Caro amico ti scrivo…

…cosi mi rilasso un po’.

lettera

Ieri ho iniziato ad abbozzare i primi biglietti di auguri che accompagneranno i miei regali di Natale. Ci tengo particolarmente ai biglietti di auguri che scrivo rigorosamente  a penna…Li compilo spesso prima di avere tra le mani il regalo per il destinatario. Sono quasi più importanti del regalo stesso(ovviamente solo secondo me). Raramente mancano e non sono mai uguali per tutti.

Non sono una che si lascia andare spesso a esternazioni sdolcinate o eccessive manifestazioni d’affetto, sono emotivamente stitica, se vogliamo dirla tutta. Però sono fermamente convinta che certe cose vadano dette e metterle per iscritto è più facile che dirle ad alta voce..Inoltre lo scritto lascia un segno indelebile. Spero che questi bigliettini siano riletti con il passare del tempo,ritrovati in qualche cassetto o raccolti in apposite scatole e allevino le mie mancanze, lasciando un promemoria a lunga durata.

Mi piace molto scriverli, scelgo le parole con cura, mi lascio ispirare dall’emozione del momento, li rileggo,aggiusto, decoro,scelgo la carta e l’esposizione migliore.Detta così sembro un po’ maniacale e  forse lo sono.

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A volte li imbusto in anonimi e semplici biglietti bianchi, quando voglio che le parole prevalgano sul resto. Altre volte li creo in un susseguirsi di post-it, che sono il mio personalissimo marchio di fabbrica,un mio segno distintivo(tramite post-it scrivo tutto, li lascio in giro per chiunque e per qualunque appunto personale o meno), altre volte compro simpatici biglietti prestampati in cui aggiungo un mio sintetico tocco, infine accade anche che li crei di sana pianta con cartoncini,stampe e immagini scelte ad hoc.. Ma quest’ultima è un’eventualità rara perché in quanto a doti artistiche e manualità non me la cavo assai bene.

Per quest’anno non ho ancora deciso come recapitarli,in che colore scriverli. L’altro giorno sbirciando su Instagram  ho scoperto che negli store Tiger vendono un kit per chiudere le buste in ceralacca!!! Sono veramente tentata ad acquistarlo. Sarebbe un tuffo in quel passato che tanto mi affascina e che non ho vissuto. Comunque non so se troverò tempo per questo acquisto azzardato.

Per adesso conservo in agenda le mie bozze d’auguri, è il caso che inizi a preoccuparmi anche di trovare dei regali con cui accompagnare i bigliettini.

Proprio ieri leggevo un articolo/storia in cui si parlava di regali di Natale e idee personalizzate; una frase mi ha colpito molto Senza saperlo entrambe si resero conto che il regalo migliore si compra senza pensarci troppo”Boh, sarà che io sono sempre così indecisa su cosa comprare per chi: mi piace fare regali utili,che siano adatti alla persona e allo stesso tempo piacciano a me, ché non compro mai ciò che per prima non mi abbia conquistato. Forse dovrei davvero iniziare a non pensarci troppo e farmi guidare dall’istinto del momento.

Per ora l’unica cosa facile e depennata dalla lista di cose da fare è la stesura dei bigliettini, per il resto si vedrà.

Voi ne scrivete? Vi piace riceverne? O non ci fate nemmeno caso??

Sono tutta orecchie(o forse è meglio dire occhi,per leggervi) 🙂
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23 pensieri su “Caro amico ti scrivo…

    • Eh non li scrive più nessuno. Io ne ricevo davvero pochi ormai. Quelli che ho però li conservo tutti,tutti!! Per me sono fondamentali,non mi stancherò mai di scriverli anche se forse non sono apprezzati o presi in considerazione più del dovuto…

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    • Poveraaa!! 😀 Io invece sono un disastro con i pacchetti: con carta,forbici e scotch in mano non si sa mai cosa posso combinare. I più delle volte spero sempre che alla cassa mi propongano di impacchettare loro i miei acquisti! Quando non accade creo dei veri capolavori di arte astratta: tipo pacchetti che in realtà sembrano essere stati masticati da un dinosauro e poi risputati perché indigesti 😛 Finisco per mettere lo scotch dove non serve e diventa impossibile aprire il pacchetto a colpo sicuro. Esilarante e demoralizzante allo stesso tempo

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  1. Mi piace vedere qualcosa di scritto, pure un semplice “Per taldeitali” (sono triste, lo so). Ammetto di non farli sempre, quasi mai, però sono egoista e amo riceverli, perciò mi trovo d’accordo con il tuo bel post 😀 Ciao cara!

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    • Io adoro ricevere qualcosa di scritto; quest’era digitale mi sta un po’ stretta! Ed allo stesso tempo mi piace scriverne; peccato che in proporzione sono più le cose che scrivo io che quelle che ricevo. Comunque è un’abitudine a cui non rinuncio 🙂

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  2. Che bella abitudine scrivere ancora i bigliettini di auguri ^_^
    Io non li ho mai scritti, strano penserai, una come me che ama scrivere… ma, a parte con pochi intimi, ho timore di sembrare sdolcinata 🙂
    però è una bellissima cosa ❤

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    • Penso spesso di essere Demodé con i miei bigliettini scritti a mano e a volte troppo lunghi(non sono per niente sintetica quando mi metto a scrivere.) Però dacché ricordo ho sempre scritto bigliettini: prima poche parole e disegni,poi crescendo tante,tantissime parole! 🙂 Le parole su carta,in bella calligrafia, hanno un fascino tutto loro secondo me. Come dicevo ad altri, non ne ricevo molti biglietti,è una pratica fuori moda. Quelli che ricevo li conservo e rileggo con piacere. Inoltre scriverne mi piace; penso che se smettessi di scriverne qualcuno dei miei destinatari più frequenti rimarrebbe stupito: sono una abitudinaria in certe cose 🙂

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    • Io non faccio distinzione. Ne scrivo ad ogni occasione utile.
      Però concordo con te: ci sono quei compleanni che sono scadenze fisse da anni per cui il regalo è una sfida ma il biglietto immancabile. In quei casi ha un valore aggiuntivo.

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  3. Io amo riceverli e conservarli per poi rileggerli quando ho voglia… ma sono pigra, mi piace scrivere lettere ma se devo scrivere qualcosa che so che andrà letto mi blocco, e il massimo che scrivo é “Buon natale” 😉

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    • Una sorta di ansia da prestazione?! 🙂
      A me piace scriverli perché so che in quelle poche(si fa per dire) righe riesco a dire molto di quello che magari nel quotidiano non dico… Senza essere per forza sdolcinata,spesso ne scrivo di ironici,tra le righe si legge il necessario. Le uniche volte che ho il blocco dello scrittore è quando devo scrivere biglietti per matrimoni o cerimonie, magari senza nemmeno conosce bene i destinatari o non avendo la giusta confidenza. Ecco, le frasi di circostanza o da occasione mi stanno strette. Lì non riesco a essere granché originale.
      Rileggere i biglietti ricevuti è un toccasana in certe giornate dall’umore indefinito!

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  4. Non posso che essere d’accordo con te. Mi piace riceverli e mi piace scriverli, anzi per me il regalo consiste essenzialmente in quello: biglietti scritti di proprio pugno, perché anche se l’inchiostro sbiadisce col tempo e i beni materiali si consumano, le parole tatuate sul cuore rimangono.

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