Biscotti rubati

Avete presente quando in casa si fanno i biscotti e in poco tempo in ogni stanza si diffonde quell’odore dolce, che vi avvolge come un abbraccio, entra dal naso ma vi riempie la pancia?

I biscotti vengono sfornati, la teglia è bollente, approfittate di un attimo di distrazione di chi è indaffarato in cucina e ne rubate uno, non potete attendere, è più forte di voi. E’ un fagottino ancora caldo, la Nutella all’interno non si è freddata. L’istinto vi direbbe di dargli un morso ma l’esperienza e qualche bruciatura lontana vi fermano per tempo. Ne prendete un boccone con le mani e lo fate freddare, poi lo addentate. Lì si compie la magia. E’ buono, ovvio, il profumo non mentiva.

Gli zuccheri fanno il loro dovere,la felicità passa per un biscotto.

Ecco, certe giornate vanno proprio così,con un biscotto rubato e la gioia effimera di un secondo. Non sarà molto ma è ciò che abbiamo e ce lo godiamo. Un attimo di pausa in una malinconica settimana.

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24 pensieri su “Biscotti rubati

  1. I biscotti sgraffignati in quel modo sono ancora più buoni, hanno la magìa del proibito.
    Scottano un pò … ma vuoi mettere?
    Buon inizio settimana, un abbracci0 ♥

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  2. Erik ha detto:

    ti faccio una domanda tralasciando l’oggetto del post… ma cogliendone una sfumatura che colgo spesso e che mi lascia sempre con la stessa domanda in testa…

    hai scritto “la gioia effimera di un secondo. Non sarà molto ma è ciò che abbiamo”:

    ma secondo te cosa ci porta a dire sempre così?? quasi distrattamente.. cioè qual’è il valore che discrimina il molto dal poco??

    la gioia effimera di un secondo..non è che a volte quel secondo rimane per un eternità? solo che ce ne accorgiamo solo per caso quando quel secondo per qualsiasi motivo ci torna in mente?? [io ora non sto mangiando biscotti, ma leggendoti ho risentito quel sentimento]

    chissà perchè siamo sempre portati a sminuire la gioia e ad accentuare i dolori??

    ovviamente le domande non si riferiscono al post ma ne prendono a pretesto solo parte delle parole per far nascere questa riflessione…

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    • Secondo me non è sminuire. Il punto è che il dolore ci avvolge completamente, che sia un piccolo pizzicotto o che sia qualcosa di più grande, beh, ci fa male, tanto, e per guarire ci mettiamo un po’, ogni ferita richiede il suo tempo. Invece la gioia è più immediata, siamo presi dalle nostre paturnie, dalle noie e malumori, dal dolore sopracitato, e poi arriva un biscotto(metaforicamente parlando), una gioia effimera in confronto a ciò che proviamo in quel periodo ma a noi non interessa, ce lo godiamo. E la gioia è puntuale, a volte dura un’istante,sicuramente lascia una traccia ma non pizzica come una ferita che sta guarendo per cui sembra che non le diamo importanza… In realtà le piccole gioie possono benissimo essere istanti che durano in eterno, non lo escludo, ma il dolore è pesante. Ce lo portiamo addosso. Le gioie sono effimere, leggere, volano via e ci piacciono proprio per quel senso di leggerezza e benessere che lasciano. Quindi non direi che tendiamo a sminuirle,per me diamo alle due cose solo una consistenza diversa. La vedo pressapoco così.

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  3. Erik ha detto:

    io concordo con te sulla consistenza diversa, ma la trovo una condizione di errato equilibrio sulla quale potremmo forse agire un pochino… 🙂

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