Questione di ringraziamenti

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In questi giorni di transito tra una fine lettura e l’inizio di un’altra mi sono trovata a fare una riflessione. Io dei libri leggo tutto ciò che contorna la storia in sé per sé. : la dedica(che considero immancabile),l’indice(con rapida occhiata), talvolta l’introduzione e soprattutto i ringraziamenti.
Adoro i ringraziamenti. Non so, tutti quei nomi che in un modo o nell’altro hanno permesso che quel libro fosse stampato così. Nomi a cui non sempre si può dare un volto e di cui non sempre viene specificato il compito svolto.
A volte nei ringraziamenti troviamo un elenco di parole come “tutti quelli che…e tutti quelli che non…ed anche famigliari e amici” un concentrato vago ma efficace. Oppure l’elenco di nomi e cognomi messi li in maniera ordinata, per successione alfabetica o d’importanza.
Ma quelli che preferisco sono i ringraziamenti personalizzati, quelli in cui prende vita il nome citato. “Grazie a te perché. ..ecc ecc” È come se così riuscissimo a entrare nel vivo della creazione. Che poi nei ringraziamenti non è detto che ci finiscano solo i nomi di personaggi che attivamente hanno collaborato alla stesura dell’opera: magari il loro è stato un intervento semplicemente di sostegno o addirittura indiretto (spesso le persone che ci sono vicine ci ispirano o ci aiutano senza saperlo, non trovate?!).
Recentemente sul libro della Mazzantini che stavo leggendo ho trovato delle poche righe di ringraziamento che però mi sono rimaste impresse perché mi hanno fatto sorridere

“Grazie ai miei figli, vi ho tolto tempo, vi ho cucinato in fretta […]”

Io leggendolo mi sono immaginata Margaret intenta nella scrittura, concentrata su una scrivania disordinata e senza orologio che si rendeva conto troppo tardi dell’ora che si era fatta e che si affrettava in cucina a lanciare qualcosa nel microonde senza togliere l’involucro di plastica! 🙂
Ecco, magari al solito mio ho viaggiato troppo di fantasia…Ma questo per farvi capire un po’ l’efficacia di quelle due righe, l’effetto che hanno avuto su di me.
Dopo tutto credo che nei ringraziamenti a fine libro ci sia molta dell’intimità dello scrittore. Magari esagerando, potrei anche dire che lì è contenuta la scintilla che ha dato vita al libro, proprio tra le parole apparentemente mute di quell’elenco.

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