Ciao!


So ancora come si scrive? Mi pare una cosa così strana. Dall’altra parte c’è qualcuno che legge? Funzionava così mi pare. Mi è capitato di rileggermi prima di mettermi a riempire questo foglio bianco ed è stato strano: non ricordavo quei post, quelle parole; ma nello scorrere a ritroso delle date mi son ricordata cosa succedeva, come mi sentivo, ho rivisto anche tutto quello che accadeva nelle date mancanti, in quelle che sono diventate pian piano luuunghe pause.

Che strano! Prima qui entravo ogni giorno e scrivevo di getto, senza farmi domande, senza chiedermi per chi per quale motivo se bene o male. Adesso sono dentro il mio sito e non lo riconosco, è tutto così diverso, grafica impostazioni colori funzioni… Son diversa anche io sicuramente. Mi sa che siamo come due sconosciuti che si incontrano la prima volta.

E voi siete lì, come state? Avete continuato a popolare questo luogo?

Libri da mattina dopo


“Non esiste una scala del dolore, della sofferenza e del vuoto, niente può essere giudicato o paragonato, esiste però per tutti la mattina dopo, che può essere quella in cui provi a difenderti e a proteggerti o quella in cui inizi a naufragare”

La mattina dopo – Mario Calabresi.

Ho finito ieri quello che penso sia stato il libro giusto al momento giusto.

Tutti noi abbiamo vissuto almeno una “mattina dopo”: quella in cui ti svegli il giorno dopo un grande evento e per quei pochi secondi di inizio giornata non ricordi nulla, sei ignaro di tutto. Poi all’imporovviso il ricordo di ciò che è stato ti colpisce in pieno e tu speri che restando immobile, con gli occhi chiusi, anche solo per pochi minuti potrai far finta di nulla. Ma alla fine bisogna farci i conti con la realtà. Che sia la mattina dopo un brutto evento o una bella esperienza si sarà comunque invasi dalla malinconia del cambiamento e dall’ansia di quel che sarà.

Calabresi in questo libro ha illustrato bene tutto questo senza mai doverlo esplicare troppo; mi son piaciute le storie che ha selezionato perché ha saputo raccontarle con attenzione e cura del dettaglio, da bravo giornalista, senza condirle di moralismo, pietismo o frasi melense da cioccolatini.

E’ stato un viaggio nelle storie altrui in cui ho ritrovato sentimenti che sono stati anche i miei per esperienze o vissuti differenti.

La mattina dopo non è mai facile ed è giusto sentirsi spaesati o scegliere di affrontarla come meglio crediamo. E ogni tanto fa bene ricordarselo.

13/12


Oggi è sabato 9 Gennaio ma per me è come se fosse un aggiuntiva giornata del tredicesimo mese del 2020. Mai come questa volta ho avvertito poco lo scattare del nuovo anno; non so se è dovuto a questa situazione assurda, al senso di precarietà, alla noia. Mi sembra che siamo fermi in casa dalla prima quarantena. La vita che scivola addosso e io che non riesco a programmare nulla, nemmeno le giornate a breve termine, figuriamo un futuro stabile, un progetto a lungo termine. Son in balia dei giorni tutti uguali e delle zone colorate a piacimento. Non ho mai creduto molto nei buoni propositi fatti partire in maniera arbitraria in un periodo dell’anno e poi dimenticati; nella mia testa c’era sempre, però, un progetto, un’idea, un traguardo da raggiungere e a gennaio si ripartiva motivata, sì, ma non obbligata. Adesso invece sono a casa come ieri, come domani, come le scorse settimane, con poco o nulla da fare e qualcosa a cui pensare che pesa come un macigno. Non amo i cambiamenti e sono in una fase in cui devo necessariamente fare un salto nel vuoto e per me che preferisco avere sempre tutto sotto controllo o quantomeno che sia programmato e analizzato nei suoi pro e contro, beh, spaventa tantissimo questa incertezza. Quindi eccoci qui, mese 13 di 12, giorno nove, ore 11 e 50 e null’altro da dire se non AIUTO.