Vite viste da lontano


In questi giorni sto leggendo la biografia dell’Imperatrice d’Austria, Elisabetta, per gli amici Sissi.  Da bambina, penso come molte, ero una fan del cartone animato di Sissi, innamorata persa di Franz, il caro Imperatore Francesco Giuseppe. Ed ora eccomi qui, a curiosare nella vita di questa coppia, catapultata nella loro intimità, a fare i conti con due personalità storiche di grande spessore, tutta presa nel fare spazio alle nuove nozioni che si aggiungono a quelle che ho appreso tra i banchi di scuola studiando gli avvenimenti di quegli anni.

Inutile dire che il libro mi sta piacendo molto, trovo Nicole Avril abile nel raccontarci l’imperatrice in maniera quasi colloquiale senza però mai dimenticarsi dell’importanza storica delle fonti e informazioni.

Ma il motivo per  cui scrivo questo articolo è un altro: in questi giorni riflettevo sulla bellezza delle biografie, le vite di personaggi importanti raccontate e analizzate partendo dai dettagli più noti fino ad arrivare alle curiosità nascoste, conoscendo la persona dietro al personaggio. Io sono qui a passare le nottate tra le lettere che Sissi e Franz si scambiavano a metà 1800 e dopo tutti quei Mio caro marito... o Mia Sissi adorata… mi è quasi impossibile non chiedermi cosa di questo nostro secolo rimarrà ai posteri! Nelle biografie del futuro cosa leggeranno, i backup di Whatsapp? Le chat Instagram e Facebook? Le intercettazioni telefoniche? Non ci scriviamo più lettere né inviamo biglietti d’amore, non rimarrà traccia scritta di questi sentimenti. Nessuna scrittura tremolante su carte ingiallite e inchiostro sbavato. Chissà… Magari le emoji ammiccanti avranno lo stesso effetto delle parole di Francesco Giuseppe che dal fronte scrive alla sua adorata moglie di quanto sia difficile per lui pensarla in pericolo, lontano dalla sua protezione… O evocheranno lo stesso scoramento dell’Imperatrice che cerca disperatamente di essere utile in politica estera, provando a convincere il marito a sentire le sue ragioni per non incappare in errori irrimediabili…

Siamo ancora capaci di provare sentimenti così’ forti ed esternarli, di questo son abbastanza sicura. Però i metodi sono cambiati e sembrano essere meno incisivi di quelli passati.

Mi fa sorridere pensare che biografi del futuro avranno a che fare con minuti interminabili di audio Whatsapp o cuori lasciati sulle foto social. Studieranno le interazioni scambiate ed i commenti privati, niente diari e carteggi.

Ma soprattutto, le biografie del futuro di che protagonisti della storia contemporanea parleranno, avranno delle curiosità da narrare? Ovviamente sì, chissà chi andrà per la maggiore. Vorrei esserci per scoprirlo. 🙂

 

 

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Post di cui non sentivamo il bisogno, lo so.


Le 11 e 11 del 6 Settembre. Realizzo che ancora non ho scritto nessun post settembrino e solitamente sono la prima a idearne uno. Con quelle chiacchiere sul Capodanno di fine estate, i buoni propositi, la palestra che non si farà mai ma anche chissenefrega, esami da dare, quanto manca il mare…

Non questa volta, però. Questo è un anno tutto strano, Settembre non è da meno. Niente buoni propositi per me, niente obbiettivi da depennare. Me la vivo un po’ così, senza troppi fronzoli. Che poi non è che sono apatica, intendiamoci, solo che non ho voglia di…

Forse nemmeno scrivere, però oh, troppo tardi per confessarlo. 

Mese nuovo, vecchie paturnie però aspetto il 30 per averne conferma, non mi va di arrivare a conclusioni affrettate quando c’è così tanto da fare e nulla di programmato. Ricapitolando: voglia di cambiamento c’è, voglia di organizzarsi no!

E di per sé mi pare già un buon punto di partenza.

giphy

7 giorni che ti ho perso, quante lacrime cadute


Sono reduce da ben 7 giorni senza internet in casa.

Che poi il rientro dalle vacanze è già di per sé traumatico: sei lì pieno di stanchezza e un po’ stravolto, non ti spieghi come sia possibile che meno di 36 ore prima eri al mare a sguazzare con i pesciolini nell’acqua cristallina e ora invece ti trovi a soffrire i 40° con il 70% di umidità percepita e i vestiti che si incollano alla pelle abbronzata (che però ti sembra già scolorita!) Ma questo evidentemente non era abbastanza, per cui la Vita ha deciso che mi meritavo anche l’internet guasto come regalo; ho acceso il WIFI e l’icona con la scritta “errore di rete” urlava “bentornata a casa, tesoro!!”.

Così ho scoperto che l’internet della mia scheda telefonica dura un soffio e che senza sei isolato, il telefono diventa un fermacarte poggiato sulla scrivania, il pc un inutile oggetto d’arredamento… Mi son ritrovata a scroccare il wifi del centro commerciale, come l’ultimo dei poveracci, per poter ascoltare gli audio Whatsapp e scorrere le email più interessanti. Ho scoperto che nella settimana di Ferragosto l’assistenza tecnica funziona, peccato che una serie di sfortunati eventi abbiano fatto sì che la mia pratica venisse contrassegnata come risolta quando in realtà non lo era manco per niente, con tutti i ritardi che possono derivarne…

Inutile dire che ho provato a prenderla sportivamente, poi è subentrata la rabbia, infine la rassegnazione mista a tristezza; al quinto giorno senza Wifi mi sentivo un santone eremita che aveva le visioni.

Avevo un programma ben serrato per il rientro dalle vacanze: documenti da scaricare e stampare, giri da fare per uffici, serie tv da recuperare e qualche acquisto online dell’ultimo minuto da sbrigare.

Invece ho riscoperto l’uso della televisione: sono incappata in maratone di Grey’s Anatomy e Private Practice ed ho iniziato ad appassionarmi, senza sapere nulla della stagione che stavo guardando o dell’episodio in questione. Mi sono ricordata di quanto fastidiosa fosse la pubblicità ogni 10 minuti di programma e quanto lo zapping diventi una necessità in certi casi.

Ora eccomi qui : blog attivo, email sistemate, documenti recuperati, file studio presi, acquisti fatti( anche più del previsto!) e sebbene la televisione sia ormai spenta questa esperienza ha lasciato uno strascico in me che potrei sintetizzare così: Grey’s Anatomy episodio 1 stagione prima! Se non mi sentirete più sappiate che sono accoccolata in una stanza in penombra a recuperare senza sosta le 327 puntate arretrate della mia nuova serie tv preferita. Onoriamo l’internet ora che è tornato a sgorgare in casa mia! 

Bentornato a casa, tesoro! 

Qui.


Il baffo schiumoso del caffè sul labbro superiore e il profumo del cinghiale in agrodolce che invade ogni angolo di casa.

Arriva sempre un risveglio del genere la domenica in estate, qui. Fa parte dei ricordi fissi, di una ritualità non studiata ma ben assestata negli anni.

Con il sugo che borbotta in pentola in attesa del tuffo dei Ravioli freschi, mentre le briciole dei biscotti si sparpagliano sul tavolo.

Gli ingredienti per sentirsi a casa sono questi per oggi. ♡

Buona domenica.

Sfrigolamenti


Il rumore dell’olio che sfrigola in padella mi ipnotizza; ad ogni ingrediente aggiunto si fa più intenso, cadenzato; rilascia aromi, profumi. È il preambolo della degustazione: di per sè il pasto non è pronto ma rende gustosa l’attesa della prima forchettata.

Bisogna bearsi di suoni, profumi, attimi e così ti trovi altrove. A volte sembrano frasi dette solo per far colpo su qualcuno, cose che si trovano nei libri o magari nei film già visti; invece no, è parte del quotidiano. Per vivere in una poesia ci vuole giusto qualche ingrediente ben assemblato e buon gusto. O forse ci vuole appettito. (Almeno per stasera)

Imparare dagli errori


Ieri. Sabato, 50° all’ombra, saldi estivi, aria condizionata flebile all’interno dei negozi. Io che mi aggiro tra gli scaffali cercando di evitare persone maleducate, passeggini spinti come se fossero sfollagente, stampelle mal riposte che diventano armi di distruzione…

Oggi. Domenica, 50° percepiti, casa!, aria condizionata ben impostata, silenzio. Io che me ne sto comodamente spiaggiata in camera a fare una maratona di Sex and The City: tv e dvd alla mano, il resto non conta.

Ecco, secondo me questo è imparare dai propri sbagli: è da stupidi andare in giro di sabato (sì,anche se è l’unico giorno che hai avuto a disposizione per fare un giro di shopping e cercare di comprare ciò di cui avevi bisogno); è da persone intelligenti starsene a casa in compagnia delle mie Ragazze. 

Ammettere i propri errori e far di tutto per porvi rimedio, maturità! 😛

6 Luglio. Compleanni.


Non avevamo le candeline perché me le ero dimenticate, niente palloncini o festoni e presa dall’euforia ho fatto una sola foto, storta e pure sfocata. Però c’era una mega fetta di torta al doppio cioccolato con spruzzata di panna; c’erano le amiche più care che ho, quelle con cui condivido emozioni. C’erano risate rumorose e occhi sorridenti. C’erano i biglietti di auguri che ti dicono chi sei agli occhi degli altri e un po’ forse commuovono ma sicuramente li leggi sorridendo.

Il compleanno negli anni ha assunto forme e dimensioni differenti. Quest’anno per me il compleanno è stato sentire che i ti voglio bene che mi circondavano erano veri, l’affetto quasi tangibile. E mi ci sono crogiolata dentro per un po’ senza fretta. Tutto qui. ♡