Neologismi

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Dopo gli Anglicismi, parole inglesi che sono entrate prepotentemente nei nostri discorsi,sostituendo nostre parole o traducendo ciò che in Italiano non esiste, adesso la lingua dello stivale,e non solo, deve fare i conti con le parole dei social: termini che hanno vita in conversazioni online e che finiscono per entrare di tutto diritto nel linguaggio di tutti noi,nessuno escluso. Del resto la lingua è vita ed è in continuo movimento, proprio come tutti noi.

Il nuovo articolo su —> Youpopcorn.net <—questa volta riguarda i neologismi: negli ultimi anni abbiamo acquisito diverse parole dal web rendendole di uso comune,il più delle volte è un fenomeno talmente immediato da non farci più nemmeno troppo caso. Ho provato a parlarvene in questo articolo analizzando l’evoluzione della lingua parlata presentandovi diversi esempi concreti.

Buona lettura, al link troverete l’articolo,come sempre 🙂

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10 pensieri su “Neologismi

      • Onestamente ai primi #Jesuischarlie avevo pensato fosse un modo rapido,immediato per diffondere l’idea che stavano uccidendo la nostra libertà d’espressione, che ci sentivamo parte di quella strage,colpiti nel vivo.” Anche se non mi piace ciò che dici non è uccidendoti che si risolvono i problemi.” Je suis Charlie è un po’ come dire : cosa fate,ci ammazzate tutti? Siamo tutti Charlie oggi.
        Ma come tutte le cose nate sul web lasciano il tempo che trovano e perdono di significato, diventano solo sfoggio di qualche sentimento che non appartiene a nessuno e un metodo per avere mi piace. Quindi si, è finita per essere una moda, per giunta ridicola e insopportabile.

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      • Anch’io lo pensai, anche se in realtà io non mi sentivo né Charlie né ovviamente chi gli era contro… Visti gli ultimi fatti molti hanno fatto un passo indietro infatti.

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      • Io non mi sento Charlie nel senso che determinate cose non le avrei scritte o disegnate, però fare un passo indietro riguardo il #jesuisCharlie è da ipocriti secondo me: allora eravamo solidali e appunto credevamo che non fosse giusto morire per delle vignette di cattivo gusto, nel momento in cui le vignette riguardano noi non si può augurare il male ai disegnatori o dire “vi sta bene se vi ammazzano,io non sto più con voi” è da ipocriti e pure scorretto. Dimostra che l’hashtag venne usato già ai tempi dell’attentato senza capirne il vero motivo… Il tutto è abbastanza avvilente perché sembra che sul web le persone non abbiano testa o comunque neuroni attivi per capire ciò che accade,si muovono seguendo le mode e la folla dei più popolari. E’ disarmante leggere i commenti dei vari utenti :/

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  1. Demonio ha detto:

    In sintesi penso che, al contrario del suo popolo, che è in piena decadenza, la lingua invece stranamente sia una delle più vive al mondo. L’italiano si evolve alla velocità della luce arricchendosi di continuo ed assorbendo da tutto ciò che la circonda come una spugna!

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