anche io. Quando frequentiamo qualcuno, che sia per amore o amicizia, le vite finiscono per intrecciarsi e sebbene ognuno mantenga la propria unicità e personalità si finisce comunque a conoscere le passioni dell’altro, si entra in punta di piedi in nuovi mondi e si scoprono interessi diversi dai nostri che poco a poco finiscono per essere anche nostri. E’ un processo lento, non avviene sempre e non accade perché si è obbligati o costretti, semplicemente si viene inglobati dalla quotidianità altrui e così scopriamo cose che non avremmo mai fatto probabilmente se non avessimo conosciuto quella persona. Ma quando l’amicizia o l’amore finiscono che accade a quelle passioni che ci avevano accomunato? Svaniscono come la relazione che ci univa? O rimangono con noi come a ricordarci per sempre quella persona che ormai abbiamo in qualche modo perso?

Personalmente non so bene come funzioni. Mi chiedo spesso se nelle vite altrui sia riuscita a lasciare un piccolo segno del mio passaggio, un qualcosa di positivo che faccia ripensare a me con un sorriso o che dopo le liti e i malumori riesca comunque a far sospirare un “beh, per quel che è durato è stata comunque uno spasso”.

Ho sempre temuto che in realtà le passioni condivise lo fossero solo per finta, per necessità. Sapete quelli che pur di farti contenta ti dicono che gli piace quello che fai, quello che pensi ed iniziano con l’imitarti solo per stare con te, per far finta di essere compatibili? Brrr, da brivido. Qualche volta mi è anche successo: pensavo di aver trovato qualcuno con cui condividere passioni e pensieri in tranquillità ed invece ho scoperto che era tutta finzione, sotto sotto c’era solo voglia di conquistare la mia attenzione, copiare, primeggiare o nei peggiori dei casi c’era invidia… Eh si, ho frequentato brutte persone, che tocca fa’?! Mi facevo abbindolare con poco, ora son solo più diffidente.

Personalmente io conservo passioni che ho scoperto di avere grazie a mie amicizie passate; interessi nuovi che pian piano mi hanno incuriosita e ho reso miei, approcciandomi alla novità in un modo tutto mio. E quando mi capita di fare qualcosa che prima apparteneva a un noi mi ritrovo a pensare “ti sarebbe piaciuto, chissà se sei venuto anche tu qui…” e tra me e me sorriso, per quell’attimo lì i rancori svaniscono, le liti vengono dimenticate, i torti subiti accantonati, rimane solo un po’ curiosità malinconica e sì, quel momento lì mi vien da pensare “beh, ci siamo divertite tanto, è stato uno spasso, malgrado tutto”.

Non sempre però son riuscita a portare avanti ciò che mi legava a qualcun altro e così è rimasta nel passato una parte di me che non era solo mia ma anche di qualcun altro e che non ha trovato modo di farcela da sola. Non l’ho dimenticata, semplicemente l’ho messa da parte per far spazio ad altro, penso che nulla possa durare per sempre ed è giusto rinunciare a qualcosa che non abbia più ragione d’esistere.

Quindi per rispondere alla domanda del libro direi che sebbene alcune parti di noi siano state messe insieme da altri siamo perfettamente in grado di coltivarle da soli, senza ostacoli o paure; di altre invece faremo a meno, come quando si tagliano i rami secchi per permettere ai nuovi germogli di crescere allo stesso modo permettiamo a noi stessi di evolverci di trovare nuovi input e nuovi mondi da scoprire. L’importante secondo me è non annullarsi mai per nessuno e ricordarsi che siamo sempre un io pensante ed autonomo anche quando si è parte di un noi, dobbiamo saper conservare noi stessi e così facendo non ci ritroveremo mai troppo persi, sapremo sempre da dove ricominciare o come continuare, perché no?!

 

P.S.  Io mi chiedo spesso se tu leggi ancora dopo quella volta che ti ho trascinato in libreria e travolto dal mio entusiasmo ti eri fatto convincere a comprare qualcosa dicendomi “Da quando parlo con te ho iniziato a pensare che la lettura non sia poi così noiosa”. E tu leggi ancora Vanity Fair come eravamo solite fare il mercoledì ad ogni sua uscita e trovi ancora soprannomi alle persone come facevamo sempre in una sorta di linguaggio in codice per cui finivamo per non ricordarci più quali fossero i nomi veri? E tu, sì proprio tu, vedi ancora i film da maschiaccio che mi piacciono tanto, quelli con le armi da fuoco e gli inseguimenti, le battute malvagie e i buoni che son quasi cattivi ai quali ti eri convertita con entusiasmo e grande stupore? Queste sono alcune delle più frequenti domande che mi pongo io quando ripenso alle mie frequentazioni passate; ovviamente non hanno risposta certa e quindi mi piace pensare che sia del tutto affermativa o quasi. 🙂

 

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15 pensieri su “Le passioni sbiadiscono come il ricordo di chi era con noi ad alimentarle?

  1. Demonio ha detto:

    Mai farei qualcosa che non mi piace e mai vorrei che qualcuno facesse finta di aver gusti simili.Se c’è questa premessa è facile in un eventuale dopo continuare a conservare quelle passioni comuni. E se finiscono è solo per una ragione legata alla perdita di interesse ma di cui l’altra persona non ha responsabilità!

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    • La penso così anche io: senza vero interesse non è passione è finzione. Poi quando scopria la menzogna lo vivi come una sorta di tradimento…
      Invece sulle passioni mozzate non parlei proprio di responsabilità altrui, è più dovuto al fatto che mancando la complicità dell’altro determinate cose non ci entusiasmano più come prima, in solitaria ci si sente persi a volte. Ad ogni modo, penso sia tutto molto soggettivo 🙂

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  2. Sono domande che vengono anche a me! E il desiderio di lasciare qualcosa di noi negli altri… Quanto hanno lasciato a noi. Ma purtroppo, come dici anche tu, spesso potevano anche essere solo legami finti, per interesse, dove non c’era allora un reale ascolto. Triste.

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    • Le relazioni a volte finiscono, le amicizie si dissolvono nel nulla con clamore o silenziosamente… Questo con il tempo l’ho imparato però mi piace pensare che quando si stava insieme non fosse tutto finto, che rimanga comunque un bel ricordo e non si rovini tutto con l’ultima uscita di scena. Penseranno ancora a noi o non ci accarezzano nemmeno più con il pensiero? Chissà. Onestamente scoprire che alcune relazioni erano solo basate su finzione e bugie alla fine mi ha ferita, ci son stata male. Però mi capita in momenti di lucidità di riuscire a scindere da tutto questo solo il meglio e dire “beh io ero vera, la felicità provata in quei momenti anche e quindi forse ne è valsa la pena”. 🙂 Per il resto ci rimane solo il dubbio e un po’ di amarezza.

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    • La capacità che ha la mente di separare il bello dal brutto è davvero un gran dono! 😀 In fondo non bisogna lasciare che gli accadimenti negativi guastino il buono che c’è stato. Buona giornata 😙

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  3. Mi cogli su un tasto dolentissimo. Primo, perché è appena finita una frequentazione. Niente di serio, però ne sono dispiaciuta. Secondo, perché io ho davvero una paura fortissima di perdere le persone che hanno avuto un qualche significato per me. Mi sento come un’entità fluttuante in un vuoto senza fine. Ovviamente il problema è lasciare quel “mondo” in cui finisco per farmi coinvolgere, o vedere quel posto vuoto affianco a me mentre faccio le mie solite cose.. Perché poi se una persona davvero ti ferisce, ma proprio sul serio, come potresti rivolerla indietro? E’ quel che si condivide ad essere perso, quel che ci manca.. Come quando finisci un bel libro e girando l’ultima pagina il mondo ti sembra orribile e senza senso. Chi ama leggere conosce quella sensazione di vivere per un po’ in un’altra realtà. Quando conosciamo qualcuno accade più o meno la stessa cosa.
    Adesso mi sento come se avessi appena finito un libro bellissimo e dal finale che non condivido del tutto.. Forse però l’unico più adatto a quel tipo di storia.
    Più si fanno esperienze e meno ci si lascia coinvolgere al punto di perdere se stessi. E’ fondamentale avere sempre un punto da cui ricominciare…

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    • A me purtroppo è capitato molto spesso per cui capisco benissimo la sensazione che descrivi… Mi è capitato di esser delusa da persone che consideravo amiche, mi è capitato anche che finissero rapporti con persone che consideravo più che “famiglia”, pilastri della mia vita… E lì per lì ti senti spaesato, stenti a credere che sia possibile, il posto vuoto lo continuo a percepire anche dopo anni. Però poi l’amor proprio è quello che ti manda avanti e con il tempo ho imparato a separare ciò che di bello mi ha legato a certe persone dal male che mi hanno fatto in seguito. Passano anni prima che la rabbia e la delusione affievoliscano ma accade… E certe cose che si condividevano muoiono inevitabilmente con quei rapporti, altre riescono a sopravvivere malgrado il vuoto ma quello che penso io è che l’importante sia salvaguardare noi stesse. Il vuoto della mancanza lo percepiremo sempre ma importante è che non manchi mai il nostro vero io. E a volte per proteggerci evitiamo di metterci in gioco ma non mi sento nemmeno di dire se sia giusto o sbagliato perché credo che ognuno di noi sappia cosa sia meglio per sé, quando varrà la pena enci sentiremo pronte il coinvolgimento sarà totale e nemmeno ce ne renderemo conto!
      (Scusa ti rispondo solo ora ma son stata lontana dal blog in queste settimane!! 😘)

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      • Quel nostro vero io finisce per perdersi e nemmeno ce ne accorgiamo… Io tendo a mettermi da parte pur di comprendere e trovare una strada per continuare ad amare qualcuno. Adesso penso che alla fine le persone possono sempre scegliere e se scelgono di non vivermi, conoscermi io non posso farci niente. Proprio niente.
        Avevo intuito, figurati 🙂

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      • Io da sempre ho giustificato chi mi stava a cuore, dando spiegazioni anche ai comportamenti che non avevano scuse, poi però finisco per chiudermi a riccio. Ho un limite di sopportazione labile e alla fine se dico basta non torno indietro. Taglio di netto i rapporti. Solo così riesco a salvaguardarmi. Stare con gli altri vuol dire anche questo: esser pronti a tutti, è un rischio. Sempre. Su questo non ho più dubbi ormai; nemmeno esser diffidenti ci salverà!

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