#NoExpo : chi si nasconde dietro chi?

Da ieri non si parla altro che di manifestazioni,scontri, inaugurazione, expo e distruzione di Milano. Lo so che sono un’ennesima voce del coro ma secondo me è giusto parlarne o condividere opinioni se lo si fa con cognizione di causa e senza rimanere nascosti dietro sterili commenti. Le immagini della distruzione della città di Milano stanno facendo il giro del paese e non solo: sui social tramite l’ hashtag #noexpo e #noexpo2015 girano pareri di personaggi più o meno famosi, le immagini degli scontri che trasmettono le tv o che arrivano direttamente dai presenti a Milano. Io credo fermamente nel diritto allo sciopero: è giusto manifestare, dimostrare il proprio dissenso e farlo pacificamente. E lo accetto anche quando non condivido il pensiero dei manifestanti. Ciò che trovo vergognoso è accostare l’idea di manifestazione a quella di vandalismo, distruzione, lotta e guerriglia di strada. Non lo ammetto, non è giusto. Il mondo non si cambia imbrattando vetrine, distruggendo cartelloni o urlando il proprio dissenso per strada ma tanto meno si può salvare il paese dalla corruzione distruggendo una città, dando fuoco a auto, rompendo vetrine, imbrattando muri di edifici e rovesciando cassonetti.

Già ieri i manifestanti, notate bene,non BlackBloc, i manifestanti ,che protestavano contro l’expo parlando di corruzione, mafia, lavoro sottopagato e quant’altro, hanno imbrattato e rovinato vetrine della città appartenenti a banche e altre strutture affiliate all’organizzazione dell’expo rivendicando questi gesti come segno di protesta e non vandalismo!

fedez

L’elenco degli edifici che i #noexpo hanno vandalizzato giustificando l’accaduto come protesta mirata. Lo stesso Fedez, al centro di diverse polemiche, l’ha condivisa sulla sua pagina Twitter.

Ecco, io mi chiedo come distruggendo vetrine, edifici e imbrattando muri e cartelli del’expo si risolva il problema della corruzione, del lavoro sottopagato, della mafia collegati all’expo. A che pro fare vandalismo?! Perchè secondo me le vetrine rotte e le scritte nere fatte con le bombolette non sono altro che vandalismo!

Quello che invece sta accadendo oggi è ben più grave: si è andati oltre il vandalismo, è distruzione. Una vera e proprio guerra di strada: fuoco e colonne di fumo nero che si alzano verso il cielo,caos. Ai manifestanti si sono aggiunti i Black Bloc: una cinquantina, un centinaio, non si sa bene quanti siano gli individui incappucciati, vestiti di nero, con i volti coperti che brandiscono bombolette, armi, bombe carta e fanno loro la città. Queste persone si sono mischiate ai manifestanti, non sono i NoExpo, sono distruttori che come spesso accade durante le manifestazioni approfittano della situazione per creare distruzione. Non hanno ideali, non è una protesta la loro e soprattutto non hanno motivazioni: nulla può giustificare il loro operato e nessuno dovrebbe tentare di difenderli. Veniamo al punto: leggendo giornali, Tweet e altri pareri si nota come la popolazione si sia divisa in frazioni con pareri discordanti, spesso assurdi. Ma in pochi fanno notare quanto sia sottile la linea che divide i BlackBloc dai manifestanti #noExpo. Molti polemizzano dicendo che “non bisogna generalizzare” e io sono d’accordo, non si deve mai fare di tutta l’erba un fascio ma penso anche che sia necessario analizzare i fatti e non farsi manipolare dalle informazioni che ci giungono senza rielaborare le nozioni con la propria testa. I manifestanti avrebbero dovuto allontanarsi dalla protesta, ritirarsi e dissociarsi ampiamente dai distruttori  di Milano, dagli atti di vandalismo e invece ciò non è stato fatto. Questa confusione ha creato un fiume di notizie e informazioni non precise, una confusione sul chi-ha-fatto-cosa. Probabilmente perché questa infiltrazione ha fatto comodo anche ai manifestanti… Che allora tanto pacifici non erano; non tutti perlomeno…

E’ questa la provocazione del titolo “chi si nasconde dietro chi?” : i distruttori tra i manifestanti o i manifestanti che fanno leva sui distruttori? Probabilmente non se ne verrà a capo, fatto sta che la distruzione rimane, Milano è una città che agli occhi di tutti risulta ferita e noi TUTTI pagheremo le spese di queste proteste. Ma notate bene il problema ormai non è neanche “chi pagherà tutto questo?” come vogliono far credere in molti: a pagare siamo tutti, come paese,come cittadini.

Ne rimane una città distrutta senza alcun motivo: l’Expo è stata inaugurata, chi doveva speculare lo ha fatto, chi ha dato mazzette è stato ricompensato, i capoccia non sono stati minimamente intaccati dalla protesta…

Allora che dite, vale la pena tanta distruzione? Che cosa si è ottenuto?

E io mi indigno tanto per la corruzione quanto per il vandalismo: sono due modi diversi per distruggere il nostro paese, l’uno non esclude l’altro ma non sono necessariamente collegati.

L’Expo doveva essere un modo per dare lavoro, risollevare l’Italia, mostrare il meglio e farci scoprire agli occhi del mondo. E’ una grande opportunità, che probabilmente non è stata sfruttata al meglio ma non è tutto perduto: rimane un grande evento di rilevanza mondiale e che senso avrebbe smantellare tutto e farne una colata di cemento(come propongono in molti?!).

Non sono tra quelli che vorrebbero sabotarla, non comprando i biglietti per parteciparvi ma capisco il loro punto di vista: all’Expo si associa per forze di cose il peggio di questa società. Io penso solo che ormai siamo in ballo, vale la pena proseguire e vedere come andrà: ha delle potenzialità e non è detto che non ci sia nulla di buono. Era un’occasione di rivincita per il nostro paese e distruggere Milano adesso,a cose fatte, non servirà che a peggiorare l’immagine pessima che già abbiamo dato di noi.

PicMonkey Collage

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34 pensieri su “#NoExpo : chi si nasconde dietro chi?

  1. Sono molto d’accordo con le tue conclusioni, soprattutto quando dici “E io mi indigno tanto per la corruzione quanto per il vandalismo: sono due modi diversi per distruggere il nostro paese, l’uno non esclude l’altro ma non sono necessariamente collegati”. Entrambi gli atteggiamenti sono un tratto distintivo dell’immagine odierne del nostro Paese, violento e corrotto.

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    • Purtroppo è così.Sono due facce della stessa medaglia: la feccia del paese. Però sembra che ci sia sempre qualcuno pronto a difenderli con i se e con i ma… Io penso che mai come in questo momento bisognerebbe prendere una posizione ferma e contrastarli.

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      • Io partirei dal basso: se nemmeno noi “del popolo” sappiamo distinguere tra giusto e sbagliato allora come possiamo pretendere di fare fronte comune contro quelli al potere? Finiremmo per togliere i corrotti e mettere al potere i distruttori di questo tipo…

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      • Ovviamente no, era giusto un esempio enfatizzato per dire che secondo me dovremmo essere noi cittadini i primi a stare “nel giusto” per poter poi occuparci in qualche modo del resto…Anche secondo me quelli visti ieri più che distruggere non vogliono né sono in grado di fare altro

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      • esatto. dovrebbe partire da noi prima di tutto, condannare e ridicolizzare gente di quel tipo e proporre alternative alla contestazione, se riteniamo che le cose non vadano bene. a me invece fa tanta tristezza leggere i commenti dei contatti facebook, ad esempio, che propongono pene capitali a questa gente…della serie, paghiamo la violenza con altra violenza.

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  2. C’è giusto e sbagliato in entrambe le cose, è giusto protestare ma non distruggere, è giusto fare questo tipo di eventi, è sbagliato farsi pubblicizzare da mcdonald xD
    Speriamo che dopo non si parli dell’Expo come una perdita di tempo…

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  3. Cara io sono completamente d’accordo con te. Io sono di Genova e abito proprio dietro la piazza dov’è morto Carlo Giuliani. Puoi immaginare cosa io non abbia visto durante quei giorni.
    La macchina di mio padre, una tipo di seconda mano, presa a sprangate da “questi ragazzi pieni di ideali” … Mi chiedo se sono quelli gli ideali cosa è il resto… Incommentabile nascondersi dietro gli ideali infangando le persone che li hanno davvero per poi fare certe cose… Sono senza parole, di nuovo.

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    • Brava, si nascondono dietro ideali che non gli appartengono solo per creare disagio e distruzione… E quando leggo commenti di chi li difende o tenta di giustificarli ripenso proprio a Carlo Giuliani e ai fatti di quegli anni a Genova. Con orrore penso che la storia si ripete e noi non impariamo mai nulla. Chissà se tra qualche anno finiranno per dar ragione anche a loro fermandosi a un giudizio superficiale, nascondendoli dietro la scusa della protesta legittima in non legittima maniera!!

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      • Bravissima! Verissimo, mah non so a volte mi sembra proprio che le persone abbiano gli occhi foderati di prosciutto, ora in giro su FB leggevo che c’è anche chi critica le forze dell’ordine dicendo che si cagavano sotto davanti a 4 ragazzini e che non gli hanno fatto niente, per forza… Se li toccano poi diventano degli infami, poliziotti corrotti, e via a infamare le forze dell’ordine… Insomma abbiamo sempre il tempo di dare aria alla bocca… mah, in che società assurda viviamo. Anche io ho protestato contro l’apertura di allevamenti di visoni da pelliccia, non abbiamo rotto nulla, non abbiamo dato fuoco a niente, né dato fastidio alle persone.

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      • Esatto. Io penso che se le forze dell’ordine fosse intervenute in maniera più invasiva (e personalmente penso che fosse necessario) l’opinione pubblica avrebbe attaccati duramente e i distruttori sarebbero passati anche in secondo piano! Io credo fermamente nella libertà di manifestare il proprio dissenso ma non approvo la distruzione; si può manifestare pacificamente e se così non fosse è giusto intervenire in maniera incisiva, senza fare vittime e soprusi! Il problema è che si sputano sempre sentenze senza prima capire e informarsi a dovere…La prova la si ha entrando nei social oggi!

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      • Esattamente condivido in pieno il tuo pensiero, siamo sempre bravi a lamentarci, soprattutto delle forze dell’ordine, senza manco pensare che quei poveracci probabilmente guadagnano 1000€ al mese e rischiano pure di farsi ammazzare da quella gentaglia. Io non sono a favore della violenza, ma in certi purtroppo se non si interviene con forza questa gentaglia pensa di poter fare cosa vuole, solo che se li tocchi poi diventi un “lurido poliziotto” .
        Guarda io ho vissuto G8 come ti dicevo, sono di Genova e vivo ancora oggi dietro l’angolo di dov’è morto Giuliani. Questi argomenti, ancora oggi hanno il potere di farmi diventare il sangue acqua.

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      • Mi chiedo come sia possibile che dopo quel G8 si siano spese solo parole di rimprovero e insulti per le forze armate e non si sia mai fatto notare che comunque gli antagonisti fossero persone per nulla per bene! E oggi che non sono praticamente intervenuti tutti si chiedevano dove fossero le forze dell’ ordine e tutti a invocare la forza bruta. La nostra società non sa cosa vuole,non è in grado di capire o forse non le va di capire…Fatto sta che siamo allo sbando e se permettiamo di distruggere le nostre città è colpa nostra! Sempre.

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  4. Penso che gli atti di ieri siano criminali. Resteranno impuniti come sempre; e resterà impunito pure chi delirando, li ha definiti quattro teppistelli figli di papà. Buona serata!

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  5. Erik ha detto:

    io credo che la cosa peggiore di tutte è che questi atti, queste manifestazioni alla fine sono ritenute da alcune menti sublimi, delle “pubblicità”…

    piaccia o no sono un modo per concentrare l’attenzione sull’evento.. spargono la notizia, attirano i curiosi, alimentano il mercato ormai defunto dell’informazione e del presunto giornalismo…

    quanto gira il video di quell’individuo intervistato?? (se ci metti di mezzo una pubblicità in quel video, quante visualizzazioni garantisci? quanto paga lo sponsor?? mmm… interessante… ) invece che dargli il microfono in testa prenderlo per un orecchio e sbatterlo a tirar su un pò dell’immondizia che gira per le città… …lavori socialmente utili per cittadini socialmente inutili…

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    • Sì sono d’accordo: è tutta una forma di pubblicità! E i giornalisti, ovvero quelli che dovrebbero trasmettere notizie e informazioni in maniera etica e vera, ci giocano sopra… Cavalcano queste notizie sfruttandole a loro favore!
      Penso che il video di quel ragazzo che tanto gira per il web sia l’esempio di come questa protesta sia stata opera di persone che non avevano idee di manifestazione onesta e pacifica; persone senza ideali che vedrei bene anche io a pulire strade e essere per una volta utili a qualcosa! Quel video conferma anche come la linea che separa i black bloc dai manifestanti sia veramente labile: si sono in qualche modo coperti a vicenda, erano comodi gli uni agli altri. L’uomo medio è anche quello che osservando tutto ciò non sa dire altro che ovvietà senza senso. E’ colpa dell’uomo medio se tutto questo è ancora possibile.

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      • Erik ha detto:

        io il video non l’ho visto, ma oggi non si parlava d’altro qui in ufficio da me… il giornalismo è qualcosa che incide fortemente sulla cultura media della società..

        Accostare gli ideali alle persone che fanno vandalismo o che usano la violenza per attaccare è un qualcosa che non reggerà mai un analisi… io penso che gli ideali sono la religione moderna (versione 2.0) di persone che vivono per caso..

        l’ideale ha sempre di fondo il concetto di costruzione e mai di distruzione..

        la bilancia non sarà mai in equilibrio perchè la brava gente non ha mezzi per limitare queste persone, e chi potrebbe avere i mezzi è incastrato in un meccanismo studiato ad arte…

        purtroppo non vedo molte strade percorribili… se non quelle di madre natura…

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      • Il video l’ho visto e penso che condividerlo sia giusto fino a quando lo si analizza in maniera sensata! far diventare il ragazzo emblema della distruzione o peggio dargli visibilità per farlo diventare una star da salotto televisivo lo reputo inadeguato e ridicolo. Concordo sul fatto che il giornalismo incide fortemente sulla cultura media ma trovo sbagliato sia il modo in cui le notizie vengono pilotate dai giornalisti sia il modo in cui vengono recepite: il più delle volte è come se le persone avessero perso senso critico e capacità intellettiva, assimilano nozioni così come arrivano senza porsi problemi interpretativi.
        E’ difficile quindi sperare che la brava gente riesca a contrastare una folla di persone così poco disposte al confronto e poco aperte al mondo… Per ora nemmeno io vedo grandi alternative seppur mi piacerebbe poter credere nella possibilità di contrastare soggetti di questo tipo…

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      • Erik ha detto:

        concordo su tutto… il video o la sua condivisione sono ovviamente elementi neutri, il positivo o negativo dipende dall’uso e dal fine che la visione o la condivisione scaturirà… e in quello ogni singola persona è ago della bilancia secondo me…

        io purtroppo credo che il giornalismo sia defunto non perchè non esistano bravi giornalisti ma perchè è troppo complicato che il loro giornalismo arrivi alla massa…

        le persone hanno perso senso critico, hanno perso i riferimenti e pure il loro stesso io… io credo sia uno degli effetti voluti o non voluti della globalizzazione, se trascuri storia, costumi, tradizioni e le tue origini trascuri ogni senso dell’identità e dell’appartenenza… ciò può avere lati positivi e negativi, in questo caso credo questo sia uno dei negativi…

        personalmente l’unica strada che sento di poter percorrere è quella da genitore di educare i miei figli secondo dei parametri che possa abituarli ad utilizzare i loro mezzi, la loro testa per rispondere alle domande, risolvere i problemi e provare a creare il loro futuro…

        per questo da tempo sostengo il fondamentale ruolo della scuola e della famiglia… si parte sempre e comunque da li..

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      • E’ vero,è sbagliato il meccanismo del giornalismo moderno: si trattano tutte le notizie come se fosse gossip e dietro chi scrive c’è un mondo di accordi e politiche decisamente inappropriato.
        Comunque La penso anche io così: l’educazione deve partire fin da piccoli, scuola e famiglia sono importantissime in questo. Educazione che sia civica,di comportamento, dedita alla convivenza e all’interpretazione del mondo che ci circonda,insomma una palestra per la vita a 360 gradi.

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