Riconoscersi in un rossetto.

51n6f-unx2bl

Lipstick in Afghanistan è il titolo della mia ultima lettura. Le ragazze di Kabul è il titolo tradotto (male) in Italiano. In realtà la storia è ambientata a Bamiyan e non nella Capitale Afghana e di per sé non è malvagia ma ha deluso le mie aspettative: mi sarebbe piaciuto che la scrittrice –Roberta Gately– approfondisse di più i capitoli riguardo le tradizioni afghane, la cultura e magari la condizione delle donne,la loro determinazione e la loro sofferenza. Invece di tutto ciò si viene sì a conoscenza ma in maniera sommaria, quasi superficiale. Io avrei dato maggior risalto a questi approfondimenti culturali ed evitato altro. Anche il finale è un po’ frettoloso,messo insieme in maniera approssimativa… Insomma un libro bellino ma non grandioso.

Ora, sebbene la lettura non mi abbia convinto a pieno mi ha comunque colpito, in particolare riguardo al rossetto a cui fa riferimento il titolo originario dell’opera : il rossetto nel libro diviene un punto d’incontro tra le donne occidentali e  orientali, è un accessorio fondamentale ai fini della storia, un oggetto attraverso cui passa l’amicizia, la solidarietà, il senso di appartenenza ad un genere, quello femminile, che spesso viene sottomesso e annientato, è l’oggetto simbolo di forza e bellezza,non semplice makeup ma un segno distintivo. Le donne afghane posso sfoggiarlo solo durante rare occasioni pubbliche per il resto finiscono per provarlo di nascosto, o agognarlo tutta la vita. Nel libro un piccolo tubicino di rossetto viene conservato come simbolo di speranza per le generazioni future affinché le giovani bambine di oggi possano un domani indossarlo ogni giorno e sentirsi finalmente belle, sentirsi vive e non più invisibili.

Nel mio beauty non ci sono un gran numero di trucchi, ancor meno di rossetti. E’ da pochi anni che ho iniziato ad usarlo e nemmeno assiduamente. Lo metto in occasioni speciali, quelle in cui serve una marcia in più e mi sento in perfetta sintonia con me stessa. Una passata di rosso opaco sulle labbra e sembra di poter conquistare il mondo. Non è vanità, non solo. E’ un accessorio importante, me ne sono resa conto leggendo queste pagine: a volte basta una passata di rossetto per sentirsi meglio,per essere effettivamente pronte. Può sembrare una sciocchezza, forse lo è, ma è una sciocchezza importante, non so se rendo l’idea.

Insomma, il libro non so se consigliarvelo o meno, decidete voi se leggerlo, non è comunque malaccio. Ma il rossetto, beh, voi che potete indossarlo tutti i giorni pensateci su alla prossima passata di tinta sulle labbra: è un po’ di colore di cui alcune abusano,ad altre è negato, ma in cui ognuna di noi si riconosce a suo modo.

download

 

 

Annunci

10 pensieri su “Riconoscersi in un rossetto.

  1. Non ho letto il libro che hai recensito ma tempo fa avevo letto “Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini, lo stesso autore del “Cacciatore di acquiloni”. Tratta dello stesso tema e se t’interessa te lo consiglio.

    Mi piace

    • No questa è un’altra lettura. Il libro dell’appuntamento al buio non l’ho ancora iniziato a leggere… Però promette bene, è la biografia di Caterina Sforza scritta a mo’ di Romanzo da una sua discendente del XXI secolo. Insomma, Personaggio di cui so praticamente nulla ma che sembra avere molto da dire, mi incuriosisce stando alle poche righe che ho sbirciato😄 ne parlerò in un post prima o poi.

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...