#PerElisa

Venerdì ho letto un articolo particolare sul blog di Matteo Gamba, Diario di Adamo, lo trovate sul sito di VanityFair. E’ arrivato nella mia Timeline nel momento più opportuno.

L’articolo si intitola #PerElisa: leggete la sua bellissima lettera. Qualcuno osa dire ancora che siamo tutti uguali?  e riporta l’email di questa ragazza,32 anni, mille lavori svolti,università ancora in corso, tante difficoltà ma ancora tanti sogni.

Ho iniziato a leggere la sua lettera per curiosità e ad ogni riga sentivo crescere in me un’empatia incondizionata per questa ragazza,per la sua storia, ma anche tanta rabbia e desolazione.

Viviamo in un mondo che non ci vuole persone con sogni,desideri,abilità proprie; siamo solo numeri in questo paese e con numeri veniamo valutati: che siano voti di laurea, anni che abbiamo, anni che abbiamo impiegato per fare od ottenere un riconoscimento, l’elenco di master e altre carte o attestati che abbiamo avuto… Tutto enumerabile ciò che conta,almeno per loro che ci osservano e valutano.

Ma non si tiene conto dei lavori svolti magari per pagarsi gli studi, non si tiene conto delle difficoltà, non si tiene conto delle peripezie o problematiche personali,non si tiene assolutamente conto delle rinunce.

E quando gli altri ti passano avanti,continuamente, ti chiedi se sei davvero messa così male,se forse sei tu sbagliata,se non stai facendo abbastanza. Malgrado ingoi bocconi amari,fai il tuo,non sei con le mani in mano,anzi… Però ti senti giudicata(male)

In quanti siamo Elisa? Perché io non ho la sua età,ne ho meno di anni, ma spesso mi sento sfinita,stanca, come se ce la mettessero tutta per farmi sentire inadatta,insoddisfatta di me stessa, inappropriata e sbagliata.

Delle volte si finisce in un limbo senza uscita e l’unica domanda che ci si pone è “ma sarò solo io a pensarla così? Sono io a essere sbagliata?”

#PerElisa è l’Hashtag con cui su Twitter ognuno di noi ha potuto lasciare un commento a questa lettera. Io vi invito a leggere l’articolo se ne avete tempo. Ne vale la pena.

 

 

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7 pensieri su “#PerElisa

  1. Grazie per aver condiviso questa lettera; da un lato è illuminante su quello che è il quadro della nostra società, che come dici bene tu è un “mondo che non vuole persone con sogni, desideri, abilità proprie” e offre poche opportunità, sia che tu sia un neolaureato di 24 o 32 anni; dall’altro lascia una sensazione di profonda amarezza, soprattutto perché, come dice Elisa stessa, situazioni così, seppur diverse tra loro, ce ne sono tante ed è difficile andare avanti, farsi forza e coraggio e mantenere l’ottimismo e la speranza. Davvero, non è per niente facile.
    Anche io ho dei sogni nel cassetto e, anche se forse non so ancora cosa mi aspetta dopo la laurea triennale, non ho intenzione di arrendermi.
    Ovvio che ci sono sempre le giornate in cui la negatività prende il sopravvento, capita a tutti, però c’è una citazione che dice “Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi”: siamo esseri umani, dobbiamo accettare le giornate no, le emozioni negative, i fallimenti, fanno parte dell’esistenza di tutti, nessuno escluso, però poi dobbiamo essere in grado, soprattutto per noi stessi, di rialzarci e pensare che arriveranno anche le giornate sì, in cui percepiremo emozioni positive, perché sceglieremo di provarle, ed i successi, grazie alla decisione di non mollare e alle nostre azioni/scelte quotidiane.

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    • Anche io penso che non arrendersi sia la chiave per poter sopravvivere a certe situazioni.. Però è dura; spesso mi sembra di essere completamente sbagliata,di non essere in grado nemmeno ad ottenere ciò che voglio,mi viene il dubbio di aver fatto scelte sbagliate ed essermi magari sopravvalutata… E’ dura quando malgrado l’impegno,la forza,la determinazione non si vedono risultati e magari chi ti circonda ti giudica o ti fa pesare le tue difficoltà molto più di quanto non fai già tu da sola. Però ovviamente non bisogna gettare la spugna,bisogna fare il punto della questione,rimboccarsi le maniche e tentare nuovamente!
      Mi sembrava doveroso condividere quell’articolo; in quella lettera ho ritrovato un po’ di me,sapere che certi crucci e problemi non riguardano solo me non è che mi abbia consolata,anzi, però mi ha dato modo di vedere le cose sotto una diversa prospettiva,mi ha quasi alleggerita di certi pensieri,per cui ben venga la condivisione,poteva essere utile anche ad altri 🙂

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  2. Grazie per l’articolo e la lettera!
    Di solito non mi lascio toccare da questo genere di lettere, perché come ha scritto la ragazza stessa nella mail “come me lì fuori ce ne sono milioni”, ma questa mi ha molto colpito, forse perché mi ha fatto tristemente rivivere molti passaggi della mia esistenza… (Sarà il nome che porta iella?? XD)

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    • L’ho condivisa proprio perché l’ho trovata particolare,non so, mi ci sono in qualche modo ritrovata anche io in quelle righe.Anche io solitamente non li leggo nemmeno articoli di quel tipo,mi intristiscono e poi non sono mai propensa a leggere le lamentele altrui in cui si tende sempre a dare colpa a qualcun’altro… Questa lettera era bella,onesta,per niente lamentosa solo tante domande e tanta amarezza!
      Comunque nooo tranquilla, io di nome faccio Jessica eppure nemmeno a me va tanto meglio rispetto ad Elisa! La sfiga ci è stata assegnata sulla fiducia 😉

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