Pile


Le persiane accostate nell’illusione che possano proteggerci dall’aria calda che entra dalla finestra.

Il cielo non è grigio, non è bianco. É una distesa indefinita di umidità. Ci sono 35° e il sole è nascosto ma si fa sentire prepotentemente.

In una mano il ventaglio, grande, di quelli ornamentali che anziché prendere polvere su una parete è molto più utile stretto nella mano destra!

Cerco disperatamente delle pile per poter dar vita al telecomando del condizionatore e porre fine a questa domenica insopportabile. Nei cassetti non ce ne sono di nuove e quelle che ci sono sembrano scariche, non so che ci fanno lì.

Molto probabilmente dovrò iniziare ad aprire tutti gli oggetti a pile che ho in camera e cercare quello con la batteria della dimensione che mi serve e del numero giusto.

Chi avrà la meglio: io, munita di ventaglio che mi aggiro in cerca di oggetti sacrificali o il caldo che mi stenderà prima del prossimo passo?

Fuori


Ieri sono stata al Palazzo dell’Esposizioni per andare a vedere FUORI, la quadriennale di Roma esposta fino a luglio nelle sale del palazzo di Via Nazionale.

Non sono una grande estimatrice dell’arte moderna, né un’esperta della materia ma credo di essere abbastanza curiosa per non precludermi la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, anche se molto lontano dal mio gusto.

Quindi ero lì alle 15 e 30 per immergermi in queste due ore di passeggiata tra installazioni, sculture e creazioni varie.

Mi è piaciuta? No. Mi sono divertita? Sì molto.

Mi erano mancati i musei, quel girovagare tra le sale con la cartina in mano e seguire i percorsi tra le opere; mi era mancato vedere le altre persone camminare a loro volta con aria assorta, immerse nelle loro riflessioni e sghignazzamenti; mi era mancato fare qualcosa di diverso dallo studiare e lavorare.

Secondo me non è una mostra imperdibile, probabilmente limite mio che non sono stata in grado di capirla. Però è un’esposizione bislacca il che la rende spassosa: ci sono descrizioni per ogni opera, spiegazioni e frecce colorate che ti dicono dove andare. Poi tu leggi la descrizione e magari non corrisponde a quello che stai guardando nemmeno minimamente però che bello vedere finalmente qualcosa dal vivo e non attraverso uno schermo dello smartphone o del computer!

Ecco, io quando ho a che fare con l’arte moderna mi sento sempre come se fossi nello sketch di Aldo Giovanni e Giacomo.

P.S. Avrei condiviso anche un video di AGG ma non so se si apre da tutti i dispositivi, son imbranata con queste nuove impostazioni di wordpress.

2774


Non vado a Roma dallo scorso anno. Per esser precisi da quando mi sono laureata, il 3 novembre.

Non abito lontana ma tra restrizioni varie, weekend non blindati ma troppo affollati, luoghi chiusi e insicurezza generale non mi è più capitata occasione per andarci.

Mi manca molto la mia città, le passeggiate nei miei posti preferiti, i giri a vuoto nel traffico, la città universitaria e i pic-nic improvvisati su qualche panchina.

Ho una nota nel telefono con l’elenco delle mostre 2020 da prenotare, mostre che son diventate del 2021 e a cui se ne son aggiunte altre con la speranza che ci sia davvero occasione per vederle; ho segnato i palazzi e le ville ancora da visitare, le vie e luoghi poco turistici in cui voglio tornare anche solo per stare lì a godermi il panorama un paio d’ore prima del rientro fuori dal raccordo. C’è qualche locale in cui volevo pranzare o nuova pasticceria da provare che non so nemmeno se ad oggi esistono ancora.

Sono insofferente perché so che quella normalità lì mi manca molto, quella del “Zaino e panino andiamo a stenderci a Villa Borghese oggi” oppure “Sabato gelato al solito posto, usciamo alle 16”. Senza troppo preavviso, senza una vera organizzazione.

Oggi online è pieno di foto di Roma, è il suo compleanno e giustamente tutti vogliono condividere un pezzo di città, un ricordo o un’esperienza passata o presente e soprattutto tante frasi fatte ma che alla fine piacciono sempre.

A me danno quasi fastidio tutte queste foto, non so se è gelosia (si può essere gelosi dei posti? Stupido no?) forse è solo irrequietezza perché anche io di vecchie foto ne ho tante, di ricordi ancora di più, di esperienze e aneddoti a bizzeffe però non mi va di condividere nulla, vorrei poter avere una foto di oggi o più recente rispetto all’anno scorso. Vorrei prendere e andare, immergermi in una via qualunque e godermi il momento. Come se nulla fosse.

Invece no, per adesso ancora non si può.

2774 anni sono molti. Ma anche il solo anno di questa pandemia che ci ha tenute lontane non scherza.

Auguri Roma, tornerò eh! 🙂