Desideri grandi…come Post-it

Mi ero ripromessa di non tediare nessuno con i miei racconti da sono tornata da un bellissimo viaggio ora ve lo racconto t u t t o nei dettagli.  NO. Volevo anche evitare di finire come quegli amici odiosi simpaticissimi che tornati da un viaggio ti mostrano tutte le loro millemila fotografie interessantissime.

Io sono dell’idea che un viaggio tanto può essere amato da chi lo racconta e allo stesso tempo tanto può essere odiato da chi lo ascolta. È inevitabile : io fin troppe volte mi sono trovata a sbadigliare di fronte a interminabili racconti di viaggi mai vissuti.
Allora mi sono chiesta sempre che cosa di un viaggio attiri l’attenzione e cosa no…Insomma cosa avrei voluto sapere io da quei viaggiatori entusiasti?! E la risposta ce l’ho: le curiosità. I dettagli.
E allora eccomi qui, a scrivere questo post-anti-noia.
Una chicca del mio viaggio. Almeno dal mio punto di vista!

Riflettevo su come siamo sempre tutti presi dal voler comprare o comunque avere un Souvenir che ci ricordi che siamo stati in quel determinato posto, che abbiamo vissuto quella determinata emozione, un oggetto che sia come uno scrigno dei ricordi più belli di quel viaggio. Almeno così faccio io. Ma col tempo mi sono anche resa conto che non solo mi piace riportarmi a casa il ricordo di un posto visitato, mi piace anche avere la possibilità di lasciare in quel luogo un segno del mio passaggio. Come un patto del tipo “io non scorderò te…ma nemmeno tu ignorerai me!”. Certo, non sempre è possibile. Ma quando si ha l’occasione è bene approfittare. Per questo, girando tra le meraviglie di Expo, sono rimasta affascinata dall’idea del Guatemala, all’interno del cluster del caffè : una immensa parete con su scritto esprimi il tuo desiderio seguita da una marea di post-it colorati o pezzetti di carta con su scritti messaggi di ogni tipo, dalle calligrafie più disparate e lingue più differenti…
Non ho resistito. Ho preso la mia agenda e con matita titubante ho scritto il mio desiderio(o forse erano due); ho osservato attentamente la parete e ho trovato il punto in cui avrei lasciato il segno del mio passaggio .

image

Non so se il desiderio si avvererà,ma aver lasciato la mia firma su quella parete,insieme a quelle degli altri,mi è piaciuto. Mi ha fatto sentire partecipe. E soprattutto in questo modo non smetterò mai di provare ad avverare quel certo desiderio….e se si avvererà saprò chi ringraziare 😉

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28 pensieri su “Desideri grandi…come Post-it

  1. Chissà cos’è… no, non dircelo che altrimenti non si avvera.
    Nel frattempo di ringrazio per aver acceso la curiosità che per ora.. e forse per taaaanto tempo non potrà essere sanata 🙂

    Buona domenica sera 🙂

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  2. Erik ha detto:

    non ho mai capito chi sostiene il contrario, non ho mai capito chi dice che i desideri non si avverano, non ho mai creduto che un desiderio non si possa avverare, ne ho mai capito il senso di pensarla così….

    se esiste anche una sola minuscola possibilità per un desiderio di avverarsi, soltanto credendoci (e non costa nulla) potrai far si che quella piccola e minuscola possibilità possa divenire realtà…

    e se non andrà così, dentro di te, credere in quella piccola briciola avrà prodotto sempre una vibrazione, un emozione, forse non sempre positiva, felice ma pur sempre viva… e sarà stato sicuramente meglio che il nero e vuoto silenzio del nulla…

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    • Quello che scrivi è vero…Si dice che crederci non costi nulla,però io penso che in realtà decidere di crederci costi e pure parecchio: ci vuole determinazione, coraggio…Che sia positivo o meno vale comunque la pena provarci. Insomma non si ha la certezza della buon riuscita però privarsi preventivamente della possibilità mi pare sbagliato. Ecco, i desideri possono eventualmente non realizzarsi però non lo si può sapere se non ci si prova e se non si dà alito a quella minuscola possibilità che invece diventi realtà! In ogni caso siamo d’accordo: meglio lasciare spazio a un’emozione e rischiarne le conseguenze piuttosto che sopportare “il vuoto silenzio del nulla”

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      • Non saprei… Secondo me costa a prescindere, la differenza sta nel fatto che se ti viene naturale sopporti meglio o comunque sei motivato, se invece così non fosse allora finisci per “cedere al peso” e rinunci precocemente 😉

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