Il labirinto

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Volevo parlare di molte cose questi giorni,  ma non ho trovato nessuno che mi potesse ascoltare come volevo io; volevo scrivere molte cose in questi giorni, ma la rabbia e il nervoso aggiunti al malumore mi hanno in qualche modo creato un caos mentale incredibile e ho preferito non dire nulla, nemmeno per iscritto.
Mettiamoci anche che odio parlare di me, stare a lagnarmi di ciò che non va, stare lì a tediare le persone con le mie paturnie, i miei malumori o le mie delusioni. Non mi piace; mi piace essere quella che ascolta, che da’ consigli se chiesti,quella che ti fa fare una risata quando pensi che ridere sia l’ultima cosa che ti possa capitare in una giornata così sbagliata. Apparentemente sono “una dura”, che i problemi tenta sempre prima a risolverseli da sola e solo in casi estremi chiede aiuto. Ecco, apparentemente forse è la parola chiave.
In realtà mi chiudo a riccio per evitare che il mio malumore colpisca altri, ma forse così è anche peggio. Ora non so se è giusto o sbagliato,so solo che anche questa è andata così, mi sono chiusa a riccio e ci ho riflettuto su: pian piano la trovo l’uscita dal labirinto. Anche questa volta.

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6 pensieri su “Il labirinto

  1. Erik ha detto:

    non mi permetto di stabilire se sia giusto o sbagliato però di certo credo che sia una cosa positiva chiudersi in se stessi per riflettere, per capire e per ascoltarci nel nostro più profondo… perchè la nostra vita i nostri pensieri li possiamo conoscere solo ed esclusivamente noi e solo noi per primi possiamo aiutarci davvero, poi altre persone possono contribuire, in alcuni casi in maniera anche decisiva ma se non ci mettiamo del nostro se non lavoriamo su noi stessi, io sono fermamente convinto che nessun altro esterno possa far nulla… se si parla di ragioni d’anima…

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    • Nelle situazioni più disparate ho sempre trovato via di uscita consultandomi con me stessa: alla fine penso che nessuno meglio di noi stessi sappia trovare il modo più congeniale al nostro essere per ritirarsi su. L’aiuto esterno è importante, ma delle volte richiede troppa fatica riuscire a far capire a terzi il proprio stato d’animo o i propri punti di vista, sopratutto per me che non sono particolarmente estriversa.

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