Passano i mesi ma le stagioni no. 


Ottobre ha voglia di vederci andar in giro scollacciati ancora per un po’. Il sole caldo di questi giorni infuoca le nostre giornate cittadine.

Io son vestita estiva, avvolta in una canottiera oversize ma di un arancione sgargiante perché l’autunno ormai è uno stato d’animo, non una semplice stagione e non si può ignorare solo perché fa più caldo del dovuto. 

Però mi son anche tuffata in una nuvola di profumo primaverile, di quelli agrumati e floreali che danno il meglio di loro quando, a contatto con il calore della pelle, sprigionano quel delicato aroma inebriante a cui è difficile resistere. È ottobre ma non importa, i mesi si alternano senza sosta mentre noi siamo come le stagioni: indugiamo più del dovuto, siamo imprevedibili, seguiamo il ritmo dettato dal nostro personale istinto…

Per cui oggi mi vesto estiva, indosso colori autunnali, profumo di primavera. Ci vorrebbe un tocco invernale ma non son pronta a cacciar fuori le mie mega ciabatte pelose, quindi facciamo che per oggi mi fermo qui e indosso i miei stivali di sempre?! 😜

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Un weekend a km di distanza 


Forse è vero che i viaggi si fanno e non si raccontano…

Come potrei spiegarvi lo stupore di trovarmi di fronte allo scoglio su cui si erge Polignano a Mare, io lì così piccola in confronto all’immensità del mare che prendeva i colori del blu più intensi, il verde più brillante; il vento che portava alle orecchie il rumore inconfondibile di quell’acqua di cui mi riempivo gli occhi mentre respiravo a pieni polmoni l’aria salmastra. La mia espressione felice, con bocca piegata in un mega sorriso e al tempo stesso un “ooh che bello” sussurrato al vento. Indescrivibile.22219271_10210498245798694_1216536277_o Come pure lo è la passeggiata tra i vicoli di un bianco accecante, nella parte vecchia, dove si sentiva l’odore del mare senza vederlo. Gli angoli più disparati arrecavano scritte e poesie messe lì quasi ad accompagnare il mio lento avventurarmi tra le case per raggiungere i balconcini a strapiombo su quel mare irruento.

 

20170930_162519.jpgE come potrei dirvi il divertimento e la curiosità provata a passeggiare per le viuzze di Alberobello, in quell’estremità del paese in cui tutto è bianco e grigio e i Trulli la fanno da padroni sovrastando i quartieri sottostanti? Siete mai entrati in un Trullo? È incredibile quanto siano grandi e accoglienti, colmi di ogni genere di prodotto gastronomico o artigianale, non semplici souvenir.

Allo stesso modo non saprei dove iniziare per dirvi di Matera: la città dei sassi. Roccia ovunque, case e casette arroccate sul costone della collina, circondate dal silenzio e un flebile rumore d’acqua che proviene dal fiumiciattolo che languidamente la circonda. Ci si allontana dal centro moderno per essere catapultati in un mondo lontano dal tempo. Un sole bollente scalda le rocce che brillano infuocate. Un sali e  scendi non indifferente per curiosare in ogni anfratto, viuzza o pertugio che si affaccia sul nulla e al contempo su tutto.22251283_10210498131235830_1917522865_o

Come posso descrivere due giorni di viaggio in cui ho visto così tanto di bello da non trovare il modo di esprimerlo? Queste poche parole non rendono assolutamente l’idea. Sono contenta. Davvero. E nemmeno le foto riescono a colmare ciò che ho vissuto, sono solo una parte dell’insieme.

Ogni piccolo spostamento che faccio sento che mi cambia e arricchisce, è gratificante. Incide positivamente a prescindere dai km percorsi. Viaggiare è qualcosa che non si impara, ognuno lo fa a modo suo. Importante è riuscire a coglierne la magia: ecco, quella me la porto via con me ogni volta.

(No)Word(s)


Sapete perché mi piace scrivere? Perché presuppone un informarsi, un aggiornarsi, una ricerca continua e dissacrante di termini, notizie, dati certi o incerti e poi il lavoro di assemblaggio, il modo tutto personale con cui questo insieme di parole prende forma e va a creare la propria idea, il proprio modo di raccontare la storia.

Questo vale sia per i post personali che per gli articoli più seri. C’è sempre uno studio dietro, un’elaborazione che porta alla scoperta di qualcosa di nuovo. Anche un semplice sinonimo può fare la differenza, per l’articolo e per l’archivio mentale della persona che lo scrive.

Ci si arricchisce creando.

E questo è tutto molto bello fino a quando non ti ritrovi su Word a buttar giù righe e righe di un articolo da spedire entro la scadenza imminente, pensi – cerchi – elabori immersa nella serietà del momento fino a quando non rileggi l’ultimo paragrafo scritto e ti accorgi che inavvertitamente il computer ti ha evidenziato una correzione, scrivevi di fretta e avrai invertito delle lettere così che lui ha pensato bene di correggere il tuo impreciso “andiamo sul banale” in un elegantissimo “andiamo sull’anale!”.4p6uyda

Quanto è bello scrivere e scoprire che anche Word si prende gioco di te, eh? EH?

Questo è ciò che accade quando ti prendi troppo sul serio.

Storie di una povera scribacchina.

Ridete pure ma con moderazione, vi prego!!

Domenica invisibile


Piove. Piove tantissimo. E la temperatura è di quelle piacevoli per cui ti riesci a infilare il jeans lungo, aderente, senza fatica. Spero di aver reso (poeticamente) l’idea.

Piove ed è buio. Dalle finestre accostate entra rumore di acqua, scrosciante. Il temporale ogni tanto ha la meglio anche sulla luce: la lampadina sembra farmi l’occhiolino.

I tuoni fanno tremare i vetri, altre volte invece son più mansueti e borbottano da lontano.

Sono in casa e non ho voglia di fare nulla di ciò che dovrei. Depenno gli appunti in agenda e li sostituisco con altro. Come se la pioggia fosse una scusa più che valida per far finta che la giornata di oggi sia un extra, qualcosa di non vero ma tremendamente necessario.

Mi siedo a terra, gambe incrociate, schiena poggiata al muro, un libro sulle gambe. Non è nemmeno un granché come lettura però mi son ripromessa di terminarla, manca così poco alla fine ed è un buon giorno per archiviare un brutto libro.

 

 

E non è ancora settembre


Calma apparente. Tutto fermo, nessun particolar sentimento che accompagna queste attese silenziose.

Poi eccola, la novità che smuove la staticità dell’inizio settimana. 

Novità e cambiamenti. Indecisione e tormento. Pensieri che si rincorrono;  tu chiudi gli occhi e salti nel vuoto. Non sai dove atterrerai ma hai decisamente voglia di scoprirlo. Qualcosa accadrà e non potrà essere peggio del nulla che improgionava le giornate precedenti. 

Che poi le grandi decisioni solitamente si rimandano a settembre. Questa volta non è ancora finito Agosto e abbiamo già di che occuparci. Una sorta di cambiamento nel cambiamento. 

Dita incrociate. 

Polvere di stelle


Una manciata di polvere d’oro rosa sulle palpebre, il luccichio di quei brillantini impercettibili che illuminano lo sguardo riflettendo la luce ad ogni movimento. E ti ci vedi bene a luccicare, come se la luce venisse da altrove, non dal makeup, ma da più lontano. Da dove solo tu sai. Da chi ti ha regalato quella polvere di stelle come se fosse tua da sempre. 

Sbattere le ciglia con la giusta intenzione può fare la differenza? Non hai tempo per verificare o imparare.

Sei malinconicamente felice, quel sentimento complesso che solo un brillante rosa cipria sa raccontare.

I colori bisogna saperli usare. I dettagli bisogna saperli apprezzare. Di questo sei certa!